DURANTE IL 67ESIMO CONGRESSO ANNUALE ALL’AQUILA

Annunciati i vincitori dei premi Sait 2026

A Vittoria Vecchiotti (ricercatrice all'Inaf di Arcetri) è stato assegnato il premio “Giovanni Bignami”, a Cosimo Marconcini (Università di Firenze) il premio "Pietro Tacchini", a Giovanni Isopi (Università La Sapienza di Roma) il premio "Guido Horn D’Arturo" e a Fabrizio Cogato (ricercatore all'Inaf di Bologna) il premio "Giuseppe Lorenzoni". Menzioni speciali per Rossella Anania, Alice Dottori e Silvia Micheli

     07/05/2026

Il talento e l’originalità della nuova generazione di astrofisiche e astrofisici sono stati protagonisti della quarta giornata del 67esimo Congresso annuale della Società astronomica italiana (Sait). L’appuntamento, in corso all’Aquila dal 4 all’8 maggio, ha visto la partecipazione di quasi 150 delegati tra ricercatori, astronomi, soci, docenti e studenti, riuniti per fare il punto sulle frontiere dell’astronomia moderna. Come da tradizione, la Sait ha assegnato i propri premi annuali, confermando un impegno storico nel valorizzare la qualità della ricerca su scala nazionale e internazionale. I quattro riconoscimenti di quest’anno hanno celebrato le migliori tesi di dottorato e i lavori di ricerca più innovativi, selezionati per l’eccellenza scientifica e il significativo impatto prodotto nel campo dell’astrofisica contemporanea.

Da sinistra: Patrizia Caraveo (presidente della Sait), Vittoria Vecchiotti (Inaf di Arcetri), Rossella Anania (Università di Milano), Giovanni Isopi (Università di Roma La Sapienza) e Cosimo Marconcini (Università di Firenze)

A Vittoria Vecchiotti (ricercatrice presso l’Inaf di Arcetri) è stato assegnato il premio “Giovanni Bignami”, riconoscimento rivolto a giovani ricercatrici e ricercatori che abbiano conseguito il dottorato in fisica o in astronomia da non più di cinque anni. Vecchiotti si è distinta per i suoi studi su raggi gamma e neutrini, affrontando il problema dell’emissione diffusa e dimostrando che il contributo delle sorgenti gamma non risolte non può essere trascurato per una corretta interpretazione dei dati in intervalli energetici da GeV a PeV. Ha inoltre esteso questi studi all’emissione di neutrini galattici, ponendo vincoli sul contributo delle sorgenti galattiche. Questo premio, per un totale di mille euro, è stato istituito nel 2017 in memoria di Giovanni Bignami, astrofisico di rilievo internazionale e già presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) e dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), ed è promosso congiuntamente dalla Sait e dalla Società italiana di fisica (Sif)

A vincere il premio “Pietro Tacchini”, astronomo che, negli anni dell’Unità d’Italia, fondò assieme a Padre Angelo Secchi la Sait – al tempo chiamata Società degli spettroscopisti italiani, è stato Cosimo Marconcini (Università di Firenze). La sua tesi Determination of the physical properties of AGN outflows: a new approach to kinematical modeling sui getti dei nuclei galattici attivi ha convinto la commissione per l’efficace sintesi tra dati d’avanguardia (ottenuti con il telescopio spaziale James Webb e lo strumento Muse) e lo sviluppo di nuovi modelli cinematici tridimensionali. Il premio di duemila euro è riservato alle tesi di dottorato di ricerca nell’area scientifica generale (astrofisica teorica, osservativa e interpretativa).

Per questo riconoscimento, è stata inoltre conferita una menzione d’onore a Rossella Anania (Università degli Studi di Milano – Dipartimento di fisica) per la tesi di dottorato “Assessing the role of external photoevaporation of protoplanetary discs in nearby star-forming regions”: il suo lavoro si distingue per la completezza con cui affronta il problema della fotoevaporazione dei dischi protoplanetari nel loro contesto evolutivo.

Assegnato alla migliore tesi dedicata alle tecnologie applicate, il premio “Guido Horn D’Arturo”, astronomo triestino, pioniere della realizzazione di telescopi di grandi dimensioni mediante l’uso di specchi segmentati, è andato a Giovanni Isopi (Università La Sapienza di Roma) per la sua tesi Observing the Cosmic Web with the Sunyaev-Zel’dovich effect: from ACT to MISTRAL. Assegnando duemila euro, la commissione ha apprezzato l’approccio articolato su una solida base teorica cosmologica e fisica, seguito dall’analisi con tecniche innovative di dati allo stato dell’arte basate sull’effetto Sunyaev-Zel’dovich, e dalla progettazione e implementazione di nuova strumentazione astronomica per migliorare le prestazioni. Isopi ha contribuito allo sviluppo della camera Mistral presso il Sardinia Radio Telescope.

In questa categoria sono state attribuite due menzioni speciali. La prima ad Alice Dottori (Scienze e tecnologie aerospaziali – Politecnico di Milano) per la sua tesi Advanced technologies for planetary In-Situ Resources Utilisation: the carbothermal process for water extraction on the lunar surface, tema particolarmente attuale in vista della possibile colonizzazione della Luna. E a Silvia Micheli (Università di Roma La Sapienza – Dipartimento di fisica): la tesi Towards accurate measurements of primordial CMB B-modes: studies of instrumental systematic effects for the LiteBIRD mission propone soluzioni originali per una futura missione dedicata allo studio dei modi B della radiazione cosmica di fondo.

E infine, il miglior articolo scientifico di carattere astrofisico pubblicato nell’ultimo triennio è quello di Fabrizio Cogato (ricercatore presso l’Inaf di Bologna). La pubblicazione è stata insignita del premio “Giuseppe Lorenzoni”, quarto direttore della Specola di Padova e primo astronomo padovano a condurre ricerche astrofisiche. L’articolo “Euclid commissioning results: The Near Infrared Spectrometer and Photometer (NISP) signal detection chain”, pubblicato nei Proceedings of Spie, presenta la complessa calibrazione e ottimizzazione dello strumento Nisp a bordo della missione Euclid durante il commissioning e dimostra un alto impatto tecnologico, introducendo parametri fondamentali per il monitoraggio dei rivelatori nello spazio. Il premio di duemila euro è stato istituito in collaborazione con l’Inaf di Padova e l’azienda Dal Ben SpA.

Attraverso questi riconoscimenti, la Società astronomica italiana non solo premia il merito, ma offre anche una vetrina di prestigio ai giovani studiosi che, con rigore e creatività, contribuiscono alla nostra comprensione del cosmo.

Palazzo dell’Emiciclo (L’Aquila), location del congresso Sait 2026

«I premi costituiscono un capitolo importante dell’attività della Sait che si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado. Durante la conferenza annuale», dice Patrizia Caraveo, presidente della Società astronomica italiana dal 2025, «vengono premiati i vincitori e le vincitrici dei premi per i giovani dottori di ricerca. I premi sono dedicati a personaggi visionari come P. Tacchini, G. Horn D’Arturo, G. Lorenzoni e G. Bignami, che possono essere considerati modelli per giovani all’inizio della loro carriera. Quest’anno abbiamo avuto il piacere di consegnare i premi e le pergamene ai quattro vincitori, affiancati da tre menzionati. Vorrei ringraziare i membri delle commissioni che hanno valutato le domande e colgo l’occasione per ringraziare Eie Group Srl e Dal Ben SpA che hanno finanziato i premi Horn d’Arturo e Lorenzoni».

Il congresso organizzato all’Aquila è stato dedicato al decennale dell’annuncio della rivelazione delle onde gravitazionali, «una scoperta rivoluzionaria seguita, l’anno successivo, dalla rivelazione del primo evento scaturito da una coppia di stelle di neutroni che ha prodotto anche un segnale gamma, X, ottico e radio. Tuttavia», conclude Caraveo, «oltre a fare il punto sulla ricerca collegata alle onde gravitazionali e all’astronomia messaggera che è loro direttamente collegata, copriremo tutti gli ambiti di ricerca che interessano la comunità, dal momento che il congresso annuale della Sait vuole essere un’occasione di incontro e di dialogo per tutta la comunità».