PIÙ VELOCE CHE MAI

Parker Solar Probe saluta il Sole da vicino

Sfidando con coraggio temperature infernali attorno ai due milioni di gradi, la sonda della Nasa è arrivata a 24 milioni di chilometri dalla fotosfera, raggiungendo una velocità massima di oltre 340mila chilometri l'ora. Nel 2025, dopo altre 23 orbite di avvicinamento e frenata, arriverà al suo obiettivo

     06/11/2018

Rappresentazione artistica del Parker Solar Probe della Nasa davanti al Sole. Crediti: Jhu Applied Physics Lab / Nasa

Il Parker Solar Probe arriverà a “toccare il Sole” e diciamo che l’obiettivo è vicino. La sonda della Nasa – lanciata lo scorso 11 agosto – ha raggiunto a velocità da record il suo primo perielio, il punto sulla sua orbita più vicino al Sole. Volando attraverso un materiale che raggiunge quasi due milioni di gradi, alle 4:28 di questa notte il veicolo spaziale è arrivato a 24 milioni di chilometri dalla superficie solare, raggiungendo una velocità massima (relativa al Sole) di oltre 340mila chilometri l’ora.

E questo è solo un target intermedio: ricordiamo che, per studiare lo strato esterno dell’atmosfera solare (cioè la corona), nel corso delle sue 24 orbite la sonda della Nasa si avvicinerà fino a 6,1 milioni di chilometri di distanza dalla fotosfera,  arrivando, nel 2025, a sfiorare i 692mila chilometri orari – quanto basta per coprire la distanza Roma-Napoli in un secondo! Un record: sarà la sonda più veloce ad aver mai viaggiato attraverso il Sistema solare nella storia dell’esplorazione spaziale.

Durante il perielio e per qualche istante successivo, la sonda dedicata a Eugene Parker (l’astrofisico ed eliofisico che negli anni ’50 sviluppò la teoria sul vento solare) è stata completamente fuori contatto a causa delle interferenze causate dalle potenti emissioni radio provenienti dal Sole.

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Nonostante le elevatissime temperature, la sonda non ha subito alcun danno grazie allo scudo termico da 2,4 metri di diametro, rivolto verso il Sole, che ha il compito di proteggere gli strumenti di bordo, mantenendoli sul lato “al fresco” della sonda a una temperatura attorno ai 30°C. Le pareti esterne dello scudo termico sono realizzate in fogli di fibra di carbonio, un materiale leggero con proprietà meccaniche eccellenti, particolarmente adatte alle alte temperature (e “alte” qui è un eufemismo da terrestri). Spessi circa 2,5 millimetri, i due fogli sono separati da 11 centimetri di schiuma di carbonio, materiale in genere utilizzato nel settore medico per la sostituzione delle ossa. Questo design “a sandwich” rinforza la struttura e allo stesso tempo alleggerisce il peso dello scudo termico: solo 72 chilogrammi. Solo così la sonda potrà sopravvivere i prossimi 7 anni a oltre 1300°C.

Con questo perielio, la Nasa ha superato il precedente record di 42,73 milioni di chilometri di distanza dal Sole detenuto dalla sonda Helios 2 lanciata nel 1976.

Correzione del 6.11.2018: la distanza dal Sole è 24 milioni di km, non 15 come scritto in precedenza