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A LONDRA UN EXHIBIT A BASE DI RAGGI LASER

Istruzioni per creare una supernova

Proposto in questi giorni al pubblico londinese in visita alla Summer Science Exhibition della Royal Society, “How to make a supernova” permette di scoprire e toccare con mano cosa avviene quando esplode una stella. Ne parliamo con uno degli ideatori, Gianluca Gregori, dell’Università di Oxford 

Da sinistra: Sergey Lebedev (Imperial College) e Gianluca Gregori (University of Oxford) alla Summer Science Exhibition 2017

Dal 04.07.2017 al 09.07.2017

Da sinistra: Sergey Lebedev (Imperial College) e Gianluca Gregori (Università di Oxford) alla Summer Science Exhibition 2017

Fra le tante esposizioni ed exhibit per il pubblico in mostra in questi giorni – fino a domenica 9 luglio – alla Summer Science Exhibition della Royal Society a Londra, c’è anche quello dedicato alle supernove, uno tra i fenomeni più estremi dell’universo. Intitolato “How to make a supernova” (come costruire una supernova), si propone di far toccare con mano ai visitatori cosa avviene quando una stella muore. In realtà, le supernove già le abbiamo tutti fra le mani – o meglio, nelle mani, e nel resto di tutto ciò di cui siamo fatti e che ci circonda: come ricordano gli ideatori dell’exhibit, le supernove producono infatti gli elementi pesanti e li spargono ovunque nell’universo, al punto che la materia della nostra mano sinistra può provenire dall’esplosione di una stella diversa da quella che ha generato la materia presente nella nostra mano destra.

Un’esplosione di supernova rilascia in breve tempo una quantità d’energia inimmaginabile. Per riprodurre in laboratorio le condizioni estreme di densità e temperatura che si raggiungono durante la morte di una stella, gli scienziati dell’Imperial College di Londra e dell’Awe, l’Atomic Weapons Establishment inglese, fanno ricorso al potentissimo raggio laser della facility Orion, in grado di rilasciare – seppure soltanto per qualche miliardesimo di secondo – una quantità d’energia equivalente a quella dell’intera rete elettrica del nostro pianeta. E sono proprio questi super laser l’attrazione principale dell’exhibit.

Non potendo recarci a Londra per visitarlo di persona, noi di Media Inaf abbiamo chiesto di illustrarcelo a uno dei suoi ideatori, il fisico italiano Gianluca Gregori, professore all’Università di Oxford.

«Ci sono diverse parti che possono interessare il pubblico. Prima di tutto mostriamo un video che descrive in modo molto semplice il concetto degli esperimenti. Poi proponiamo attività pratiche – vari giochi e una app su iPad – che aiutano a capire come funzionano i laser e come si debba fare per puntarli e focalizzarli. Abbiamo anche portato con noi campioni del vetro che viene usato per la cavità laser: sono dei cristalli di circa mezzo metro di diametro che i visitatori possono toccare. In aggiunta, ci sono delle lampade al plasma che spiegano il concetto di plasma in modo visuale: basta toccarle per creare delle scariche elettriche che illuminano il gas all’interno della sfera. Infine, per spiegare cos’è una shock wave (un’onda d’urto), abbiamo un piccolo cannone ad aria con il quale facciamo cadere dei bicchier. E tantissimi gadget di vario genere che chiunque può portarsi via: figurine, magneti, chiavette Usb, adesivi, spille…»

Lampada al plasma

A chi è rivolto? E cosa più piace ai visitatori?

«L’evento è pensato per visitatori di qualunque età e livello scolastico – dalle scuole elementari in su. La maggior parte dei visitatori rimane impressionata dalle dimensioni dei laser. E le domande che ci rivolgono sono le più varie: cosa sono le supernove? Quanta energia producono i nostri laser? Perché facciamo tutto questo?»

Già, a proposito: come vi è venuta l’idea di realizzare uno stand dedicato alle supernove?

«Grazie ad alcuni collaboratori, dell’Imperial College dell’Awe, che avevano proposto già alcuni anni fa un exhibit analogo. Jena Meinecke, in particolare, che è stata una mia studentessa qui a Oxford ed è ora research fellow, ha fatto un ottimo lavoro nell’organizzare l’exhibit con i nostri collaboratori. L’intera struttura, fra l’altro, è trasportabile, dunque sicuramente la utilizzeremo in altri festival della scienza o, semplicemente, come showcase a Oxford».


Guarda il video (in inglese) “How to make a supernova”:

 

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Marco Malaspina: