QUELLO SUCCESSIVO AVVERRÀ SOLO FRA OTTANTATRÉ ANNI, NEL 2109

Transito della Terra sul Sole: si vedrà da Giove

Sabato 10 gennaio si verificherà un raro allineamento fra Giove, la Terra e il Sole. Un ipotetico osservatore che potesse assistere, stando su Giove, allo spettacolo celeste vedrebbe il nostro pianeta transitare davanti al disco solare. L'evento offrirà a un team di astronomi guidato da Paolo Molaro (Inaf Trieste) l'occasione per misurare un curioso fenomeno: l’effetto Rossiter-McLaughlin inverso

     05/01/2026

Se il prossimo 10 gennaio, verso le 8 del mattino del tempo universale (Ut), vi trovaste seduti su Giove – o, più comodamente, su una delle sue grandi lune scoperte da Galileo nel gennaio del 1610 – assistereste a uno spettacolo rarissimo: la Terra che passa davanti al disco del Sole.

A sinistra, immagine composita del Sole con la Terra e la Luna viste da Europa alle 19 Ut del 5 gennaio 2014. A destra, passaggio radente della Terra davanti al disco del Sole come sarà visto dalla luna gioviana Ganimede il 10 gennaio del 2026. Crediti: P. Molaro/Inaf

Giove va in opposizione circa ogni 13 mesi, perché la Terra compie un’orbita attorno al Sole in un anno, mentre Giove impiega quasi 12 anni terrestri. Serve quindi poco più di un anno perché i due pianeti si ritrovino di nuovo allineati dalla stessa parte del Sole. L’opposizione è il momento migliore per osservare Giove: è più vicino alla Terra, più luminoso e visibile per tutta la notte. Sabato 10 gennaio Giove si troverà a circa 588 milioni di chilometri da noi.Ma vedere la Terra transitare davanti al Sole da Giove è qualcosa di molto più raro. Perché accada, la Terra e Giove devono trovarsi su una particolare linea nello spazio, chiamata linea dei nodi, dove i piani delle loro orbite si intersecano. Questo allineamento è eccezionale. In pratica, l’evento si presenta in brevi “stagioni”: cinque passaggi, uno ogni 12 anni, seguiti poi da oltre un secolo di attesa. Quello del 10 gennaio 2026 sarà l’ultimo della serie attuale; la prossima inizierà solo nel 2109.

Il momento esatto del massimo allineamento sarà alle 8:42 Ut. Da noi sarà pieno giorno, mentre l’evento si svolgerà durante la notte nelle Americhe. A questo punto nasce una domanda naturale: come possiamo osservare dalla Terra un transito della Terra?

La risposta è sorprendente: usando uno specchio. Non uno specchio qualunque, ma i più grandi disponibili nel Sistema solare: pianeti e lune, che riflettono la luce del Sole. Osservando la luce solare riflessa da queste superfici, possiamo “vedere” indirettamente ciò che accade.

Abbiamo già usato questa tecnica nel 2012 per osservare il passaggio di Venere davanti al Sole, studiando la luce solare riflessa dalla Luna. In quell’occasione abbiamo misurato un sottile effetto chiamato Rossiter-McLaughlin, che si manifesta come una piccolissima variazione apparente della velocità della stella quando un pianeta le passa davanti. Nel caso di Venere, l’effetto era minuscolo: appena 80 centimetri al secondo, ma misurabile con una precisione straordinaria.

Nel 2014, dodici anni fa, si verificò un evento simile a quello che avverrà il prossimo gennaio: la Terra vista transitare davanti al Sole da Giove. Decidemmo quindi di ripetere l’esperimento. Giove però non è un buon “specchio”, perché ruota molto velocemente ed è avvolto da un’atmosfera turbolenta. Le sue lune solide, invece, sono perfette. Così osservammo Europa e Ganimede, usando spettrografi ultraprecisi in Cile e alle Canarie.

Ci aspettavamo un segnale debolissimo. Invece accadde qualcosa di completamente inatteso. Al posto dell’effetto previsto, rilevammo un segnale enorme, circa 400 volte più grande e addirittura di segno opposto. Era come se il Sole diventasse più luminoso proprio mentre la Terra gli passava davanti. Un risultato sconcertante.

A sinistra, il fenomeno dell’opposition surge, ben visibile in questa fotografia, scattata da Neil Armstrong durante la missione Apollo 11, nella quale si vede l’ombra circondata da un’aureola luminosa dovuta, appunto, al suolo lunare retroriflettente. A destra, prima e unica osservazione dell’effetto Rossiter-Mclaughlin inverso in occasione dell’allineamento del 2014 (P. Molaro et al., 2015, Mnras 453, 1684). I punti tratteggiati sono come avrebbe dovuto essere l’effetto Rossiter-Mclaughlin normale mentre i punti rossi e blu le osservazioni con in neretto il modello per l’effetto Rossiter-Mclaughlin inverso

Dopo aver escluso problemi strumentali e variazioni dell’attività solare, arrivammo alla spiegazione: l’opposition surge. È un fenomeno noto per cui una superficie rocciosa – come una luna – appare improvvisamente più luminosa quando è osservata in opposizione, come accade per la Luna piena. In quel momento le ombre scompaiono quasi del tutto e la luce riflessa viene amplificata da effetti di interferenza tra i granelli di polvere superficiali.

Durante il transito, quindi, la Terra non “oscura” semplicemente il Sole: agisce come una lente, amplificando la luce che la sfiora. Il risultato è un effetto Rossiter-McLaughlin “al contrario”, unico nel suo genere.

Quella del 2014 è stata la prima e unica osservazione di un effetto Rossiter-McLaughlin inverso. Ora speriamo di poterlo osservare di nuovo il 10 gennaio 2026. Anche se il transito sarà più radente e il segnale più debole, tenteremo l’impresa con una rete globale di telescopi e un nutrito team di ricercatori italiani, spagnoli, americani, cinesi e giapponesi.

Useremo il Las Cumbres Observatory per la fotometria e strumenti spettroscopici alle Canarie, in Arizona, in Cina e in Giappone, per seguire l’evento senza interruzioni per oltre 24 ore. E speriamo che il meteo sia dalla nostra parte, perché – come detto – la prossima occasione arriverà solo nel 2109.

Per saperne di più:

Correzione del 8/1/2026: aggiornati gli orari del grafico del transito.