FAVORITA FORMAZIONE PLANETARIA PRECOCE

Stelle appena nate ma già piene di polvere

Grazie al radiotelescopio Alma, un team europeo di astronomi ha scoperto che le particelle di polvere attorno a una stella in formazione si addensano in grani più grandi prima di quanto atteso. La crescita delle particelle di polvere è il primo passo nella formazione dei pianeti

Un’immagine di TMC1A, una stella ancora in formazione nella costellazione del Toro. In rosso le aree con molte particelle di polvere. In verde e blu due tipi di monossido di carbonio. L’assenza di verde e blu nella parte interna indica che le particelle di polvere nel giovane disco protoplanetario sono cresciute da meno di un millesimo di millimetro a un millimetro. Crediti: Jørgensen/Harsono/EsaSky/Esac

Negli ultimi anni, gli astronomi hanno scoperto numerosi sistemi planetari intorno ad altre stelle. Sembra ormai molto probabile che quasi tutte le stelle abbiano almeno un pianeta in orbita intorno a sé e gli astronomi stanno cercando di comprendere il modo in cui i sistemi planetari si formano e cosa in tale processo conduca alla diversità osservata nei pianeti noti, sia per quanto concerne il numero di pianeti orbitanti attorno a ogni stella che per quanto riguarda la massa di ciascuno di essi.

I risultati di un progetto di ricerca europeo, che vede coinvolti ricercatori di Paesi Bassi, Svezia e Danimarca, suggeriscono che la formazione planetaria inizi prestissimo durante il processo di formazione stellare.

Puntando i radiotelescopi di Alma, l’Atacama Large Millimiter Array situato nel deserto di Atacama in Cile, i ricercatori hanno osservato Tmc1A, una protostella nella costellazione del Toro, osservando una notevole mancanza della radiazione dovuta al monossido di carbonio in un’area a forma di disco vicino alla stella. Ciò li ha portati a ipotizzare che la radiazione fosse bloccata da grandi particelle di polvere.

Immagine d’artista di una stella con disco protoplanetario e granelli in crescita. Crediti: Daria Dall’Olio

Usando modelli numerici, i ricercatori hanno potuto dimostrare che in effetti le particelle di polvere nel giovane disco protoplanetario sono probabilmente cresciute in dimensione da un millesimo di millimetro a un millimetro.

Daniel Harsono, ricercatore dell’Università di Leiden (NL) a capo del progetto, spiega perché questo risultato è così sorprendente: «I risultati indicano che i pianeti iniziano a formarsi già mentre la stella si sta ancora sviluppando. La stella è solo dalla metà ai tre quarti della sua massa finale. Questa è una novità».

Per Bjerkeli, della Chalmers University in Svezia, sottolinea le implicazioni della crescita precoce dei granelli: «Può essere una spiegazione per la formazione di pianeti giganti paragonabili a Giove e Saturno, poiché solo i dischi protoplanetari iniziali contengono massa sufficiente a formare pianeti giganti».

Conclude Matthijs van der Wiel, ricercatore di Astron: «Una crescita così precoce delle particelle potrebbe essere un’eccezione, naturalmente. Forse questo disco giovane è davvero speciale».

In futuro, i ricercatori vogliono cercare segni rivelatori della formazione dei pianeti attorno ad altre protostelle in modo simile, per comprendere meglio quando e come si formano i pianeti.

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