SCOPERTA DAL NUOVO SPETTROGRAFO WEAVE DEL WILLIAM HERSCHEL TELESCOPE

Barra di ferro nella Nebulosa Anello

Una nube di atomi di ferro ionizzato mai vista prima è stata osservata all’interno della Nebulosa Anello. Le origini di questa struttura sono per ora ignote e richiedono ulteriori ricerche. È quanto emerge in uno studio guidato dalla University College London e dalla Cardiff University pubblicato la settimana scorsa su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

     23/01/2026

Un team europeo guidato dai ricercatori della University College London e della Cardiff University ha individuato una misteriosa nube di ferro all’interno della Nebulosa Anello, uno dei soggetti più amati dagli appassionati di astronomia, nota anche come Messier 57 o NGC 6720. La Nebulosa Anello, chiamata così per la forma visibile dalla prospettiva della Terra, è costituita da un guscio di gas espulso da una stella che ha terminato il suo carburante.

La nube di atomi di ferro scoperta dal team di ricerca, descritta per la prima volta in un articolo pubblicato la scorsa settimana su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, ha la forma di una striscia che si adatta perfettamente allo strato interno della nebulosa ellittica. La lunghezza della nube è circa 500 volte quella dell’orbita di Plutone attorno al Sole e, secondo i ricercatori, la sua massa è paragonabile a quella di Marte.

Immagine Rgb composita della Nebulosa Anello. L’anello luminoso esterno è costituito dalla luce emessa da tre diversi tipi di ioni di ossigeno, mentre la barra al centro è dovuta alla luce emessa da un plasma di atomi di ferro ionizzato. Crediti: R. Wesson, Cardiff University/Ucl

La nube di ferro è stata scoperta con il nuovo spettrografo Wht Enhanced Area Velocity Explorer (Weave) installato sul William Herschel Telescope a La Palma, nelle Isole Canarie. Il team di ricerca ha usato un’unità di Weave, chiamata Large Integral Field Unit (Lifu), composta da un fascio di centinaia di fibre ottiche. Lifu ha ottenuto per la prima volta spettri a tutte le lunghezze d’onda ottiche in ogni punto della superficie della nebulosa. Questo ha permesso ai ricercatori di ottenere immagini per ogni lunghezza d’onda e di ricavare la composizione chimica della nebulosa.

«Quando abbiamo elaborato i dati e abbiamo fatto scorrere le immagini», ricorda l’autore principale dello studio Roger Wesson, «è apparsa in modo chiaro una cosa: questa “barra” di atomi di ferro ionizzato, mai osservata prima, al centro del familiare e iconico anello».

Come si è formata la nube di ferro? La risposta è per ora un mistero. Ci sono due scenari possibili: la nube potrebbe rivelare qualcosa di nuovo su come è avvenuta l’espulsione del gas della nebulosa da parte della stella madre, oppure – scenario più intrigante – il ferro potrebbe provenire dalla vaporizzazione di un pianeta roccioso coinvolto nella precedente espansione della stella.

Per provare a rispondere serviranno osservazioni più dettagliate. Per questo il team sta lavorando a uno studio di follow-up e prevede di ottenere dati utilizzando Lifu di Weave a una risoluzione spettrale maggiore. Nel frattempo il gruppo di fisica stellare, circumstellare e interstellare della Weave survey sta osservando molte altre nebulose ionizzate nella parte settentrionale della Via Lattea.

«Sarebbe sorprendente se la barra di ferro nell’Anello fosse unica», dice Wesson. «Quindi si spera che, osservando e analizzando più nebulose formate allo stesso modo, scopriremo altri esempi di questo fenomeno, che ci aiuteranno a capire da dove proviene il ferro».

«La scoperta di questa affascinante struttura prima sconosciuta», aggiunge Scott Trager project scientist di Weave, «all’interno di un gioiello del cielo notturno, amato dagli osservatori del cielo in tutto l’emisfero settentrionale, dimostra le capacità straordinarie di Weave. Non vediamo l’ora di fare molte altre scoperte con questo nuovo strumento».

Per saperne di più:

  • Leggi su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society l’articolo “WEAVE imaging spectroscopy of NGC 6720: an iron bar in the Ring” di R. Wesson, J. E. Drew, M. J. Barlow, J. García-Rojas, R. Greimel, D. Jones, A. Manchado, R. A. H. Morris, A. Zijlstra, P. J. Storey, J. A. L. Aguerri, S. R. Berlanas, E. Carrasco, G. B. Dalton, E. Gafton, R. García-Benito, A. L. González-Morán, B. T. Gänsicke, S. Hughes, S. Jin, R. Raddi, R. Sánchez-Janssen, E. Schallig, D. J. B. Smith, S. C. Trager e N. A. Walton