PRIMA LUCE PER IL NUOVO CACCIATORE DI PIANETI

Tess ha aperto gli occhi: ecco le prime immagini

Tess, il nuovo cacciatore di pianeti della Nasa, fornisce i suoi primi e preziosi dati, che aiuteranno gli scienziati a scoprire e studiare nuovi pianeti extrasolari, regalandoci un'immagine dettagliata del cielo sud, ripresa con tutte e quattro le telecamere a largo campo del satellite. In questa sua prima luce, Tess ha catturato una moltitudine di stelle e altri oggetti, compresi i sistemi già noti per avere pianeti extrasolari. La sua caccia a nuove Terre è cominciata

Il Transiting Exoplanet Survey Satellite ha scattato questa istantanea della Grande Nube di Magellano (a destra) e della luminosa stella R Doradus (a sinistra) martedì 7 agosto, con un solo rilevatore di una delle sue telecamere. L’immagine è una parte dell’inquadratura del cielo meridionale che Tess ha catturato nella sua “prima luce”, la fase iniziale di raccolta dei dati scientifici. Crediti: Nasa / Mit / Tess

Il nuovo cacciatore di pianeti della Nasa, il Transiting Exoplanet Survey Satellite (per gli amici, Tess) sta fornendo preziosi dati che aiuteranno gli scienziati a scoprire e studiare nuovi esopianeti, ossia pianeti lontani che non appartengono al nostro Sistema solare. Una parte dei primi dati scientifici di Tess include un’immagine dettagliata del cielo sud, ripresa con tutte e quattro le telecamere a largo campo del satellite. Questa immagine della cosiddetta prima luce di Tess ha catturato una moltitudine di stelle e altri oggetti, compresi i sistemi già noti per avere pianeti extrasolari.

«In un mare di stelle traboccanti di nuovi mondi, Tess ha lanciato la sua rete e sta già raccogliendo un vasto numero di pianeti promettenti per ulteriori studi», ha riferito Paul Hertz, direttore della divisione astrofisica presso la sede della Nasa, a Washington. «Questa immagine scientifica della prima luce di Tess mostra le capacità delle telecamere di Tess ed è una dimostrazione che la missione riuscirà senz’altro a realizzare il suo incredibile potenziale nella ricerca di un’altra Terra».

Tess ha acquisito questa immagine martedì 7 agosto 2018, utilizzando tutte e quattro le telecamere, in un periodo di 30 minuti. Le linee nere sono gli spazi vuoti tra i rilevatori della telecamera. Le immagini includono parti di una dozzina di costellazioni, dal Capricorno a Pictor, la Grande e Piccola Nube di Magellano e le galassie più vicine alla nostra. Il piccolo punto luminoso sopra la Piccola nube di Magellano è un ammasso globulare – una raccolta di forma sferica di centinaia di migliaia di stelle – chiamato Ngc 104 e noto anche come 47 Tucanae, a causa della sua posizione nella costellazione meridionale del Tucano. Due stelle, Beta Gruis e R Doradus, sono così luminose che saturano un’intera colonna di pixel sui rilevatori della seconda e quarta telecamera di Tess, creando lunghi picchi di luce nell’immagine.

«Questa parte dell’emisfero australe del cielo include più di una dozzina di stelle che sappiamo, da precedenti studi condotti da osservatori a terra, avere pianeti in transito», dice George Ricker, principal investigator di Tess presso il Massachusetts Institute of Technology’s (Mit) Kavli Institute for Astrophysics and Space Research, a Cambridge.

Tess ha catturato questa striscia di stelle e galassie nel cielo sud durante un periodo di 30 minuti, martedì 7 agosto. Creata combinando la vista di tutte e quattro le sue telecamere, questa è l’immagine della prima luce di Tess, dal primo settore di osservazione che verrà utilizzato per identificare i pianeti attorno ad altre stelle. Caratteristiche notevoli in questa fascia del cielo meridionale includono le grandi e piccole nubi di Magellano e un ammasso globulare chiamato NGC 104, noto anche come 47 Tucanae. Le stelle più luminose nell’immagine, Beta Gruis e R Doradus, hanno saturato un’intera colonna di pixel del rivelatore della telecamera sulla seconda e quarta telecamera del satellite. Crediti: NASA / MIT / TESS.

Le telecamere di Tess, progettate e costruite dal Lincoln Laboratory del Mit a Lexington, nel Massachusetts, e dal Kavli Institute del Mit, monitorano vaste aree del cielo alla ricerca di transiti. I transiti si verificano quando un pianeta passa davanti alla sua stella, vista dal punto di vista del satellite, causando un regolare abbassamento della luminosità della stella.

Tess dedicherà due anni al monitoraggio di 26 settori di questo tipo, osservandoli per 27 giorni ciascuno, e coprendo in questo modo l’85 per cento del cielo. Durante il suo primo anno di operazioni, il satellite studierà i 13 settori che compongono il cielo meridionale. Dopodiché Tess si rivolgerà ai 13 settori del cielo del nord per effettuare un secondo sondaggio di un anno.

Il Mit coordina la missione con Northrop Grumman a Falls Church, in Virginia, per pianificare le osservazioni scientifiche. Tess trasmette immagini ogni 13.7 giorni, ogni volta che si avvicina maggiormente alla Terra. La Deep Space Network della Nasa riceve e inoltra i dati al centro operativo del payload di Tess al MIT per la valutazione e l’analisi iniziali. L’analisi e l’elaborazione completa dei dati avvengono all’interno della pipeline del Science Processing and Operations Center presso l’Ames Research Center della Nasa, nella Silicon Valley in California, che fornisce immagini calibrate e curve di luce raffinate che gli scienziati possono analizzare per trovare promettenti candidati al transito degli esopianeti.

Tess si basa sull’eredità lasciata dalla navicella spaziale Kepler della Nasa, che utilizza anche lei transiti per trovare pianeti extrasolari. Le stelle su cui Tess si focalizzerà distano dai 30 a 300 anni luce e sono da 30 a 100 volte più luminose rispetto agli obiettivi di Kepler, che distano tra 300 e 3000 anni luce. La luminosità degli obiettivi di Tess li rende candidati ideali per lo studio di follow-up con la spettroscopia, che studia come la materia e la luce interagiscono.

Il James Webb Space Telescope e altri osservatori spaziali e terrestri useranno la spettroscopia per saperne di più sui pianeti che Tess troverà, comprese la composizione della loro atmosfera, la loro massa e la loro densità.

Tess ha anche iniziato le osservazioni richieste attraverso il programma chiamato Tess Guest Investigator Program, che consente ad una più ampia comunità scientifica di condurre ricerche utilizzando il satellite.

«Siamo rimasti molto soddisfatti del numero di proposte che abbiamo ricevuto e abbiamo selezionato in modo competitivo programmi che coprono una vasta gamma di ricerche scientifiche, dallo studio di galassie attive lontane agli asteroidi nel nostro sistema solare», ha detto Padi Boyd, scienziato del progetto Tess presso il Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt, nel Maryland. «Naturalmente, moltissime sono state le proposte entusiasmanti legate a stelle e a esopianeti. La comunità scientifica è impaziente di vedere gli straordinari dati che Tess riuscirà a produrre e le scoperte scientifiche entusiasmanti che riguarderanno esopianeti e non solo».

Per saperne di più sul cacciatore di pianeti, guarda il video di MediaInaf Tv: