L’IMMAGINE DI HALLOWEEN È UN’OPERA DI SPITZER

Mostri nebulosi ai raggi infrarossi

Una nebulosa sul piano della Via Lattea, una regione luminosa a 7800 anni luce dalla Terra e due stelle dalla distanza sconosciuta: sono questi i puntini da unire per disegnare uno spaventoso Godzilla cosmico. A scorgerlo, la fantasia di un astronomo della missione Spitzer della Nasa, che ha scattato queste ed altre spettacolari nebulose nella nostra galassia

     29/10/2021
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Avete presente quando vedete le nuvole prendere la forma degli animali? Oppure quando fissate un soffitto a travi di legno e nei nodi riuscite a vedere volti e costellazioni? Ecco, le costellazioni, anche loro sono nate perchè qualcuno ha saputo vedere dei, eroi e figure mitologiche nascosti dentro a un semplice accostamento di puntini luminosi in cielo. Tutto questo non è un semplice gioco di fantasia, ha un nome scientifico: si chiama pareidolia.

Cliccare per aprire la versione interattiva. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Prendiamo l’immagine qui sulla destra, ora. Si tratta di una nebulosa – una nuvola di gas e polvere come ce ne sono molte, nello spazio – nella costellazione del Sagittario e immortalata, in questo caso, dal telescopio spaziale Spitzer della Nasa. Nel corso di miliardi di anni, essa ha dato origine a innumerevoli stelle, che a loro volta con la loro radiazione hanno colorato, modificato e plasmato la nube stessa. Quando le stelle più massicce muoiono, poi, spesso diventano supernove, in un’esplosione che spesso spazza via molto materiale, e ne crea dell’altro. Per osservare un simile ambiente però, l’occhio umano non basta: la luce visibile viene interamente oscurata dalle nubi di polvere che pervadono lo spazio. La luce infrarossa invece – quella osservata da Spitzer, a lunghezze d’onda maggiori di quelle che i nostri occhi possono percepire – può penetrare le nubi, rivelando dettagli e colori nascosti come quelli che possiamo apprezzare in quest’immagine. A dire il vero, sono quattro le immagini che stiamo vedendo, una in ciascuno dei quattro colori dominanti (blu, ciano, verde e rosso), corrispondenti a lunghezze d’onda infrarosse diverse e opportunamente sovrapposte: il giallo e il bianco sono combinazioni di queste, mentre Il blu e il ciano rappresentano le lunghezze d’onda emesse principalmente dalle stelle; la polvere e le molecole organiche chiamate idrocarburi appaiono verdi; infine, la polvere calda che è stata riscaldata da stelle o supernove appare rossa.

Ma torniamo all’immaginazione perché, se a prima vista la nebulosa sembra solo un immenso spettacolo della natura, facendo scorrere il cursore verso sinistra, potremo vedere che qualcuno, puntuale come la notte di Halloween, ci ha visto dell’altro: si tratta del mostro di Godzilla. Le due piccole macchie luminose in alto a destra – due stelle la cui distanza è sconosciuta ma che si trovano all’interno della nostra galassia – disegnano gli occhi, mentre la regione più luminosa in basso a sinistra si trova a circa 7800 anni luce dalla Terra (si chiama W33) e dà forma alla mano destra del mostro cosmico. Infine, con un briciolo di fantasia in più, sotto le due stelle in alto, si potrà scorgere l’ombra scura delle fauci.

«Non stavo cercando dei mostri», dice Robert Hurt, astronomo responsabile della maggior parte delle immagini pubbliche create dai dati Spitzer dal lancio dell’osservatorio nel 2003. «Mi è solo capitato di dare un’occhiata a una regione del cielo che avevo sfogliato molte volte prima, ma non avevo mai zoomato. A volte, se si ritaglia un’area in modo diverso, viene fuori qualcosa che non si vedeva prima. Sono stati gli occhi e la bocca a farmi gridare ‘Godzilla’».

«È uno dei modi in cui vogliamo che la gente si connetta con l’incredibile lavoro che ha fatto Spitzer», continua Hurt. «Cerco aree avvincenti che possano davvero raccontare una storia. A volte è una storia su come si formano le stelle e i pianeti, e a volte si tratta di un mostro gigante che imperversa a Tokyo».

Se non siete convinti della somiglianza individuata dall’astronomo di Spitzer, potete disegnare la vostra personale creatura cosmica con la web app Spitzer Artistronomy. Nuove nebulose, inclusa questa, sono state aggiunte all’app questo mese. Grazie ai suoi occhi infrarossi, Spitzer può facilmente trovare nebulose che troppo fredde per irradiare luce visibile, o la cui luce visibile non può arrivare perché nascosta dietro nubi di polvere.