TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE SUI BUCHI NERI

Elisa Nichelli ci guida là dove il tempo finisce

Un agile volume scritto da una giornalista con dottorato in astronomia racconta la storia della scoperta dei buchi neri – delle osservazioni, degli scienziati e delle sfide tecnologiche che ci hanno portato a svelarne il comportamento.

Elisa Nichelli, “Buchi neri. Viaggio dove il tempo finisce”, 2018, Edizioni Cento Autori, 189 pagine

Elisa Nichelli è una fisica, astronoma, giornalista (fino al 2017 era nella redazione di Media Inaf) e divulgatrice scientifica. Emana, insomma, la stessa energia emessa da una stella compagna di un buco nero supermassiccio. Ma cos’è un “buco nero supermassiccio”? E cosa vuol dire “stella compagna di un buco nero”? – vi starete chiedendo… Lei è la persona giusta per spiegarvelo. Come? Con il suo libro Buchi neri – viaggio dove il tempo finisce.  Davvero ben fatto.

Dopo averlo letto, questi misteriosi oggetti dalla natura estrema non hanno più segreti, quantomeno relativamente a ciò che attualmente di loro si conosce. Buchi bianchi, singolarità nuda, sistemi binari, quasar, pulsar e orizzonte degli eventi sono passati dall’essere paroloni incomprensibili, utilizzati dagli astrofisici come “garanzia di mandibole cascanti”, a concetti concreti, complessi ma comprensibili anche per coloro che, come me, nella vita “masticano” tutto fuorché astrofisica. Il tutto attraverso un percorso storico-osservativo che, da un lato, ripercorre le tappe della loro teorizzazione – che, come spesso accade in campo astrofisico, è antecedente alla possibilità di una loro rilevazione – e, dall’altro, passa in rassegna gli strumenti e soprattutto i nomi degli scienziati italiani il cui contributo è stato fondamentale allo scopo.

Che il libro abbia ampliato i miei orizzonti ne sono prova gli accadimenti del giorno seguente a quello nel quale ho finito di divorarlo: una irrefrenabile voglia di spiegare ciò che l’autrice, attraverso la sua penna, quasi magicamente mi ha trasmesso. A tanto mi ha spinto la lettura di questo libro che rende quasi (± epsilon) astrofisici e che, come avrete capito, non posso che consigliare.