L’11 DICEMBRE 2010 LA REGISTRAZIONE IN TRIBUNALE

Media Inaf: dieci anni, diecimila articoli

Quella di oggi è una ricorrenza importante, per la nostra testata. Doppiamente importante. Ne approfittiamo per ripercorrerne le origini, per condividere con voi alcuni dati sulla sua crescita, per ricordare cosa l’ha resa e la rende possibile e per chi – ogni giorno – continuiamo a produrne i contenuti

     11/12/2020
Social buttons need cookies

La vecchia home page di Media Inaf, com’era alle origini. Non così diversa da com’è ora

L’11 dicembre 2010 se dicevi pandemia pensavi alla suina, la celeb più cercata su Google era il sedicenne Justin Bieber, il satellite Planck aveva reso pubblica da pochi mesi la sua prima mappa dell’universo a microonde e Instagram andava ancora solo sugli iPhone. Soprattutto sul modello appena uscito, il gadget più ambito di quel Natale: l’iPhone 4.

L’11 dicembre 2010 era un sabato. Un po’ diverso dai sabati di questo dicembre. Non c’era il coprifuoco. Ci si accalcava che era un piacere. Alla radio passava “La notte” dei Modà.

L’11 dicembre 2010 nasceva Media Inaf. Questa, almeno, è la data ufficiale, perché il sito esisteva già da un po’. È la data in cui Media Inaf veniva registrata come testata giornalistica al Tribunale di Bologna, dove qualche giorno prima mi ero recato a consegnare i documenti richiesti a un cancelliere, che mostrò un immediato quanto malriposto entusiasmo: era un grande appassionato di Ufo, mi disse, gli avrebbe senz’altro fatto piacere abbonarsi alla nostra rivista. “Rivista” alla quale non c’era necessità d’abbonarsi e che purtroppo non parlava di Ufo.

Sono passati dieci anni esatti. Se ci aggiungiamo che questo che state leggendo è esattamente l’articolo numero diecimila pubblicato sulla testata, un’eccezione alla regola che mi ero imposto da quando la dirigo – scrivi di tutto, ma non di Media Inaf – penso sia giustificata.

Dicembre 2010. All’ufficio comunicazione Inaf era arrivato da qualche mese un nuovo responsabile, Francesco Rea, il primo direttore di Media Inaf. Francesco aveva notato questo sito – www.media.inaf.it, all’epoca poco più di una galleria multimediale ospitata su un server del centro di calcolo di Bologna – che languiva fra veti e abbandono. Ci aveva intravisto un potenziale. E aveva preso tre decisioni: lo useremo per le news, non parleremo solo dell’Inaf e lo faremo diventare una testata giornalistica. Chi ci sta? Tre decisioni prese con urgenza, come tutte le decisioni di Francesco. Nemmeno il tempo di pensare a un nome per la testata, per ora va bene quello che c’è. Teniamo la url del sito? Sì, teniamo la url del sito, poi vedremo. Media Inaf, dunque.

Tre decisioni una più importante e impegnativa dell’altra. News voleva dire attualità, rapidità, non bucare le notizie, esserci sempre e subito. Un approccio rischioso e non scontato, per il sito di un ente di ricerca. Soprattutto dieci anni fa, quando ancora le istituzioni guardavano ai social con diffidenza e la comunicazione pubblica era assai più ingessata. Non parlare solo dell’Inaf, poi, era ancor più rischioso e ancor meno scontato. Implicava, per esempio, sconfinare nel territorio di altri enti, o peggio ancora promuoverne i risultati – magari a scapito di quelli dell’Inaf stesso, in quel gioco in apparenza a somma zero che è la contesa per il tempo e l’attenzione del pubblico. Farne una testata giornalistica era l’azzardo finale. In termini di quantità di lavoro, ma soprattutto per il nuovo patto che si veniva a stabilire con i lettori. Se prima mettere l’informazione davanti alla promozione era una scelta, con la registrazione della testata diventava un impegno solenne ed esplicito.

L’11 dicembre 2010, così, Media Inaf ha iniziato a diventare quella che conoscete. Gli anni successivi sono stati anni di crescita, di consolidamento e di produzione intensa. Anni nei quali, stando a Google Analytics, siamo passati da una media di 20-30mila lettori unici mensili del periodo fino al 2014 ai 200-300mila degli ultimi 24 mesi, con picchi di 700mila in occasioni speciali come nel gennaio 2020, trainati dalla meteorite di Capodanno. Anni nei quali abbiamo visto le pagine lette salire progressivamente, dal milione del 2014 ai sette milioni dei primi dieci mesi del 2020. Numeri piccoli rispetto a quelli delle testate generaliste, ma di tutto rispetto per un quotidiano online molto settoriale come il nostro, soprattutto nel panorama delle testate degli enti di ricerca.

Report con alcuni numeri di Media Inaf aggiornato all’ottobre 2020

Una crescita che dietro non ha alcun particolare segreto, ma tanti piccoli tasselli che si sono aggiunti e mantenuti, nel corso del tempo, saldamente al posto giusto.

Anzitutto un “editore” – perché tale è l’Istituto nazionale di astrofisica rispetto a Media Inaf – che, perlomeno da quando mi è stata affidata la guida della testata, nel 2016, non ha mai interferito con le decisioni redazionali. Penso al lungo periodo con Nichi D’Amico, presidente dell’Inaf fino a pochi mesi fa, venuto improvvisamente e prematuramente a mancare lo scorso settembre. In tante occasioni era evidente che non era d’accordo con la linea adottata dalla “sua” testata, che certi articoli avrebbe preferito non li avessimo pubblicati, o quanto meno che avessimo dato un taglio diverso. Ma pur esprimendo disappunto o delusione – per la nostra approssimazione, per le nostre ingenuità, per le nostre scelte inopportune – alla fine ci ha sempre lasciato fare. Ha sempre lasciato prevalere il rispetto per l’autonomia di questa strana creatura che si trovava in casa, e la curiosità di vedere cosa mai avrebbe combinato. E ci ha difeso in prima persona, con abilità strategica e diplomatica, ma soprattutto con grande efficacia, quando ci siamo trovati a dire dei no a sollecitazioni che arrivavano da più in alto di noi. Garantendoci una libertà tanto irrinunciabile quanto non scontata, della quale continuiamo a godere tutt’ora con il nuovo presidente dell’Inaf, Marco Tavani.

Secondo tassello cruciale è stata l’intera comunità dell’Inaf. Sottolineo intera: ricercatrici e ricercatori, tecnici e tecnologi, chi lavora in amministrazione, assegnisti, borsisti, dottorandi – tutte e tutti. Che con pazienza e generosità hanno tollerato la presenza di un corpo in parte estraneo – una testata giornalistica – che ha sottratto e sottrae tempo e risorse, fosse anche solo per tenere aggiornato il server e sbrogliare tutte le questioni amministrative, dando poco o nulla in cambio. Una testata che non promuove – almeno non direttamente – le loro ricerche, i loro progetti, i loro successi. Ma si limita a riportarli con obiettività, insieme a quelli di tutte le altre istituzioni che nel mondo si occupano di astrofisica, evitando gli aggettivi roboanti, il proliferare di maiuscole e i punti esclamativi. Una comunità, quella dell’Inaf, che non solo ci tollera e ci fornisce preziosa materia prima per le news: sempre più spesso ci aiuta attivamente, proponendo articoli, editoriali, approfondimenti di qualità. Senza di essa, semplicemente, Media Inaf non esisterebbe.

Poi c’è la redazione. Artefice e anima di Media Inaf, nel corso di questi dieci anni la redazione ha visto passare troppe persone e tutte troppo importanti per essere elencate qui (ma sul sito le trovate tutte, nella colonna che appare sulla destra). Una redazione formata in gran parte da giornaliste e giornalisti – o in attesa di diventarlo – che in tutti questi anni non ha mai, dico mai, lasciato che passasse un solo giorno lavorativo – agosto compreso – senza che non venisse pubblicato almeno un articolo, come in ogni quotidiano che si rispetti, e quasi sempre anche un video. Una redazione di persone impegnate in mille altre attività – scrivere per Media Inaf non è quasi per nessuno quella principale – ma che in questi difficilissimi mesi di pandemia si è ritrovata su Meet ogni pomeriggio alle 15 per passare al vaglio le novità in campo astrofisico e più in generale scientifico e tecnologico, discutere le proposte, decidere chi intervistare e garantire la regolare copertura delle notizie. Se oggi, oltre a celebrare i primi dieci anni, ci troviamo a festeggiare anche diecimila news – e oltre dieci milioni di views sul nostro canale YouTube, MediaInaf Tv – è grazie a questo impegno mai venuto meno.

Infine ci siete voi. Voi che ricevete la nostra newsletter, che ci seguite sui social e guardate i nostri video. Voi che non solo avete fatto crescere Media Inaf oltre ogni attesa, ma che con le vostre tasse l’avete resa possibile, e dunque ne siete i veri proprietari ultimi. Voi che avete diritto di essere tenuti informati in modo puntuale, corretto e con un linguaggio comprensibile su quanto si sta scoprendo nel mondo su com’è fatto e come funziona l’universo. Voi lettrici e lettori. Gli unici ai quali sappiamo di dover rendere conto. Questi dieci anni e questi diecimila articoli – e quelli che verranno – sono per voi.