LE TAVOLE DI JAMES TUTTLE KEANE

L’universo a mano libera

Sua la cover di Nature Astronomy pubblicata in occasione dello splashdown di Cassini. Sue le illustrazioni che cinguetta in rete dall’account Twitter. Piccolo viaggio nel taccuino di uno scienziato a colori: James Tuttle Keane

La tavola firmata da James Tuttle Keane finita sulla cover di Nature Astronomy in occasione dello splashdown di Cassini. Crediti: James Tuttle Keane.

È sua la copertina del numero di Nature Astronomy dedicato al tuffo di Cassini nella pancia di Saturno. Come sue, d’altra parte, sono anche tutte le illustrazioni che colorano le conferenze pubbliche cui partecipa come relatore e che, almeno negli Stati Uniti, lo hanno già trasformato in una piccola celebrità.

Il suo nome è James Tuttle Keane ed è uno dei giovani ricercatori dell’Università dell’Arizona dove principalmente si occupa di formazione ed evoluzione dei corpi del Sistema solare: pianeti, satelliti naturali e piccoli oggetti celesti. La sua specialità è lo studio dell’interazione tra dinamiche rotazionali, orbitali e processi geologici che interessano i pianeti, siano essi rocciosi o ghiacciati. Ma se è finito sulla prima pagina di una fra le più prestigiose riviste scientifiche al mondo, Keane lo deve anzitutto alla sua straordinaria capacità di disegnare l’universo a mano libera.

Se siete ancora fermi all’idea dello scienziato in bianco e nero, con camice e folta barba bianca, allora benvenuti nel cosmo a colori di James Tuttle Keane. Il planetologo con il taccuino, quello dove annotare pensieri in libertà e, perché no, dare forma a quello che uno scienziato immagina debba succedere su mondi lontani e su cui non ha ancora avuto la fortuna di mettere piede.

Le illustrazioni scientifiche di Keane sono un bell’esempio della creatività a cui deve ricorrere uno scienziato che voglia far bene il proprio mestiere. «Ricostruire la storia geologica di un pianeta lontano non è solo questione di saper leggere più o meno bene un cumulo di rocce», spiega Keane. «Nel mio lavoro è fondamentale ricorrere ad esperimenti concettuali, provare a ricostruire mentalmente come potrebbero essere andate le cose: è tutto nella nostra immaginazione. Fare uno schizzo su un foglio di carta, dare forma e colore a quello che vediamo oggi e che forse si è formato decine o centinaia di milioni di anni fa, mi aiuta a descrivere e comprendere meglio quello che vedo in forma di dati».

L’arte, come la scienza, è dunque un metodo con cui l’uomo rappresenta a se stesso la realtà che lo circonda per meglio comprendere e sviscerarne i segreti. Del lavoro di matita, inchiostro, vernice acrilica e postproduzione digitale a marchio Keane abbiamo raccolto qui di seguito un piccola selezione.

Per chi vuole approfondire, il consiglio è dare un’occhiata al profilo Twitter di James Tuttle Keane: @jtuttlekeane.