A CAPE TOWN LA XXXII ASSEMBLEA GENERALE

Iau, nel 2024 per la prima volta in Africa

L’International Astronomical Union (Iau) ha annunciato che la 32esima Assemblea generale, nel 2024, sarà ospitata – per la prima volta dal 1919, anno di fondazione dell’Unione – nel continente africano, in Sud Africa. Con un commento di Pierguido Sarti, addetto scientifico all’ambasciata italiana a Pretoria

Astronomi africani celebrano la decisione di tenere l’Assemblea Generale Iau del 2024 a Città del Capo. Crediti: Saao

È della settimana scorsa la decisione dell’International Astronomical Union (Iau) di tenere la 32esima Assemblea generale, nel 2024, a Cape Town, in Sudafrica. Sarà la prima volta per l’Africa in oltre un secolo di storia dell’organizzazione internazionale, che venne fondata a Parigi il 28 luglio 1919. Questa decisione riconosce gli incredibili progressi raggiunti dall’astronomia africana negli ultimi anni.

L’Africa ha una lunga e ricca relazione con l’astronomia – ricorda il South African Astronomical Observatory (Saao) – iniziata più di un migliaio di anni fa. Il suo riconoscimento come luogo geografico di importanza unica nell’astronomia globale risale a quasi duecento anni fa, con la creazione del Royal Observatory a Cape of Good Hope nel 1820. Da quel momento in avanti, il contributo africano alla conoscenza astronomica globale è cresciuto sempre più, fino ad arrivare agli inizi del ventunesimo secolo che hanno segnato un rinnovamento del patrimonio culturale africano dell’eccellenza astronomica.

Dal 2008 lau ha tenuto conferenze regionali sia in Africa che in Medio Oriente. Una tappa importante per questo rinnovamento culturale è stata nel 2013, quando l’Osservatorio di Entoto, in Etiopia, è diventato operativo come centro indipendente di ricerca. Da quando è stato creato l’Office of Astronomy for Development dello Iau, nel 2011, l’Africa è diventata patria di tre di questi uffici regionali di coordinamento delle attività per un’area che si estende dall’Etiopia, alla Nigeria, allo Zambia. Un’altra tappa significativa è stata raggiunta lo scorso anno, nel 2017, con l’installazione da parte dell’Università di Ouagadougou del telescopio Marly da un metro in Burkina Faso. Sempre in territorio africano, in Namibia, si trova l’Osservatorio Hess, con i suoi telescopi per luce Cherenkov. Per non parlare del Sud Africa, oggi casa del più grande telescopio ottico dell’emisfero australe, Salte sede designata – insieme all’Australia – dei radiotelescopi Ska, lo Square Kilometre  Array.

«Aver scelto Città del Capo come sede della Iau 2024 è un esplicito riconoscimento dell’impegno che il Sudafrica sta mettendo nello sviluppo dell’astronomia a livello globale. Progetti come MeerKAT, la cui inaugurazione è avvenuta a luglio 2018 con la grandissima risonanza mediatica internazionale, lo Square Kilometre Array, l’African Very Long Baseline Interferometry Network, Il Southern African Large Telescope e Hirax fanno del Sudafrica un hub astronomico internazionale di primaria importanza», dice a Media Inaf Pierguido Sarti, addetto scientifico all’ambasciata italiana in Sudafrica. «Attorno a questi strumenti si concretizzano partnership sul continente che, nelle intenzioni dei governi africani coinvolti, saranno occasione di crescita scientifica, infrastrutturale e sociale per tutto il continente africano. In questo processo l’Italia può giocare un ruolo sempre più importante, rafforzando la collaborazione nel continente condividendo le sue strutture, mettendo a disposizione capacità scientifiche e tecnologiche e contribuendo alla formazione dei giovani scienziati africani».

«Il sostegno alla candidatura non è venuto solo dagli astronomi», aggiunge Shazrene Mohamed, astronoma del Saao e dell’Università di Città del Capo, «ma anche da parte dell’industria. Le istituzioni accademiche e il governo sono state fenomenali, e il successo è testimone di quanto si possa raggiungere attraverso l’unione degli sforzi. Per gli astronomi è stato come vincere la gara per ospitare la coppa del mondo di calcio o le olimpiadi. È la prima volta per l’Africa! Siamo molto emozionati e non vediamo l’ora di dare il benvenuto ai nostri colleghi di tutto il mondo alla prima delle molte assemblee generali Iau sul suolo africano».