ANIMAZIONE E SONIFICAZIONE NELLA APOD DI OGGI

Quattromila mondi confermati… and counting

Come impacchettare in un solo minuto le informazioni relative a data di scoperta, raggio e periodo orbitale, posizione nel cielo e tecnica di individuazione di quattromila pianeti extrasolari? Ci sono riusciti gli artisti del progetto System Sounds con un capolavoro di “dataviz”

Matt Russo e Andrew Santaguida. Fonte: www.system-sounds.com

Un colpo d’occhio sui quattromila pianeti a oggi conosciuti, oltre agli otto del Sistema solare. È quanto ci offre il video scelto oggi come Apod dalla Nasa: un’animazione con sonificazione realizzata da Matt Russo e Andrew Santaguida di System Sounds (un progetto di arte e scienza) a partire dai dati raccolti nell’archivio dei pianeti extrasolari del Caltech. Un’animazione ricca di informazioni, codificate a più livelli sotto forma di suoni e colori. Vediamo come.

Anzitutto, la cronologia: nel corso del video, lungo circa un minuto, i pianeti appaiono nell’ordine in cui sono stati scoperti,  a partire dal primo confermato – era il 1992 – fino appunto al quatromillesimo. Poi c’è la posizione, anche questa realistica, con i circoletti che rappresentano i pianeti proiettati a tutto cielo in coordinate eclittiche su uno sfondo con la Via Lattea. A proposito dei circoletti: la loro dimensione è proporzionale all’ampiezza dell’orbita del pianeta attorno alla sua stella. Quanto al periodo di rivoluzione, è rappresentato da un suono: note acute per le orbite più brevi e note gravi per le orbite di lungo periodo. Il volume di ogni nota, invece, riflette quanti pianeti con periodi orbitali simili sono stati annunciati contemporaneamente.

Ma la chicca arriva con i colori: a essi è infatti affidata la rappresentazione della tecnica impiegata per la scoperta. Ecco allora che i pianeti scoperti grazie al metodo delle velocità radiali (quello impiegato, per esempio, da Harps-N al Tng) sono di colore rosa, mentre quelli trovati con il metodo dei transiti appaiono di colore viola. A questo proposito, la chiazza viola che compare in alto a sinistra corrisponde alla regione di cielo scandagliata dal telescopio spaziale Kepler della Nasa, al quale si devono quasi la metà delle quattromila individuazioni e conferme. Quelli con il circoletto arancione sono i rari pianeti per i quali abbiamo un’immagine diretta, quelli in azzurro sono stati individuati con la tecnica del microlensing, quelli in giallo attraverso la cosiddetta orbital brightness modulation e quelli in grigio, infine, tramite tecnica astrometrica.

Buona visione e buon ascolto!