IMMORTALATA LA NOTTE DEL 20 APRILE SCORSO

La Lune Lumière

La luna, la corona, la Tour Eiffel illuminata. Difficile stabilire il protagonista vero della Apod di oggi, e forse proprio questo è il bello: ognuno può scegliere il suo, passare da uno all’altro o guardarseli tutti insieme, esattamente come ha fatto Valter Binotto quando ha deciso di scattare questa foto

     30/05/2024

Una corona lunare, assieme alla Tour Eiffel, in una notte di Parigi di fine aprile (cliccare per ingrandire). Oggi Apod della Nasa. Crediti: Valter Binotto

La foto astronomica del giorno è piena di colori rari. Una Tour Eiffel illuminata, un raggio di luce che l’attraversa, ma soprattutto una corona lunare. Un effetto ottico affascinante e difficile da immortalare, che si verifica nel cielo quando nubi sottili velano una sorgente luminosa come il Sole o la Luna. La firma, la potete vedere in basso a destra, è di Valter Binotto, fotografo amatore di Possagno – il paese di Antonio Canova, ai piedi del Monte Grappa, in Veneto – che a fine aprile si trovava a Parigi in viaggio di piacere con la famiglia.

«Con me porto sempre una fotocamera essendo un appassionato fotografo. Il cielo lo scruto sempre con attenzione, visto che sia di giorno che di notte offre spunti interessantissimi, in particolare i fenomeni legati alla luce come corone, aurore, sprites o altro», racconta a Media Inaf  Valter Binotto, che ha scattato la foto la sera del 20 aprile scorso. «Quando ho visto la corona lunare ho cercato un punto dove poter fotografarla inserendo la torre Eiffel nello scatto. Con me, per stare leggero, avevo una fotocamera con un solo obiettivo: una Nikon D5 con obiettivo zoom 24/70 – 2.8. Non avendo con me un treppiedi ho dovuto appoggiarmi a un muro lungo la Senna per contenere le vibrazioni. Ho scattato a 1/40 di secondo a 5.000 ISO ed f 2.8».

Il fenomeno fisico dietro alla formazione delle corone è la diffrazione. Quando la luce passa attraverso le minuscole goccioline che formano le nuvole (o anche piccoli cristalli di ghiaccio) subisce una curvatura (cioè un cambio di direzione) che varia nelle diverse lunghezze d’onda che la compongono – un fenomeno noto come dispersione – che dà luogo alla creazione degli intricati disegni e colori osservati in una corona. Le dimensioni e la gradazione di queste goccioline o cristalli di ghiaccio giocano un ruolo nell’aspetto degli anelli all’interno della corona. In alcuni casi, gli anelli possono apparire leggermente decentrati a causa delle variazioni delle dimensioni delle goccioline all’interno della nube. Le corone lunari sono uno dei pochi effetti cromatici di meccanica quantistica che possono essere facilmente visti a occhio nudo, e sono un fenomeno dinamico, che può cambiare di forma e dimensione mentre le nuvole si muovono di fronte alla Luna o al Sole.

«Se lo conoscevo? Corone e aloni lunari sono talmente fotogenici che ho perso il conto di quante volte li ho fotografati», dice Binotto. «Quella sera la Luna, con la corona, era già bella di suo, ma la presenza della torre e il fascio di luce proiettato nella corona ne facevano un quadretto ancora più bello. Penso comunque che in pochi abbiano visto la scena, attratti come erano dalla maestosità della Torre e impegnati a farsi i selfie sotto di essa».