SARÀ IL PIÙ GRANDE TELESCOPIO SOLARE EUROPEO

L’Europa guarda a Est

Frutto di una collaborazione di 15 paesi europei (tra cui l’Italia), Est, il Telescopio solare europeo, sarà presentato oggi, giovedì 5 ottobre, nella sede dell'Accademia nazionale dei Lincei. Avrà uno specchio da 4 metri e sorgerà alle Canarie

05.10.2017

Crediti: Telescopio Est

Dopo più di 400 anni, all’Accademia dei Lincei il Sole sarà nuovamente protagonista con la presentazione di Est, il Telescopio solare europeo, che sarà costruito alle Canarie (Spagna). Era, infatti, il 1613 quando la prestigiosa Accademia pubblicò l’opera di Galileo, “Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari”. Nel trattato l’astronomo pisano riportava le sue osservazioni del Sole con cui dimostrava che le macchie solari si trovavano sulla superficie della stella e non erano ombre proiettate da corpi tra la Terra e il Sole.

Quando il Telescopio solare europeo sarà ultimato, i ricercatori potranno osservare in dettaglio la struttura fine della superficie solare con una risoluzione mai raggiunta prima: fino a 25-30 km. Questo grazie alla grande apertura (4 metri) e le nuove tecniche di ottica adattiva, cioè specchi che riescono a compensare le distorsioni nelle immagini dovute all’atmosfera.

Questa nuova generazione di telescopi solari da Terra permetterà ai ricercatori di avere a disposizione adeguati dati osservativi per comprendere l’attività solare e la sua variabilità. Il Sole, infatti, benché dal punto di vista astronomico sia una stella del tutto ordinaria, ha il vantaggio di essere l’unica che può essere studiata ad alta risoluzione, grazie alla sua vicinanza con la Terra.

A parte la non trascurabile influenza che il Sole esercita sul clima del nostro pianeta, lo studio della nostra stella offre la possibilità di analizzare processi fisici che non si possono riprodurre in laboratorio né studiare in dettaglio in altri oggetti astrofisici. A esempio la generazione e diffusione del campo magnetico e l’accelerazione di particelle nelle magnetosfere stellari. Sarà utile anche per capire come poter prevedere eventi, quali le tempeste solari, per il loro impatto sul tempo meteorologico spaziale, cioè sulle condizioni nello spazio che possono influenzare la Terra e le sue infrastrutture tecnologiche.

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