NASCE L’INSTITUTE FOR FUNDAMENTAL PHYSICS

La fisica dell’universo si indagherà a Trieste

Quattro prestigiose istituzioni – Sissa, Ictp, Inaf e Infn – unite per dare vita all’Institute for Fundamental Physics of the Universe (Ifpu). Inaugurazione il 2 ottobre con l’intervento del celebre cosmologo sudafricano George Ellis

02.10.2018

«Se noi siamo qui, se ci sono i corpi celesti, le galassie e le stelle è perché queste strutture hanno assunto una certa forma, e questa forma è stata forgiata dalle leggi fondamentali della fisica, che hanno prodotto entità che sono oggi tra i più grandi misteri della scienza come l’energia e la materia oscura. Per le nuove generazioni di studiosi, e per i ricercatori dell’Ifpu, fare luce sulla loro natura e la loro essenza sarà una sfida appassionante». Parola di George Ellis, grande scienziato e professore emerito di matematica applicata presso l’Università di Città del Capo e keynote speaker alla cerimonia di inaugurazione di un nuovo istituto dal nome, e dagli obiettivi, estremamente suggestivi.

L’Institute for Fundamental Physics of the Universe (Ifpu) nascerà a Trieste il 2 ottobre, con la cerimonia inaugurale che si terrà presso l’Aula Magna del Campus di Miramare della Sissa. Proprio in quella location avrà sede l’istituto che sarà fondato grazie all’accordo e al lavoro di quattro importanti istituzioni scientifiche nazionali e internazionali – la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) e l’Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (Ictp) di Trieste, l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) – unite per un obiettivo unico e ambizioso. Alla cerimonia di inaugurazione parteciperanno, in rappresentanza delle quattro istituzioni coinvolte, Stefano Ruffo (direttore Sissa), Fernando Quevedo (direttore Ictp), Nichi D’Amico (presidente Inaf) e Fernando Ferroni (presidente Infn).

Con un approccio di studio multidisciplinare, team di ricerca istituiti ad hoc e modelli di indagine innovativi, compito dell’Istituto sarà quello di esplorare le leggi fondamentali della Natura sotto una prospettiva cosmologica e astrofisica.

Dall’infinitamente piccolo, all’infinitamente grande: le sfide dell’Istituto

Recenti scoperte quali l’espansione accelerata dell’universo, il bosone di Higgs e le onde gravitazionali, associate alle osservazioni di alta precisione del fondo cosmico di micro-onde eseguite dal satellite Planck e alla mappatura sempre più dettagliata della struttura su grande scala dell’universo, hanno reso sempre più evidente l’esigenza di mettere insieme comunità diverse in un rinnovato dialogo tra teoria e osservazioni.

Grandi quesiti come i primi istanti dopo il Big Bang, la natura della materia ed energia oscure, sono stati contestualizzati in una nuova consapevolezza che la fisica fondamentale e quella dell’universo siano inestricabilmente integrate. Infatti, l’universo può esser considerato come il laboratorio di fisica fondamentale per eccellenza. Una visione come questa richiede una crescente sinergia dove i risultati sperimentali devono essere interpretati alla luce delle teorie più avanzate mentre quest’ultime trovano nell’astrofisica e nella cosmologia contesti di elezione per il loro vaglio osservativo.

In tal senso la missione primaria del nuovo Istituto sarà quella di unire le diverse comunità impegnate su questi grandi temi e di sviluppare un approccio interdisciplinare ai quesiti che essi ci pongono. L’obiettivo è di favorire l’incontro e la sinergia tra gruppi separati sia da barriere geografiche che culturali, attraverso una struttura che offra spazi e fondi per attività innovative e focalizzate sulle grandi sfide che questa nuova fase della fisica ci pone oggi.

Programma della cerimonia inaugurale (cliccare per ingrandire)

Progetti internazionali e networking  

L’Istituto partirà con il contributo intellettuale dei ricercatori provenienti delle quattro realtà fondatrici ma prevede un consistente sviluppo nei prossimi anni. Già previste delle posizioni per post-doc e la partecipazione di studenti di dottorato e scienziati stranieri in visita. Un preciso impegno dell’Ifpu, infatti, sarà quello di estendere e consolidare le collaborazioni internazionali, passo fondamentale per perseguire i grandi progetti presenti e futuri legati alla scoperta dello spazio. «Le collaborazioni sono l’unico modo per procedere, oggi. I grandi risultati, come ha dimostrato il progetto Ligo/Virgo sulle onde gravitazionali, si ottengono con il contributo di molte realtà, molti scienziati impegnati a un grande obiettivo comune», spiega George Ellis. «Quello che auguro a questo istituto è proprio questo, di saper costruire grandi e fruttuose collaborazioni».

Una collaborazione di grande prestigio

Il valore della collaborazione è sottolineato dai responsabili delle quattro istituzioni. Stefano Ruffo, direttore della Sissa commenta: «Mi pare importante sottolineare l’aspetto altamente interdisciplinare di questo Istituto, che avrà nella raccolta e la comprensione dei dati, raccolti utilizzando algoritmi innovativi, uno dei suoi punti di forza. L’apertura di Ifpu sarà anche l’occasione per ridare vita al nostro edificio di via Beirut». «L’Ictp vanta una lunga storia nell’esplorazione dei misteri dell’Universo», racconta invece il direttore dell’Ictp Fernando Quevedo. «È, questa, una tradizione che trova le sue origini nel suo fondatore, il Premio Nobel Abdus Salam e nelle sue ricerche sull’unificazione delle interazioni debole ed elettromagnetica tra particelle elementari». E aggiunge: «La cosmologia e la fisica delle astroparticelle rimangono due tra le più eccitanti aree della fisica contemporanea. Siamo felici di unire le nostre forze con Sissa, Inaf e Infn per continuare questo viaggio di scoperte con un approccio interdisciplinare». Nichi D’Amico, presidente dell’Inaf, aggiunge: «Siamo onorati di far parte di questa nuova collaborazione scientifica. L’obiettivo che si pone l’Ifpu è straordinariamente ambizioso, ma sono convinto che proprio la sinergia delle eccellenze coinvolte permetterà di raggiungere risultati altrettanto straordinari, che ci sveleranno com’è fatto e come ‘funziona’ il nostro universo».

Conclude Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare: «Il lato oscuro dell’universo ha resistito fino a oggi a ogni tentativo di penetrarne i misteri. Questa iniziativa che si propone di unire sperimentali e teorici di valore di diverse istituzioni di ricerca per disegnare vie nuove di attacco al problema è dunque un evento rilevante e foriero di importanti progressi».