PISCES VII/TRIANGULUM: OGGETTO ISOLATO O UN SATELLITE DI M33?

Galassie satellite mancanti, forse una svolta al Tng

Una piccola galassia scoperta dall’astrofilo pugliese Giuseppe Donatiello insieme all’astronomo Walter Boschin del Telescopio nazionale Galileo, alle Canarie, potrebbe portare alla soluzione dell’enigma dei cosiddetti “satelliti mancanti”. La conferma della sua natura di galassia nana è stata possibile grazie allo spettrografo Dolores del Tng

     19/11/2021

La galassia nana appena scoperta potrebbe essere un satellite della galassia del Triangolo. Crediti: Giuseppe Donatiello

C’è una new entry nella lista in continua crescita delle galassie appartenenti al Gruppo Locale, quello del quale fa parte anche la nostra Via Lattea. Si tratta di una galassia nana che gli astronomi giudicano parecchio interessante. E a scoprirla è stato un astrofilo pugliese, Giuseppe Donatiello, insieme a Walter Boschin del Telescopio nazionale Galileo (Tng).

Non è la prima volta: per la caccia alle galassie nane, quella Donatiello-Boschin è una coppia collaudata. Tre anni fa, per esempio, abbiamo raccontato la scoperta di quella che poi è stata chiamata Donatiello I: scovata da Donatiello, poi confermata da un’osservazione di Boschin con il Tng e infine caratterizzata con il GranTeCan da un team guidato, allora come oggi, da David Martínez-Delgado dell’Instituto de Astrofisica de Andalucia.

Questa volta il nome è meno memorabile: Pisces VII/Tri III. Ma la portata scientifica della scoperta è notevole, tanto da essersi appena guadagnata un articolo su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Le successive osservazioni profonde condotte da Boschin al Tng – che ha messo la sorgente sotto torchio per ben tre ore con lo spettrografo Dolores – grazie al tempo assegnato nel novembre 2020 dal direttore del telescopio, Ennio Poretti, hanno infatti non solo confermato che si tratta di una nuova galassia nana, ma anche fatto emergere una doppia possibilità che stuzzica la curiosità degli astronomi: o Pisces VII/Tri III è isolata, oppure è un satellite della galassia del Triangolo (M33). In entrambi i casi un risultato interessante: se future osservazioni mostreranno che è isolata, potrebbe trattarsi della galassia di campo più debole mai rilevata; se invece si rivelasse un satellite di M33, costituirebbe una conferma osservativa della validità delle attuali teorie sulla formazione delle galassie.

La galassia del Triangolo rappresenta infatti un esempio di quello che è noto come il problema delle galassie satellite mancanti: secondo simulazioni basate sul modello cosmologico Lambda-Cdm, una galassia massiccia come M33 dovrebbe avere tra le nove e le venticinque galassie satellite, ma finora ne è stata trovata solo una. Questa discrepanza, che non si presenta ad esempio nell’altrettanto massiccia Grande Nube di Magellano (un altro membro del Gruppo Locale, e a sua volta satellite della Via Lattea), potrebbe essere dovuta a diversi motivi. Studi precedenti hanno suggerito che, essendo M33 gravitazionalmente legata alla galassia di Andromeda (M31, il più grande membro del Gruppo Locale), un’interazione passata fra le due potrebbe aver espulso la maggior parte dei suoi satelliti. Tuttavia, i movimenti orbitali indicano che M33 sta sperimentando la sua prima caduta verso M31, quindi il problema potrebbe essere dovuto a una conoscenza ancora incompleta dei processi di formazione delle galassie. O a un bias osservativo: la maggior parte delle galassie satelliti di M33 potrebbe avere, per esempio, una luminosità appena al di sotto dei limiti di sensibilità delle rilevazioni precedenti.

«In questo senso, la scoperta di un nuovo candidato  satellite per M33 potrebbe cambiare la nostra comprensione del sistema M31-M33 e della formazione delle galassie», spiega Martinez-Delgado. «Per questo motivo è importante effettuare un censimento delle galassie nane utilizzando dati il più profondi possibile».

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