A CACCIA DI ESOPIANETI

La flotta planetaria di K2: ecco i nuovi 100

K2 è l'aggiornamento apportato alla missione Kepler nel 2013. Questa seconda fase ha all’attivo circa 300 pianeti confermati e in futuro, ne siamo sicuri, se ne aggiungeranno altri

Esopianeti, cioè pianeti fuori dal Sistema solare. Crediti: Esa/Hubble/Eso/M. Kornmesser

La famiglia esoplanetaria si espande a ritmi sempre più rapidi grazie alle continue scoperte messe a segno dal famoso cacciatore di pianeti Kepler. I dati raccolti da K2 (la seconda fase della missione della Nasa) hanno permesso a un team internazionale di scienziati di aggiungere alla lista dei pianeti confermati quasi 100 nuovi oggetti situati al di fuori del nostro Sistema solare. Il numero degli esopianeti confermati con i dati di K2 arriva quindi a quota 300 (pianeta più, pianeta meno). I risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista Astronomical Journal. I candidati (in tempo di elezioni fanno sempre comodo!) erano all’inizio 275 in 233 sistemi: dei 149 validati come veri pianeti extrasolari, solo 95 sono risultati essere inediti e mai osservati prima.

Lo studio è guidato da Andrew Mayo, studente di dottorato presso il National Space Institute dell’Università Tecnica della Danimarca e coinvolge numerosi ricercatori da Nasa, Caltech, UC Berkeley, Università di Copenhagen e Università di Tokyo.

Dal 2009 sotto il nome Kepler e dal 2013 come K2, la sonda della Nasa ha come unica mission quella di scoprire pianeti in giro per l’universo, e lo fa con il metodo del transito: il telescopio individua un pianeta quando, passando davanti alla sua stella, questo causa una diminuzione apparente della luminosità della stella stessa. La quantità di luce bloccata durante un transito dipende dalla dimensione del pianeta: più grande è il pianeta, più luce viene bloccata e maggiore è la dimensione osservata. Gli scienziati utilizzano queste informazioni per determinare il raggio del pianeta.

Ma come si fa a non perdere la bussola tra i diversi segnali provenienti dallo spazio? Mayo ha spiegato: «Abbiamo scoperto che alcuni dei segnali provenivano da sistemi multipli o dal rumore prodotto dalla stessa sonda. Ma siamo anche riusciti a distinguere pianeti» in un range di dimensioni che vanno da quelle terrestri a quelle gioviane.

Uno dei pianeti rilevati orbita attorno a una stella molto luminosa chiamata HD 212657: «Abbiamo confermato un pianeta con un’orbita di 10 giorni attorno a quella che è la stella più luminosa con pianeta trovata dalle missioni Kepler e K2», ha aggiunto Mayo.

Il numero di esopianeti trovati finora si aggira attorno ai 3600 esemplari, dai più rocciosi (simili alla Terra) a quelli giganti e gassosi (come Giove). In totale, tra Kepler e K2 sono stati candidati alla carica di pianeta ben 5100 oggetti. In futuro, missioni come Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della Nasa e le europee Cheops (CHaracterizing ExOplanet Satellite) e Plato (PLAnetary Transits and Oscillations of stars) diventeranno il punto di riferimento per la prossima generazione di cacciatori di pianeti extrasolari, soprattutto perché – a differenza di Kepler – riusciranno (nello specifico, Tess) a rilevare anche i pianeti rocciosi più piccoli attorno a stelle molto brillanti e vicine a noi.

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