LA SESTA EDIZIONE DEL PREMIO VA A ”INNESTI STEM”

GiovedìScienza, vince la medicina rigenerativa

Francesco Segreto, del Centro di Ricerca Chirurgia Ricostruttiva dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, vince il premio per i ricercatori under 35, per il primo anno aperto a tutta’Italia

11.05.2017

Con il suo progetto “Innesti Stem” per favorire la guarigione delle ferite croniche aveva già conquistato la giuria popolare aggiudicandosi il Premio Mi Piace, complice forse l’aver raccontato l’aneddoto di un paziente, talmente soddisfatto della cura ricevuta nel reparto di chirurgia da rimanerci a lavorare. Francesco Segreto del Centro di Ricerca Chirurgia Ricostruttiva dell’Università Campus Bio-Medico di Roma ha convinto anche la giuria tecnica, e con la sua esposizione dedicata alla medicina rigenerativa ha vinto la sesta edizione del Premio GiovedìScienza, dedicato ai ricercatori under 35 e per il primo anno aperto a tutta Italia.

Tra i dieci finalisti in gara – selezionati tra 77 candidature – con a disposizione appena 6 minuti e 40 secondi per spiegare i loro progetti di ricerca, Francesco Segreto ha conquistato la giuria composta da cinque esperti del panorama scientifico-divulgativo e da un centinaio di studenti delle scuole superiori torinesi. Un compito tutt’altro che semplice, dovendo spiegare (e mostrare) come sia possibile riparare i tessuti, guarendo così ferite croniche, grazie a una nuova tecnica che permette di sfruttare la frazione staminale contenuta nel tessuto adiposo. Il ricercatore romano riceve in premio 5mila euro e la possibilità di presentare le sue ricerche al pubblico di GiovedìScienza, con una conferenza dedicata nella prossima edizione.

Al secondo posto Giorgio Volpi del Dipartimento di chimica dell’Università di Torino con le “Fluospezie: nuovi fluorofori greentosi”, ovvero le possibili applicazioni in campo energetico di nuovi composti ecocompatibili, fluorescenti e a basso costo. Al terzo posto Stefano Camera del Dipartimento di fisica dell’Università di Torino con l’universo oscuro e il fascino dell’energia – ignota e oscura anche lei – che regola le galassie intorno a noi.

I premi speciali

Nel corso della cerimonia di premiazione, che si è svolta giovedì 11 maggio presso la Città metropolitana di Torino, sono stati assegnati anche i premi speciali, entrambi selezionati da una giuria tecnica. Alessandro Chiadò del Disat – Politecnico di Torino ha vinto il Premio Futuro, 3mila euro per i ricercatori che presentano – oltre al progetto scientifico – uno studio di fattibilità. Il suo progetto “Microfluidica per microRNA: il chip-sentinella per la diagnosi precoce dei tumori” riguarda la realizzazione di un lab-on-chip chegrazie a componenti nanostrutturate – apre la strada a una nuova classe di biosensori non invasivi. Il risultato delle ricerche di Chiadò ora sarà inserito in un percorso di tutoraggio offerto dagli Incubatori universitari torinesi (2I3T di Unito o I3P del Politecnico).

Antonella Rizzi del Dipartimento di scienze della sanità pubblica e pediatriche dell’Università di Torino ha vinto invece i 3mila euro del “Premio Speciale Elena Beneduce”, dedicato alla psicologa torinese a un anno dalla sua scomparsa, e riservato a lavori di ricerca nell’ambito delle Scienze della vita che si distinguano per la particolare attenzione alla persona e alla qualità della vita. Il progetto di ricerca di Rizzi è dedicato alla riabilitazione dei pazienti con lesioni midollari: un percorso che – attraverso la valutazione dei bisogni di salute e lo sviluppo di nuove prospettive educative – consenta di gestire al meglio il nuovo stato di salute, portando verso l’autonomia e la qualità della vita dopo il ricovero ospedaliero, e riducendo l’insorgenza di complicazioni future.

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