INDIVIDUATE NELL’ALONE

Quelle stelle ai confini della Galassia

Due stelle, rispettivamente a 775.000 e 900.000 anni luce da noi, sono state scoperte alle propaggini più estreme della nostra Galassia. La loro distanza record è stata certificata grazie alle osservazioni del telescopio MMT in Arizona

FLARE: LA VISTA PROFONDA DI MESSENGER E STEREO

È per guardarti meglio

L’incrocio dei dati raccolti dalla sonda Messenger e dal Solar Terrestrial Relations Observatory NASA offre nuove risposte a come particelle cariche vengano accelerate durante i fenomeni di brillamento solare, studiandone i neutroni emessi

STELLE CADENTI IN ONDE LUNGHE

Il radiotelescopio LWA ascolta le meteore

Cercando il bagliore residuo dei lampi gamma, hanno trovato l’inaspettata emissione radio delle meteore. La scoperta con il nuovo radiotelescopio LWA, Long Wavelength Array, in New Mexico

VLT STUDIA LA SUPERNOVA SN2010JL

Svelato il mistero della polvere cosmica

Uno dei quesiti più grandi dei ricercatori era capire come i grani potessero sopravvivere all’ambiente distruttivo e violento nei resti di una supernova. Ora questo studio ha risposto: i grani sono più grandi del previsto

CASSINI STUDIA L’OCEANO DI TITANO

Salato come il Mar Morto

Sotto il guscio ghiacciato della luna più grande di Saturno c’è (ma ancora non è stato osservato direttamente) un oceano estremamente denso e salato composto da una liquido simile a una salamoia: acqua mischiata a un composto di zolfo, sodio e potassio. Il primo autore è l’italiano Giuseppe Mitri, intervistato da Media INAF

NUOVO MODELLO GEOLOGICO

Ganimede e la tettonica a zolle

La superficie della luna di Giove è stata plasmata un’attività geologica simile a quella terrestre: i risultati di un modello dinamico (e analogico) di tettonica a placche grazie a cui possiamo forse ricostruire la storia geologica del satellite gioviano

UNA NUOVA IPOTESI SULLA SUA FORMAZIONE

Hit and Run, Mercury

In un articolo su Nature Geoscience due ricercatori ipotizzano una formazione di Mercurio stile colpisci e fuggi, che spiegherebbe sia la perdita di metà del mantello che la sua composizione ferrosa e la significativa presenza di elementi volatili