APOD NASA DI MARTEDÌ 8 AGOSTO

Codici a barre negli anelli di Saturno

Le onde di densità dovute alle risonanze orbitali indotte dalle lune esterne sugli anelli di Saturno nelle straordinarie immagini raccolte da Cassini. A 20 anni dal suo lancio, la missione Nasa continua a sorprendere la comunità scientifica

Ecco l’immagine scelta dalla Nasa come Astronomy Picture of the Day di martedì 8 agosto 2017. Crediti: NASA / JPL / SSI / Emily Lakdawalla.

La missione Cassini sta scrivendo l’ultimo capitolo della sua incredibile storia e continua a regalarci immagini mozzafiato da Saturno e dintorni. In orbita attorno al Signore degli anelli dal lontano luglio 2004, la sonda Nasa ha infilato la sua traiettoria finale nello spazio vuoto tra gli anelli e l’atmosfera del pianeta (una fenditura di circa 2.400 km di larghezza) continuando a raccogliere dati e immagini. Ed eccoci qui, 13 anni, ancora una volta a bocca aperta di fronte a questo affascinante scatto che svela la struttura fine degli anelli intorno al gigante gassoso.

«Queste ultime immagini di Cassini ci stanno svelando la struttura fine degli anelli di Saturno», spiega Gianrico Filacchione dell’Istituto nazionale di astrofisica. «Le onde di densità visibili in questa immagine sono dovute alle risonanze orbitali indotte dalle lune esterne sugli anelli».

Le particelle di ghiaccio, che compongono la struttura a disco, orbitano in uno strato spesso all’incirca 1 km e si comportano come una membrana elastica che si deforma lungo la direzione radiale a causa delle sollecitazioni gravitazionali dei satelliti.

«Il pattern chiaro e scuro visibile nell’immagine corrisponde a zone di compressione e rarefazione che si propagano radialmente negli anelli fino a smorzarsi a causa della viscosità del mezzo», sottolinea Filacchione. «Proprio lo studio dello smorzamento permette di inferire la densità superficiale locale degli anelli e da questa la loro massa complessiva. L’elevata risoluzione raggiunta da Cassini ci permetterà di ridurre le incertezze su tali misure e di fornire un importante parametro per gli scenari di formazione ed evoluzione degli anelli».

Nel corso della sua attività la missione Cassini ha collezionato un numero incalcolabile di scoperte, tra cui vale la pena ricordare l’oceano sotto la crosta ghiacciata di Encelado e i mari di metano sulla superficie di Titano. Oggi, a 20 anni dal lancio e a 13 anni dall’inserimento in orbita, la sonda è a corto di carburante. Per questo motivo, nel 2010 il team scientifico ha deciso di terminare la missione quest’anno, e di farlo con un tuffo nell’atmosfera di Saturno. Previsto per il 15 settembre.