«GRAZIE A TUTTI GLI ITALIANI E LE ITALIANE CHE MI HANNO SEMPRE SUPPORTATO»

Comandante Cristoforetti

Samantha Cristoforetti è la prima donna europea ad assumere il comando della Stazione spaziale. Il passaggio di consegne fra l’attuale comandante, il russo Oleg Artemyev, e l’astronauta dell'Agenzia spaziale europea è avvenuto con lo scambio della chiave di ottone. Quanto potrà durare il suo comando al momento non è noto, poiché non è ancora stata decisa la data di rientro

     29/09/2022
Social buttons need cookies

Il passaggio di consegne a bordo della Stazione spaziale dal russo Artenyev alla nuova comandante Samantha Cristoforetti. Fonte: Nasa Tv

«Grazie davvero all’Italia e a tutti gli italiani e le italiane che mi hanno sempre supportato e seguito in questa missione con affetto». Dopo i saluti di rito, Samantha Cristoforetti ha voluto salutare in italiano il suo Paese subito dopo avere assunto il comando della Stazione spaziale internazionale (Iss). È la prima donna europea a rivestire questo ruolo ed è la seconda volta, dopo Luca Parmitano, che l’Italia ha un astronauta alla guida della più grande struttura mai costruita in orbita. Quanto potrà durare il suo comando al momento non è noto, poiché non è ancora stata decisa la data di rientro. Per alcuni potrebbe avvenire non prima del 20 ottobre, ma su questa data non si sono al momento conferme ufficiali.

Maglietta azzurra e pantaloni grigi, i capelli decisamente più lunghi, Cristoforetti ha ricevuto la chiave simbolo della Iss dal russo Oleg Artemyev, che le ha ceduto il comando alla vigilia del suo rientro a Terra. «È un privilegio e un onore rappresentare l’Italia qui nello spazio, se sono qui oggi è grazie al grande impegno che il nostro Paese ha ottenuto e ottiene ancora in campo spaziale», ha detto ancora AstroSamantha, dopo avere salutato e ringraziato i colleghi a bordo della Stazione spaziale, il centro di controllo a Terra e le agenzie spaziali.

«Vi auguro un buon rientro a Terra nelle prossime ore», ha detto rivolgendosi ad Atremyev e ai suoi compagni di equipaggio Denis Matveev e Sergey Korsakov, il cui viaggio di rientro con la Soyuz è previsto alle 9 italiane di domani. «È un piacere e onore restare con voi continuare a lavorare con voi», ha aggiunto poi rivolta agli altri colleghi a bordo. “Comandante”, l’hanno chiamata i compagni di equipaggio, e poi un applauso, seguito da tanti abbracci e dal tradizionale suono della campanella.

È stata una cerimonia affollata, perché attualmente sulla Iss ci sono dieci astronauti: i quattro arrivati con Samantha Cristoforetti, i tre russi in partenza e i tre arrivati il 21 settembre scorso con la Soyuz. Se il rientro di Atremyev, Matveev e Korsakov è certo, la data di arrivo dei quattro astronauti della Crew 5 non è altrettanto sicura: al momento è ancora ufficialmente confermata per il 3 ottobre, ma la partenza dovrà avvenire da Cape Canaveral, dove si sta avvicinando l’uragano Ian, che sta acquisendo sempre più forza. È probabile che un eventuale ritardo possa avere ripercussioni sulla data di rientro di Samantha Cristoforetti e dei suoi tre compagni di equipaggio, ma non ci sono ancora notizie in merito.

Di certo la missione Minerva dell’Esa si conclude in bellezza: dopo un’iniziale ipotesi del ruolo di comandante, la missione di Cristoforetti, quando mancavano pochi giorni alla partenza, era stata ridimensionata nella durata e nel ruolo, tanto che finora è stata al comando del segmento occidentale della Iss, chiamato United States Orbital Segment (Usos), che comprende la parte americana, europea, giapponese e canadese della Stazione spaziale. Come comandante della Iss, da oggi ha anche la responsabilità del segmento russo ed è responsabile delle prestazioni e del benessere dell’equipaggio in orbita, ha il compito di comunicare con il centro di controllo a Terra e di coordinare l’equipaggio in caso di eventuali situazione di emergenza. Prima di AstroSamantha hanno avuto il ruolo di comandante solo altri quattro astronauti dell’Esa: oltre a Parmitano, il belga Frank De Winne, il tedesco Alexander Gerst e il francese Thomas Pesquet.