PERMETTERÀ DI CREARE MINI-ECLISSI ARTIFICIALI

Metis, alla scoperta della corona solare

Lo strumento finanziato dall’Asi e realizzato in collaborazione con Inaf è stato consegnato ad Airbus UK per essere integrato nella sonda Solar Orbiter dell'Agenzia spaziale europea

Lo strumento Metis nei laboratori di Thales Alenia Space a Torino, prima della partenza alla volta della sede di Airbus Defence & Space nel Regno Unito

Prosegue il cammino verso la conclusione della realizzazione della sonda che permetterà di intraprendere l’esplorazione del confine più interno del Sistema solare: Solar Orbiter, il programma dell’Agenzia spaziale europea, che con il contributo italiano per alcuni dei suoi strumenti, permetterà di osservare il Sole a distanza estremamente ravvicinata.

A bordo della sonda sono previsti 10 strumenti uno dei quali italiano, il coronografo Metis, che osserverà nei minimi dettagli l’atmosfera della nostra stella in continua espansione per la sua altissima temperatura, a milioni di gradi, e frequentemente perturbata da gigantesche eruzioni di plasma.

Lo strumento Metis, finanziato e gestito dall’Agenzia spaziale italiana, è stato ideato e realizzato da un team scientifico di diversi istituti Inaf e università italiane, principalmente di Torino, Milano, Padova, Firenze, Napoli e Catania, e da un consorzio industriale formato dalla Ohb Italia di Milano e la ThalesAlenia Space di Torino, in collaborazione con l’istituto Max Planck per lo studio del Sistema solare (Mps) di Göttingen in Germania, e l’Accademia della Scienze della Repubblica Ceca. Il contributo italiano alla sonda si rafforza anche con lo strumento Solar Wind Analyzer (Swa) per il quale l’Asi ha realizzato la data processing unit (Dpu). Nel mese di giugno il Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da Technosystem Developments, Sitael, Leonardo, Planetek, responsabile della realizzazione della Dpu, consegnerà l’unità al Mullard Space Science Laboratory (Mssl, Uk).

Il coronografo Metis è arrivato a Stevenage (Uk), alla Airbus Defence & Space, dove sarà integrato sulla sonda. Questa importante tappa nello sviluppo del progetto si colloca al termine delle attività di integrazione, verifica funzionale e calibrazione dello strumento che dallo scorso dicembre fino ai giorni scorsi è stata realizzata nella facility OPSys dell’Inaf presso l’Altec di Torino.

Sarà un’impresa mai tentata finora quella di Solar Orbiter, il cui lancio è previsto per il 2019, che si avvicinerà alla nostra stella più di Mercurio, il pianeta più interno del Sistema solare, e uscirà dal piano dell’orbita terrestre per osservare per la prima volta i poli del Sole.

«La complessità del programma Metis è consistita principalmente nel coordinare i vari contributi, inclusi quelli dei partner stranieri, all’interno della pianificazione temporale della missione Solar Orbiter estremamente sfidante, che ha portato alla consegna dello strumento in meno di 3 anni dall’inizio della fase realizzativa» dice Marco Castronuovo, program manager Asi di Metis. «Garantire poi il rispetto dei requisiti tecnici molto stringenti del coronografo, quali la cleanliness e l’accuratezza di lavorazione delle superfici degli specchi, ha richiesto l’utilizzo di tecnologie al limite dello sviluppo attuale».

Il coronografo Metis creerà un’eclisse artificiale, permettendo l’osservazione dell’emissione della corona solare che, anche dove appare più intensa, è milioni di volte più debole di quella del disco. Grazie a un innovativo e ingegnoso disegno ottico, Metis è il primo coronografo in grado di ottenere immagini della corona solare simultaneamente in luce visibile e ultravioletta. Le sue osservazioni saranno cruciali per arrivare a svelare finalmente i meccanismi di innesco e propagazione delle eruzioni e onde d’urto solari, causa di violente perturbazioni di eliosfera e magnetosfere planetarie inclusa quella terrestre.

Il logo dello strumento Metis

«Per il nostro team di fisici solari e tecnologi con la consegna del coronografo Metis all’Agenzia spaziale europea si concludono con soddisfazione anni di impegno volti a contribuire all’idea del Solar Orbiter e a dotarlo di Metis, lo strumento unico nel suo genere che continua la tradizione della coronografia spaziale italiana iniziata più di vent’anni fa con il successo di Uvcs durante la missione Soho» dice Ester Antonucci dell’Istituto nazionale di astrofisica a Torino, principal investigator di Metis. «L’obiettivo di Metis è osservare da vicino la tempestosa atmosfera solare per studiarne l’incessante espansione e soprattutto capire come si originano le enormi eruzioni di plasma solare che investono di quando in quando la Terra, sconvolgendo improvvisamente la sua magnetosfera».

Per questo programma l’Asiha anche selezionato un logo, scelto sulla base di un concorso aperto al pubblico. Il simbolo rappresenta perfettamente l’obiettivo di Metis e il suo impegno: un tondo nero dal quale spunta, sfumata, la corona solare stilizzata nei colori dell’arcobaleno fino al violetto, e dove si staglia il profilo della sonda Solar Orbiter.