RETI FLUVIALI A CONFRONTO

Topografia extraterrestre: Titano come Marte

Studiando la Terra, il Pianeta rosso e la luna più grande di Saturno, gli scienziati si sono accorti che i fiumi raccontano storie diverse sull'evoluzione topografica di questi tre corpi celesti. Lo studio su Science

Idrografie a confronto. Da sinistra: reti fluviali su Marte, sulla Terra e su Titano. Crediti: Benjamin Black/NASA/Visible Earth/JPL/Cassini RADAR team. Da immagini di NASA Viking, NASA/Visible Earth e NASA/JPL/Cassini RADAR team

Abbiamo scritto più volte che l’acqua (pioggia e fiumi) ha modellato la superficie di Marte sin dall’inizio della sua storia, 4,5 miliardi di anni fa, così come è accaduto sulla Terra. E abbiamo osservato che, per alcuni versi, Titano (la luna più grande del sistema saturniano) somiglia alla Terra, perché oltre al nostro pianeta è l’unico corpo planetario del Sistema solare con fiumi che scorrono ancora oggi, anche se sono alimentati da metano liquido invece che dall’acqua. Anche Marte ospitava fiumi, ma oggi è tutto arido e desertico. Nonostante ciò, in un recente studio – condotto dagli scienziati del Massachusetts Institute of Technology e pubblicato oggi su Science – si afferma che la topografia e la storia evolutiva del grande satellite naturale di Saturno (in dimensioni supera Mercurio) sia più simile a quella di Marte che a quella della Terra.

I ricercatori hanno analizzato i modelli di drenaggio di tutti e tre i corpi celesti – Terra, Marte e Titano –  scoprendo che i fenomeni che hanno portato all’erosione del terreno e all’evoluzione topografica di Titano si avvicinano molto a quelli che si sono verificati sul Pianeta rosso. Titano e Marte, osservano i ricercatori, diversamente dalla Terra non hanno subito alcun violento processo tellurico nel recente passato. Lo sconvolgimento che hanno subito sulla Terra le montagne a causa dei terremoti e del movimento delle placche continentali ha portato – nel corso dei millenni – a deviazioni nel percorso dei fiumi. Il team ha scoperto che tutto questo non è mai accaduto alle reti fluviali marziane e di Titano.

«È notevole che ci siano tre mondi nel Sistema solare dove i fiumi hanno scavato il paesaggio, oggi come nel passato», ha affermato Taylor Perron, professore associato di geologia presso il Mit. «C’è questa incredibile opportunità di utilizzare gli ambiente plasmati dai fiumi per capire come le storie di questi mondi siano diverse».

Le immagini dei fiumi, delle vallate, delle dune di sabbia che “popolano” Titano ci sono arrivate – in questi anni – dalla sonda Cassini di Nasa ed Esa, che dal 2004 studia Saturno e le sue tante lune. La sonda ha anche effettuato misure approssimative della topografia di Titano in alcune aree. Anche se queste misurazioni hanno una risoluzione più grossolana rispetto ad altre immagini, sono state ugualmente utili negli anni per studiare la superficie della luna di Saturno. Per affinare questi dati, il team ha combinato le informazioni già note sulle topografie della Terra e di Marte e sull’evoluzione fluviale di questi pianeti.

Le differenze sono evidenti: la Terra deve da sempre (anche oggi) fare i conti con i terremoti, che “riordinano” montagne e placche tettoniche costringendo i fiumi a cambiare percorso; Marte, di contro, ha subito diverse fasi di “bombardamento”, durante le quali asteroidi e altri oggetti hanno letteralmente scavato il terreno creando ampi bacini. E su Titano cosa è successo?

Per avere un quadro complessivo, i ricercatori hanno dapprima mappato le reti fluviali di Terra, Marte e Titano e su queste mappe hanno segnato la direzione di ogni fiume. Poi hanno confrontato le mappe topografiche di tutti e tre i corpi planetari a diversi gradi di risoluzione: le mappe della Terra sono particolarmente nitide, come quelle di Marte, e mostrano montagne e bacini d’impatto. Al contrario, a causa della spessa e nebulosa atmosfera di Titano, la mappa globale della topografia della luna ottenuta dai dati di Cassini è estremamente sfocata e confusa: mostra solo le caratteristiche principali, lasciando indistinti i dettagli più piccoli. Una situazione di stallo che è stata risolta adattando la risoluzione delle mappe per la Terra e Marte a quella di Titano. Quando i ricercatori hanno registrato la percentuale di fiumi di Titano che sembravano fluire in discesa, il numero di fiumi era più in linea con quello di Marte che con quello della Terra.

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