Buchi neri

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Sarebbero i buchi neri con masse dell’ordine di centomila volte quella del Sole, formatisi quando l’Universo aveva meno di 300 milioni di anni e direttamente dal collasso dei primi aloni di materia primordiale, le sorgenti responsabili delle fluttuazioni di radiazione infrarossa di fondo registrate dai satelliti Spitzer e AKARI. Questi i risultati di uno studio a cui ha partecipato anche Ruben Salvaterra dell’INAF.

Luce X dai buchi neri

L’immagine contrassegna diverse funzionalità nella simulazione. Credit:NASA’s Goddard Space Flight Center

Una nuova scoperta conferma i sospetti degli astronomi su come i buchi neri di massa stellare producano la loro radiazione a più alta energia. I raggi X soft prodotti dal riscaldamento dei gas nel disco di accrescimento vengono “amplificati” da un corona che ruota a velocità prossime a quella della luce.

Una miniera di buchi neri

La Galassia di Andromeda al centro e nel riquadro in altro a desta i buchi neri presenti in essa. CREDIT: X-ray (NASA/CXC/SAO/R.Barnard, Z.Lee et al.), Optical (NOAO/AURA/NSF/REU Prog./B.Schoening, V.Harvey; Descubre Fndn./CAHA/OAUV/DSA/V.Peris)

Utilizzando i dati dell’Osservatorio orbitante Chandra della NASA, gli astronomi hanno scoperto una concentrazione senza precedenti di buchi neri di massa stellare nella Galassia di Andromeda, una delle galassie più vicine alla Via Lattea. Ne hanno trovato 26 nuovi, che vann ad aggiungersi a nove già scoperti in precedenza.

Quasar, un enigma lungo mezzo secolo

Rappresentazione artistica di un quasar. Crediti: NASA/ESA/ESO/Wolfram Freudling et al. (STECF)

A cinquant’anni dall’annuncio della loro scoperta, se ne conoscono circa 160mila. Eppure sollevano ancora molte perplessità. Ne parliamo con Jack Sulentic e Paola Marziani.

Moltissimi i buchi neri fra le prime stelle

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Almeno una protogalassia su cinque potrebbe contenere un buco nero. È quanto emerge da uno studio della NASA, ottenuto combinando i dati dei satelliti Chandra e Spitzer, coordinato da Nico Cappelluti, ricercatore all’INAF-Osservatorio astronomico di Bologna.