COME LE CUFFIE A RIDUZIONE ATTIVA DEL RUMORE

Rivoluzione senza fili, un chip andata e ritorno

Gli ingegneri della Cornell University hanno trovato un modo ingegnoso per far sì che non ci sia interferenza tra i segnali in uscita e in ingresso nei dispositivi wifi quotidianamente usati da tutti. Sei subtrasmettitori permettono la separazione digitale: il segnale è amplificato in uscita e si annulla in ingresso

Gli ingegneri della Cornell University hanno ideato un metodo per trasmettere e ricevere segnali radio su un singolo chip che potrebbe contribuire a cambiare il mondo della comunicazione wireless. Crediti: Cornell University

Potremmo vivere senza wifi, gps o bluetooth? Forse sì ma preferiamo non immaginarci un mondo senza queste comodità tecnologiche. E il futuro delle comunicazioni wireless (senza fili) potrebbe essere anche più avvincente grazie a una recente trovata di alcuni ingegneri della Cornell University, i quali hanno ideato un metodo per trasmettere e ricevere segnali radio su un singolo chip.

Alyosha Molnar e Alyssa Apsel hanno escogitato una scappatoia per separare i segnali di invio e ricezione nei dispositivi di comunicazione quotidianamente usati da tutti noi. Il tutto si basa su un trasmettitore, formato a sua volta da sei subtrasmettitori agganciati fra loro a formare una linea di trasmissione artificiale. Ciascuno dei subtrasmettitori invia segnali a intervalli regolari e gli output sono programmati: ciò permette la sintonizzazione su una vasta gamma di frequenze. Il trasmettitore ha la duplice funzione di filtro e di amplificatore.

Alyosha Molnar e Hazal Yüksel con il chip ricetrasmittente bidirezionale. Crediti: Cornell University

Lo studio degli ingegneri della Cornell si basa su un precedente lavoro della Stanford University dove sei anni fa è stato ideato un modo per fare in modo che il trasmettitore filtri la propria trasmissione, permettendo anche a un segnale in ingresso più debole di essere percepito. Per capirci meglio, è lo stesso principio alla base delle cuffiette con cancellazione attiva del rumore. Cosa c’è dunque di nuovo? Alla Cornell sono riusciti a sviluppare dei subtrasmettitori che possono lavorare su un’ampia gamma di frequenze.

Invece di utilizzare un filtro per ogni banda, la separazione del segnale viene controllata in maniera digitale e quindi la gestione complessiva risulta molto agevolata e meno laboriosa. Ma praticamente a cosa ci servirà? Le nostre comunicazioni wifi saranno più efficienti, promettono i due ideatori, e si potranno gestire in maniera molto più efficace frequenze particolarmente trafficate.

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