IL SUPERTELESCOPIO EUROPEO

Nuovi passi verso la costruzione di E-ELT

Firmati presso la sede dell'ESO quattro contratti per alcune delle componenti principali dell'E-ELT (European Extremely Large Telescope) in costruzione, in particolare per la fusione di due giganteschi specchi del telescopio, per la fornitura delle celle per il supporto degli specchi e per la fornitura dei sensori di prossimità, che formano parte vitale del sistema di controllo dell'enorme specchio primario segmentato di ELT

Questo schema mostra il nuovo sistema ottico da cinque specchi dell’ELT (Extremely Large Telescope) dell’ESO. Prima di raggiungere gli strumenti scientifici la luce viene riflessa innanzitutto dal gigantesco specchio primario, concavo e segmentato, da 39 metri di diametro (M1), poi rimbalza su due altri specchi della classe dei 4 metri, uno convesso (M2) e uno concavo (M3). I due specchi finali (M4 e M5) formano un sistema adattivo autonomo che permette di produrre immagini sorprendentemente nitide sul piano focale. Crediti: ESO

La costruzione dell’ELT da 39 metri, il più grande telescopio del mondo che opera nell’ottico e vicino-infrarosso, sta progredendo. Il gigantesco telescopio si avvale di un sistema ottico complesso da cinque specchi che non è mai stato impiegato prima e richiede elementi ottici e meccanici che spingono al limite la tecnologia moderna.

I contratti per la produzione di alcune di queste impegnative componenti del telescopio sono stati appena firmati dal Direttore Generale dell’ESO, Tim de Zeeuw, e dai rappresentanti delle tre imprese industriali provenienti dagli Stati Membri dell’ESO.

All’apertura della cerimonia, Tim de Zeeuw ha esordito: “È un grande piacere per me firmare oggi questi quattro contratti, ciascuno per un componente avanzato al cuore del sistema ottico rivoluzionario di ELT, che sottolineano come la costruzione di questo gigantesco telescopio stia procedendo speditamente – in tempo utile per la prima luce nel 2024. All’ESO non vediamo l’ora di lavorare con SCHOTT, SENER e FAMES — i tre principali partner industriali dei nostri Stati Membri.”

Il primi due contratti, con SCHOTT, sono stati firmati da Christoph Fark, Vice Presidente Esecutivo, per la fusione dei più grandi specchi singoli dell’ELT – il secondario da 4,2 metri di diametro e il terziario da 3,8 – con il materiale ceramico a bassa dilatazione termica Zerodur© della SCHOTT.

Sospeso a testa in giù in cima alla struttura del telescopio, al di sopra del primario da 39 metri di diametro, lo specchio secondario sarà il più grande mai utilizzato in un telescopio e il più grande specchio convesso mai prodotto. Il terziaro concavo è un’altra struttura insolita nel telescopio. Il secondario e il terziario di ELT, del peso di circa 3,5 e 3,2 tonnellate rispettivamente, competono per dimensione con gli specchi primari di molti telescopi odierni. La consegna del secondario è prevista per la fine del 2018 e quella del terziario per luglio 2019.

Il terzo contratto, con il gruppo SENER, è stato firmato da Diego Rodríguez, Direttore del dipartimento spaziale. Copre la fornitura delle sofisticate celle di supporto del secondario e terziario dell’ELT e dei complessi sistemi di ottica attiva a essi associati, che assicureranno che questi specchi, massicci ma flessibili, mantengano la forma corretta e siano accuratamente posizionati all’interno del telescopio. La precisione è fondamentale se il telescopio deve produrre immagini di altissima qualità.

Il quarto contratto è stato firmato da Didier Rozière, Amministratore Delegato di FAMES, Fogale e Martin Sellen, Amministratore Delegato di FAMES,Micro-Epsilon, per conto del consorzio FAMES, composto appunto da Fogale e Micro-Epsilon. Il contratto copre la produzione di un totale di 4609 sensori di prossimità per i 798 segmenti esagonali dello specchio primario di ELT.

I sensori sono i più accurati mai utilizzati per un telescopio e possono misurare posizioni relative con un’accuratezza di pochi nanometri. Costituiscono una parte fondamentale del sistema complesso che continuamente verifica l’ubicazione dei vari segmenti dello specchio primario di ELT rispetto ai propri vicini e permette ai segmenti di lavorare insieme per formare un perfetto sistema ottico. È una sfida enorme non solo costruire i sensori con la precisione necessaria, ma anche produrli abbastanza rapidamente per consegnarne migliaia nei brevi tempi previsti.

Alla cerimonia erano presenti anche altri rappresentanti di alto livello delle aziende coinvolte e dell’ESO. È stata un’opportunità fantastica per tutti i rappresentanti dei vari contraenti che producono molti dei componenti ottici e meccanici del gigantesco telescopio per incontrarsi e conoscersi in modo informale mentre iniziano a creare il più grande occhio del mondo rivolto al cielo.

Fonte: comunicato stampa ESO

Guarda il servizio video su INAF TV: