LA NOSTRA VICINA COME NATURA L’HA FATTA

Andromeda senza Photoshop

La galassia M31 “struccata” è la protagonista dell’Astronomy Picture of the Day del 14 ottobre. Un’immagine rigorosamente in bianco e nero e non trattata, firmata Kees Scherer e scelta dalla Nasa per ricordarci l’aspetto di Andromeda senza filtri né ritocchi

     15/10/2019
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Crediti: Kees Scherer. Fonte: Apod 14.10.2019

Qual è il “vero” aspetto della galassia di Andromeda? Riferita a questo o ad altri oggetti celesti, è una domanda che ricorre in continuazione. Anche le nostre lettrici e i nostri lettori – stanchi a volte di immagini astronomiche bellissime, è vero, ma a volte fin troppo trattate ed elaborate – spesso ci chiedono di mostrare loro come apparirebbe “davvero” una determinata stella, una pianeta o una galassia.

In molti casi è impossibile proporre immagini come quelle richieste, e non per scelta ma semplicemente perché, senza un opportuno trattamento, non si vedrebbe alcunché. È il caso, per esempio, di oggetti oscurati dalla polvere, osservabili magari soltanto a frequenze infrarosse. O della celebre “fotografia del buco nero”, divenuta celebre, per l’appunto, proprio per l’incredibile ingegno e il lunghissimo processo di elaborazione richiesti per rendere visibile l’invisibile per antonomasia.

Ma a volte si può. È il caso delle due immagini che vedete qui sopra (cliccare per ingrandire). Mostrano così come Natura l’ha fatta la più grande vicina galattica della Via Lattea: M31, meglio nota come galassia di Andromeda. Il riquadro a sinistra, in particolare, ce la fa vedere così come l’ha registrata una fotocamera digitale, con tutte le sue imperfezioni, con una lunga esposizione del trafficatissimo cielo notturno.

In realtà un minimo di elaborazione c’è comunque: l’immagine è la somma di una “pila” di 223 scatti, ciascuno con un’esposizione di 300 secondi, presi l’anno scorso in Portogallo dal giardino di un osservatorio astronomico. Balza subito agli occhi la presenza di tracce di luce in linea retta lasciate da aerei e satelliti, di brevi scie di raggi cosmici e di pixel difettosi.

Imperfezioni rimosse – o meglio, notevolmente ridotte – nel riquadro a destra tramite tool per astrofotografi come Astro Pixel Processor, DeepSkyStacker e PixInsight. Un lavoro di ripulitura, sottolineano l’autore dello scatto Kees Scherer e la Nasa, compiuto non al fine di ingannare i lettori con l’ennesima fantasia digitale, ma solo per minimizzare artefatti terrestri che nulla hanno a che fare con Andromeda. E dunque per offrirci l’esperienza di M31 come “davvero” appare.