IN ASCOLTO DA “THE DARK SIDE OF THE MOON”

La Cina è partita per la Luna

Lanciato ieri il satellite cinese per le comunicazioni Queqiao, con a bordo lo strumento olandese Ncle, diretto verso il secondo punto lagrangiano del sistema Terra-Luna, che si trova dietro al nostro satellite. Tra pochi mesi verrà raggiunto da un lander che atterrerà sulla faccia nascosta della Luna, da dove sarà possibile ascoltare l’universo primordiale a frequenze non misurabili dalla Terra

Il lancio del satellite cinese Queqiao dalla base Xichang, nel sud della Cina. Crediti: Radboud Radio Lab

All’alba cinese di lunedì 21 maggio, lo strumento Ncle (Netherlands Chinese Low-Frequency Explorer) è stato lanciato a bordo del satellite cinese Queqiao dalla base Xichang, nel sud della Cina, diretto verso il lato nascosto della Luna. È il primo strumento scientifico olandese che abbia mai viaggiato in una missione spaziale cinese e apre un nuovo capitolo nella radioastronomia. Il lancio del satellite rappresenta il punto di partenza della missione Chang’e-4, la missione cinese di esplorazione lunare che verrà lanciata prossimamente e che atterrerà sulla faccia nascosta della Luna. Il satellite cinese appena partito è necessario, nell’ambito della missione, per le comunicazioni con la Terra.

Il responsabile del progetto Ncle, Marc Klein Wolt (amministratore delegato della Radboud Radio Lab) era presente al momento del lancio, insieme ai colleghi e ai rappresentanti dell’ambasciata olandese in Cina. «Il lancio è stato un successo e la nostra antenna è ora diretta al cosiddetto secondo punto di Lagrange (L2) del sistema Terra-Luna, che si trova a circa 65mila chilometri dietro la Luna». Il gruppo ha osservato il lancio a una distanza di due km dalla piattaforma. «Non ho mai sentito un suono così impressionante. Il vettore si è innalzato sopra le nostre teste a 100 chilometri di altezza ed è stato molto emozionante per tutti. Abbiamo lavorato duramente per questa missione per due anni e ora Ncle continuerà questo viaggio da solo», ha affermato Klein Wolt.

L’antenna radio è stata sviluppata e costruita da un team di scienziati e ingegneri del Radboud Radio Lab della Radboud University, dell’Istituto olandese di radioastronomia a Dwingeloo (Astron) e della società Isis di Delft. Si tratta di un esperimento di esplorazione lunare che utilizzerà un lander e un rover per individuare i deboli segnali radio provenienti dalle epoche oscure dell’universo primordiale, quando l’universo stesso era ancora in gran parte costituito da idrogeno.

Da sinistra a destra: Christiaan Brinkerink (Rrl, System Engineer), Taake Manning (Council for Science & Technology, Dutch Embassy), Bas Pulles (dept. Ambassador), Marc Klein Wolt (Rrl, Dept. PI) , Harry Forster (Nso) and Ma Qing (Dutch Embassy). Crediti: Radboud Radio Lab

Osservare dal lato nascosto della Luna ha il vantaggio che parte della radiazione radio proveniente dall’universo che non passa attraverso l’atmosfera terrestre, da lì può essere rilevata. Sulla Terra gli astronomi possono ricevere quasi tutte le onde radio provenienti dall’universo, ma le onde la cui frequenza è compresa tra 10 e 30 MHz sono bloccate dall’atmosfera. Proprio a queste frequenze sono nascoste importanti informazioni sull’universo primordiale: il periodo immediatamente successivo al big bang, nel quale si formarono le prime stelle e galassie.

In circa due mesi il satellite arriverà al punto L2, dove aspetterà la missione principale, il cui arrivo è previsto per l’inizio del 2019. Successivamente, verranno srotolate tre antenne lunghe cinque metri e l’acquisizione dei dati scientifici avrà inizio.

Albert-Jan Boonstra (project leader di Astron) auspica che questa collaborazione tra Cina e Paesi Bassi porterà a futuri interferometri radio spaziali ancora più grandi. Il Principal Investigator Heino Falcke (direttore scientifico, RRL, Radboud University) ha aggiunto: «Abbiamo lavorato a questo obiettivo per quasi 15 anni. Ora è un onore far parte di questa avventura spaziale. Ci auguriamo che la faccia nascosta della Luna rimanga un ambiente ‘radio quieto’, dove potremo condurre esperimenti di radioastronomia anche in futuro».

Guarda la ripresa video del lancio: