SUI NEUTRINI UN PRO O CONTRO IL GRANDE SCIENZIATO

Einstein e la fallibilità della scienza

Il dubbio e la controprova sono la forza della ricerca scientifica, senza tale socratico modo di interpretarla l'evoluzione umana non avrebbe raggiunto gli stessi obiettivi. La teoria di Einstein è una geniale ipotesi diventata dominante, non un dogma.

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Einstein è tornato ancora di moda. Lo è sempre. Recentemente è stato messo in orbita un satellite, LARES, che tra l’altro dovrà confermare alcune delle leggi da lui formulate. Non c‘è dubbio che il suo pensiero domini la fisica moderna e quindi, quando i neutrini, quelli del tunnel, sono tornati protagonisti dimostrandosi meno veloci di quanto prima ipotizzato, il grande scienziato è stato preso a paragone di una controversia scientifica che non dovrebbe esistere. Che non esiste. Come molti hanno affermato, all’indomani dell’annuncio al CERN, il pensiero di Einstein non veniva limitato da tale scoperta, pur aprendo ad una vera rivoluzione. Così oggi questo “errore sperimentale” non dovrebbe veder sorgere un partito a tutela dello scienziato della Teoria della Relatività. Eppure così è stato. Tutti i principali giornali del paese hanno parlato di un Einstein che si sarebbe preso la sua rivincita (Corriere e Stampa), addirittura si sarebbe vendicato, come per la Repubblica, mentre meno guerreggiante è apparso il Messaggero con un semplice “Caro Einstein hanno sbagliato”.

Già vi è stato un errore. Lo ha notato lo stesso ex ministro Gelmini che ha paragonato quello commesso dal suo staff, sul famoso tunnel, a quello degli scienziati del CERN. E questo un po’ preoccupa. L’insieme dei titoli giornalistici ha forse mosso l’ex ministro a tale valutazione, e il rischio è che domani qualcuno si domandi se sia valsa la pena spendere quei soldi di cui si era fatta lustro la ministra Gelmini pur se confondendo l’OPERA (scusate il gioco di parole) a cui questi finanziamenti erano destinati.

Il punto è, come ha giustamente sottolineato Fernando Ferroni, presidente dell’INFN, che Einstein non ha mai affermato che la velocità della luce fosse la massima possibile e probabilmente oggi sarebbe deluso di essersi vendicato o preso una rivincita. La scienza non è Ghibellina o Guelfa, è socratica, dubbiosa. Ipotizza, cerca, trova risposte, ma non si accontenta e allora le verifica. E se sbaglia fa un passo indietro. Ma ogni passo indietro della scienza è spesso un enorme passo avanti per l’umanità. E non in tutti i campi si può dire lo stesso.