A 50 MILIONI DI ANNI LUCE, NELL’AMMASSO DELLA VERGINE

M59, una galassia che rompe gli schemi

Ngc 4621, meglio conosciuta come Messier 59, è una galassia ellittica scoperta nel 1779. Dopo oltre due secoli, il telescopio spaziale Hubble ha individuato alcuni dettagli inaspettati che ne fanno una “galassia ribelle”, come la presenza di zone di nuova formazione stellare, abbastanza inusuali in questo tipo di galassie

La galassia M59 Crediti: Esa/Hubble & Nasa, P. Cote

Pur con vistose eccezioni, le galassie possono essere suddivise in tre principali categorie: galassie a spirale, come la nostra Via Lattea, galassie irregolari, come le Nubi di Magellano, e galassie ellittiche, come Ngc 4621. Meglio conosciuta con il nome di Messier 59, Ngc 4621 è la protagonista di questa bella foto scattata con l’Advanced Camera for Surveys dell’ormai leggendario telescopio spaziale Hubble.

Come molti nostri lettori già sanno, il doppio nome di questo come di molti altri oggetti celesti dipende dal fatto che appartengono a due diversi elenchi: il catalogo Messier (al quale si riferisce il prefisso ‘M’) e il New General Catalogue (dal quale il prefisso ‘Ngc’). Il primo risale alla seconda metà del Settecento, e fu compilato dal “cacciatore di comete” francese Charles Messier, mentre il secondo arriverà solo un secolo più tardi grazie al lavoro di John Dreyer, che rimise ordine a molte delle osservazioni del ben più famoso astronomo tedesco William Herschel e di suo figlio John. Anche la Nasa e l’Esa hanno dotato il loro telescopio spaziale Hubble di uno stupendo catalogo intitolato all’astronomo francese, e facilmente consultabile in rete.

Lo scopritore della galassia M59 fu l’astronomo tedesco Johann Gottfried Koehler, che nell’aprile del 1779 ebbe modo di individuarla mentre osservava la luminosissima Cometa di Bode mentre passava “da quelle parti” di cielo, ovviamente ben più vicina dei 50 milioni di anni luce che ci separano da M59. Pochi giorni dopo Messier, che aveva osservato la cometa contemporaneamente al collega tedesco, incluse questa galassia – insieme ad altre due vicine, M58 ed M60 – nella sua collezione.

Messier 59 è certamente in buona compagnia: fa infatti parte dell’ammasso di galassie della Vergine, che comprende circa duemila galassie, un gran numero delle quali “ellittiche”. Tra queste la nostra protagonista – con un diametro di 90mila anni luce – primeggia per dimensioni, ma non per massa né per luminosità. Dei tre tipi di galassie sopra menzionati, quelle ellittiche sembrano essere le più anziane e le più ordinatamente evolute – senza traumi né scontri intergalattici, piene di vecchie stelle rosse e pressoché prive di zone di nuova formazione stellare.

Eppure Messier 59 rompe gli schemi, rappresentando una piccola e interessante eccezione: i segni di una discreta formazione stellare li porta chiaramente (almeno per Hubble, non certo per i suoi predecessori) nella zona vicina al nucleo, un’area del diametro di “soli” 200 anni luce che ruota intorno a un buco nero supermassiccio grande almeno 270 milioni di masse solari. Tra l’altro, a sottolineare il carattere ribelle di M59, quest’area centrale ruota in senso contrario rispetto al resto della galassia.