IN PROGRAMMA DAL 5 AL 7 MARZO

Nuovi test per ExoMars

Il Trace Gas Orbiter, frutto della collaborazione tra Agenzia spaziale europea e Roscosmos, si trova in orbita attorno a Marte da oltre quattro mesi, nel corso dei quali sta portando avanti con successo le attività di test e calibrazione degli strumenti scientifici. Tra il 5 e il 7 marzo prossimi sono in programma due orbite durante le quali sarà possibile raccogliere dati necessari per le prossime fasi della missione

ExoMars entra nell’orbita di Marte. Rappresentazione artistica. Crediti: ESA/ATG medialab

Tutto pronto per la due giorni di attività del Trace Gas Orbiter (Tgo), la prima delle due missioni ExoMars, in orbita attorno al pianeta rosso dal 19 ottobre scorso. La prossima settimana l’orbiter effettuerà una serie di misure di calibrazione, necessarie per pianificare le attività scientifiche del prossimo anno.

A novembre scorso il Tgo aveva già effettuato i primi test di verifica sul corretto funzionamento dei suoi strumenti, raccogliendo anche alcune immagini della superficie di Marte e di una delle sue lune, Phobos. All’epoca, l’orbiter si trovava lungo un’orbita altamente ellittica, e passava da 300 km di quota a 100 mila km di quota ogni 4.2 giorni.

Le attività scientifiche della missione avranno inizio solo quando la sonda spaziale raggiungerà un’orbita quasi circolare, a 400 km circa dalla superficie del pianeta. Per ottenere questo risultato, il Tgo sfrutterà l’atmosfera marziana, che gli permetterà di rallentare la propria corsa con la tecnica dell’aerofrenaggio e di modificare progressivamente la propria orbita.

All’inizio dell’anno l’orbiter ha effettuato una serie di manovre per spostare l’inclinazione della traiettoria da quasi equatoriale a circa 74° rispetto all’equatore. Questo permette al Tgo di sorvolare i poli del pianeta, garantisce un’ottima copertura della superficie e un’eccellente visibilità per la trasmissione di segnale per i lander, tra cui ExoMars 2020.

La fase di aerofrenaggio avrà inizio il 15 marzo prossimo, e prima di questo appuntamento i team scientifici hanno l’occasione di effettuare nuove misure di calibrazione. L’attuale traiettoria della sonda passa da 200 km di distanza dalla superficie del pianeta, a oltre 37 mila km. Le immagini raccolte alla minima quota saranno anche tra quelle con la maggiore risoluzione in assoluto per l’intera missione.

La figura mostra le osservazioni che verranno effettuate dal Trace Gas Orbiter durante l’orbita che avrà luogo tra il 6 e il 7 marzo. In basso, con un codice colore, sono indicati gli strumenti che potranno raccogliere dati nel corso dell’orbita, indicando schematicamente la durata della loro attività. Crediti: ESA

Nelle giornate di oggi e di domani, 28 febbraio e 1° marzo, gli spettrometri a bordo del Tgo raccoglieranno alcune osservazioni preliminari puntando verso la superficie del pianeta, mentre la campagna principale si svolgerà tra il 5 e il 7 marzo, e coprirà due orbite complete. Durante la campagna principale gli spettrometri testeranno un’altra modalità operativa, analizzando la luce solare dopo che questa viene diffusa dall’atmosfera marziana.

Lo studio della luce solare diffusa dall’atmosfera di Marte permetterà agli scienziati di analizzare in dettaglio i componenti atmosferici del pianeta rosso, uno dei principali obiettivi scientifici del Tgo. Quello che gli scienziati sperano di ottenere dalla prima delle due missione ExoMars, infatti, è un elenco dettagliato dei gas presenti nell’atmosfera marziana. In particolare, l’interesse è puntato sul metano, che sulla Terra viene prodotto da attività biologica o processi geologici.

«Abbiamo l’opportunità di condensare in poche ore una serie di osservazioni molto importanti, prima che la sonda si prepari per la fase di aerofrenaggio», dice Håkan Svedhem, project scientist del Tgo all’Agenzia spaziale europea. «Durante l’aerofrenaggio i team scientifici potranno utilizzare le misure di calibrazione che verranno raccolte nei prossimi giorni per prepararsi al meglio all’inizio della missione scientifica vera e propria, che avrà inizio il prossimo anno».

Tra gli strumenti che verranno sottoposti a test durante questa delicata fase della missione c’è la camera Cassis (Colour and Stereo Surface Imaging System), con una forte partecipazione italiana, a partire dal co-principal investigator Gabriele Cremonese dell’Inaf di Padova. «Anche noi ci stiamo preparando per le prossime due orbite di test, che forniranno altre immagini ad alta risoluzione della superficie di Marte», spiega a Media Inaf Cremonese. «Cassis, in quanto stereo camera, fornirà due serie di coppie stereo, una per orbita. Per il momento lo strumento funziona bene, stiamo ancora lavorando per migliorare la calibrazione radiometrica e per la generazione di un Digital Terrain Model (ovvero un’immagine tridimensionale) utilizzabile a scopi scientifici, e quindi non solo per test».

Guarda il servizio video su Inaf Tv: