UN GUSCIO SORPRENDENTEMENTE ROTONDO

La stella finisce in una bolla di fumo

Il radiotelescopio Alma ha catturato la straordinaria bellezza di una delicata bolla di materiale espulso dall'esotica stella rossa U Antliae. Queste osservazioni aiuteranno gli astronomi a capire meglio come si evolvono le stelle durante le ultime fasi del loro ciclo vitale

Crediti: Alma (Eso/Naoj/Nrao)/F. Kerschbaum

Nella debole costellazione australe della Macchina Pneumatica, un osservatore attento, armato di un buon binocolo, può individuare una stella rossastra, che varia leggermente di magnitudine da una settimana all’altra. Questa stella insolita si chiama U Antliae e nuove osservazioni con il radiotelescopio Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) rivelano un guscio sferico, decisamente sottile, che la circonda.

U Antliae è una stella al carbonio, una stella “matura”, fredda e luminosa che si trova, dal punto di vista dell’evoluzione stellare, sul ramo asintotico delle giganti. Circa 2700 anni fa, U Antliae attraversò un breve periodo di rapida perdita di massa. In quel periodo, nell’arco di poche centinaia di anni, la stella ha espulso ad alta velocità del materiale che ha formato il guscio osservato da Alma. Esaminando questo guscio in dettaglio, si vedono prove della presenza di nubi di gas tenui e filiformi, note come sottostrutture filamentose.

Questa visione spettacolare è possibile solo grazie alle capacità uniche di produrre immagini nitide a diverse lunghezze d’onda fornita dal radiotelescopio Alma, ubicato sulla piana di Chajnantor nel Deserto cileno di Atacama. Alma può vedere nel guscio di U Antliae strutture molto più fini di quanto mai sia stato possibile finora.

I nuovi dati di Alma non sono solo una singola immagine. Alma produce un insieme di dati tridimensionali (un cubo di dati) in cui ogni fetta rappresenta una diversa lunghezza d’onda. A causa dell’effetto Doppler, ciò significa che diverse fette del cubo mostrano immagini del gas a velocità diverse, in avvicinamento o  in allontamento dall’osservatore. Il guscio è eccezionalmente simmetrico e rotondo, oltre a essere molto sottile. Visualizzando le diverse velocità possiamo tagliare questa bolla cosmica in sottili fette virtuali, così come si fa con la tomografia computerizzata (Tac) nel corpo umano.

Comprendere la composizione chimica del guscio e, quindi, l’atmosfera di queste stelle, così come la modalità con cui si fomano i gusci a partire dalla perdita di massa, è importante per capire esattamente come si evolvono le stelle nell’universo primordiale e come evolvono le galassie. I gusci come quello intorno a U Antliae mostrano una ricca varietà di composti chimici basati sul carbonio e su altri elementi. Anche questi gusci aiutano a riciclare la materia e contribuiscono fino al 70% della polvere interstellare.

Fonte: comunicato stampa Eso

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