BREAKTHROUGH, TRE MILIONI DI DOLLARI DA DIVIDERE IN TRE

Premio a Sergio Ferrara per la supergravità

Considerato l’Oscar della scienza e prestigioso come il Nobel, voluto dal miliardario Yuri Milner con Sergey Brin (Google), Mark Zuckerberg (Facebook) e Jack Ma (Alibaba), il Breakthrough 2019 per la fisica fondamentale è stato assegnato al fisico del Cern, premiato con Daniel Freedman e Peter van Nieuwenhuizen per la teoria che realizzerebbe il sogno di Einstein unificando relatività e fisica delle particelle

Crediti: Corinne Pralavorio / Cern

Il fisico italiano Sergio Ferrara (Cern e associato Infn), nato a Roma 74 anni fa, l’americano Daniel Z. Freedman (Mit e Stanford University) e l’olandese Peter van Nieuwenhuizen (Stony Brook University) hanno vinto il premio Breakthrough, del valore complessivo di 3 milioni di dollari, per essere stati gli architetti della supergravità. La cerimonia di consegna del premio è in programma negli Stati Uniti il 3 novembre, presso lo storico Hangar 1 della Nasa, vicino a Mountain View.

«È stata una grande sorpresa, non ci pensavamo assolutamente», ha detto Ferrara riferendosi anche ai colleghi premiati con lui, «in passato ho vinto premi importanti, ma non di questa caratura: francamente non ci aspettavamo questo premio, così prestigioso da essere confrontabile al Nobel e assegnato da scienziati di altissimo livello: siamo molto contenti ».

Formulata nel 1976, la teoria della supergravità è riuscita a integrare con successo la descrizione della forza di gravità con quella delle particelle fondamentali utilizzando gli strumenti della fisica quantistica. «Integra la forza di gravità con le forze elettromagnetiche usando nuove simmetrie, chiamate quantistiche», ha spiegato Ferrara. «La supergravità unifica le forze in un’unica forza, in un’estensione della relatività generale, in linea con il grande sogno della fisica contemporanea».

Fondamentale, in questo quadro, è la teoria della supersimmetria, che assegna una particella ‘partner’ a ognuna delle particelle finora note. Resta aperto il problema di scoprire una particella che confermi in modo definitivo la teoria: potrebbe riuscirci il più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern, ormai vicino al massimo della sua potenza. «Speriamo sia sufficiente, altrimenti», ha detto il fisico, «dovremo aspettare 50 anni, quando si saranno costruiti acceleratori più potenti».

Le prime particelle che potrebbero essere scoperte si chiamano gluini, le particelle partner dei gluoni, che costituiscono la ‘colla’ che nel nucleo tiene insieme protoni e neutroni. La particella più importante è però il gravitino. «È la particella più vicina prevista dalla supersimmetria ed è il partner del gravitone, che costituisce le onde gravitazionali. Poiché il gravitino è cieco alle interazioni elettromagnetiche deboli e forti, può essere considerato il primo candidato della materia oscura».

Istituito nel 2012 e assegnato dai più prestigiosi ricercatori del mondo, il premio Breakthrough si è affermato in breve tempo come uno dei premi scientifici internazionali più prestigiosi, ed è assegnato per la matematica, le scienze della vita e la fisica fondamentale. In quest’ultima categoria, nella sezione Special, sono stati premiati Ferrara, Freedman e van Nieuwenhuizen – la stessa nella quale in passato sono stati premiati Stephen Hawking, sette ricercatori del Cern per il contributo alla scoperta del bosone di Higgs fra i quali gli italiani Guido Tonelli e Fabiola Gianotti, e la collaborazione Ligo per la scoperta delle onde gravitazionali. A differenza del Nobel, che può essere assegnato a un massimo di tre ricercatori e non a collaborazioni internazionali, il premio Breakthrough non prevede limitazioni al numero dei premiati.