ANNULLATA ANCHE L’ATTIVITÀ EXTRAVEICOLARE PREVISTA PER IERI

Problema medico a bordo della Stazione spaziale

Rientro anticipato, in data ancora da definire, per i quattro astronauti della missione Crew-11. Lo ha deciso la Nasa a seguito delle condizioni di salute di uno dei quattro, non altrimenti specificate. A renderlo noto è stato lo stesso amministratore dell’agenzia Jared Issacman durante una conferenza stampa. È la prima volta che accade in venticinque anni d’attività sulla Stazione spaziale

     09/01/2026

Un problema medico serio, non altrimenti specificato, ha interessato mercoledì 7 gennaio un membro dell’equipaggio attualmente a bordo della Stazione spaziale. Ieri sera, nel corso di una conferenza stampa, a seguito delle condizioni di salute dell’astronauta, la cui identità non è stata divulgata, l’amministratore della Nasa Jared Issacman ha annunciato che nei prossimi giorni – in una data ancora da stabilire, ma comunque in anticipo rispetto al previsto – rientreranno sulla Terra con la navetta Crew Dragon Endeavour i quattro astronauti della missione SpaceX Crew-11: la comandante Zena Cardman (38 anni), il pilota Mike Fincke (58 anni) e gli specialisti di missione Kimiya Yui (55 anni) della Jaxa, l’agenzia spaziale giapponese, e Oleg Platonov (39 anni) di Roscosmos, l’agenzia spaziale russa.

Foto ufficiale dei quattro membri della missione SpaceX Crew-11 della Nasa. Da sinistra, il cosmonauta di Roscosmos e specialista di missione Oleg Platonov, l’astronauta della Nasa e pilota Mike Fincke, l’astronauta della Jaxa e specialista di missione Kimiya Yui; e l’astronauta della Nasa e comandante Zena Cardman. Crediti: Nasa

Pur sottolineando di non poter fare – a tutela della privacy – il nome dell’astronauta né formulare una diagnosi specifica, il responsabile medico e sanitario dell’agenzia James D. Polk ha spiegato che le condizioni di salute sono attualmente stabili e ha dunque precisato che non si tratta di un’emergenza immediata né di un’evacuazione d’urgenza. È comunque un problema medico che richiede accertamenti diagnostici approfonditi, impossibili da compiere con l’attrezzatura disponibile nello spazio. «In 25 anni d’attività della Stazione spaziale internazionale, questa è la prima volta in cui dobbiamo compiere un’evacuazione per motivi medici», ha ricordato Polk, «nonostante i modelli e le simulazioni Monte Carlo prevedessero che ci saremmo trovati ad affrontarne in media una ogni tre anni. E anche in questo caso abbiamo preferito peccare per eccesso di cautela che per difetto».

Un altro aspetto ribadito nel corso della conferenza stampa è che non si è trattato di un infortunio operativo, e che il problema non è in alcun modo dovuto ad attività di bordo o alle attività extraveicolari in programma (ne era prevista una di sei ore e mezza con Cardman e Fincke, poi annullata, proprio nella giornata di ieri). Quanto all’opportunità di prevedere la presenza di personale sanitario sulla Iss o in future missioni spaziali, «non credo che se uno dei nostri astronauti a bordo fosse stato un medico sarebbe cambiato qualcosa», ha detto Issacman.

Il calendario del volo di rientro dovrebbe essere annunciato nel corso delle prossime ore. Non sono previste procedure diverse dal solito, anche per quanto riguarda le modalità e le località di splashdown. A quel punto sulla Stazione spaziale rimarranno solo in tre: l’astronauta Christopher Williams della Nasa e i cosmonauti Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikaev di Roscosmos. La Nasa e SpaceX stanno cercando di capire se riescono ad anticipare il lancio dei quattro astronauti della Crew-12, attualmente in calendario per metà febbraio. Decisione, ha sottolineato Isaacman, che non avrebbe comunque alcun impatto sulla tabella di marcia della missione Nasa Artemis II, un viaggio di andata e ritorno verso la Luna senza atterraggio.

Guarda la conferenza stampa di giovedì 8 gennaio della Nasa: