UN LANDER CHE PARLA MOLTE LINGUE

InSight arriva su Marte sotto gli occhi di Srt

La sonda statunitense Insight per lo studio della struttura interna di Marte è stata realizzata con molti contributi europei, anche italiani: vediamo quali. Inoltre, questa sera l’atterraggio della missione sul Pianeta rosso verrà seguito anche dall’antenna del Sardinia Radio Telescope

La strumentazione di Insight. Crediti: Jpl/Nasa

Il momento è arrivato: oggi, pochi minuti prima delle 21 ora italiana, la sonda InSight della Nasa atterra su Marte: la procedura più rischiosa a cui la missione sarà sottoposta. Dalle 20 sarà possibile seguire la diretta dal centro di controllo del Jet Propulsion Laboratory (Jpl), in California, dove i segnali della sonda arriveranno con un ritardo di 8 minuti e 7 secondi dovuto alla distanza.

Mentre gli ultimi aggiustamenti di rotta previsti sono state eseguiti ieri, 25 novembre, gli ingegneri del Jpl avranno tempo fino alle 17:47 di oggi per inviare eventuali ulteriori comandi e raffinare ulteriormente la traiettoria di arrivo di InSight al Pianeta rosso, tenendo conto delle puntuali informazioni meteorologiche fornite dalle sonde Nasa Mro, Maven e Curiosity. Dopo di che il sistema automatizzato dovrà cavarsela da solo per planare dolcemente nel sito di atterraggio designato.

Questa particolare missione, concepita per studiare la struttura interna di Marte, riutilizza soluzioni tecnologiche sviluppate per il Phoenix Mars Lander ed è stata sviluppata dal Jpl per la Nasa con la collaborazione di istituzioni scientifiche europee e giapponesi.

L’Europa ha un ruolo veramente rilevante nella missione avendo realizzato i due strumenti principali, il sismometro e il sensore termico.

In particolare, l’agenzia spaziale francese Cnes e l’Institut de Physique du Globe di Parigi hanno fornito il sismometro Seis (Seismic Experiment for Interior Structure), con contributi significativi del Max Planck Institute for Solar System Research in Germania, il Politecnico di Zurigo in Svizzera, e l’Imperial College e la Oxford University nel Regno Unito, oltre che dallo stesso Jpl.

L’agenzia spaziale tedesca Dlr ha invece fornito la “talpa” con sensore termico HP3 (Heat Flow and Physical Properties Package), con contributi significativi dal Centro di ricerche spaziali dell’Accademie delle scienze polacca. Il Centro de Astrobiología spagnolo ha infine fornito i sensori per il vento.

Il contributo italiano ha già cominciato a fare la sua importantissima parte. La sonda sta infatti viaggiando da oltre sei mesi guidata da un sensore d’assetto realizzato dalla Leonardo negli stabilimenti di Campi Bisenzio, a pochi chilometri da Firenze. Osservando con il proprio telescopio integrato la volta celeste, e confrontandola con la mappa di circa tremila stelle memorizzata al proprio interno, lo star tracker di Leonardo calcola in ogni istante, dieci volte in un secondo, l’orientamento della sonda, fornendo al computer di bordo della sonda le informazioni necessarie per tenerla sulla rotta prestabilita.

Lo strumento Larri. Creditit: Infn

A bordo di Insight troviamo anche una curiosa semisfera catarifrangente. Si tratta di Larri (Laser Retro-Reflector for InSight), uno strumento composto da microriflettori di ultima generazione e sviluppato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare con il supporto dell’Agenzia spaziale italiana.

«I microriflettori di nuova generazione come Larri», spiega sul sito dell’Infn il coordinatore del progetto Simone Dell’Agnello, dei Laboratori Infn di Frascati, «vengono installati su superfici planetarie per misurarne la posizione da stazioni laser che si trovano su satelliti in orbita, ad alcune centinaia di chilometri di altitudine». L’obiettivo finale, è la costruzione di una rete di strumenti distanziati il più possibile l’uno dall’altro in grado di effettuare misurazioni accurate sull’intera superficie del pianeta.

Infine il contributo italiano vedrà una “troupe” specializzata nel seguire in diretta i cruciali momenti dell’atterraggio su Marte: i segnali di InSight verranno infatti raccolti dalla parabola di 64 metri di diametro di Srt – il Sardinia Radio Telescope, collocato in Sardegna, a nord di Cagliari – in configurazione Sdsa (Sardinia Deep Space Antenna).

«L’antenna di Srt è una delle poche veramente attrezzate per poter seguire missioni delicate come questa di Insight», commenta a Media Inaf Emilio Molinari, direttore dell’Osservatorio astronomico Inaf di Cagliari. «L’Agenzia spaziale italiana ha oggi il compito di seguire in parallelo con altre antenne la fase finale dell’atterraggio sul pianeta Marte e la squadra dell’Osservatorio di Cagliari ha dato un contributo essenziale affinché le performance tecniche dell’antenna fossero all’altezza del compito. Anche l’Inaf stasera sarà su Marte».

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