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ULTIMA TEORIA SUI MISTERIOSI SBALZI DI LUCE

La stella di Tabby ha sbriciolato un pianeta?

Non megastrutture aliene ma digestione pesante. L’ultima teoria sui cali di luminosità di KIC 8462852, conosciuta come stella di Tabby, prevede lo scontro con un pianeta delle dimensioni di Giove (o molteplici corpi più piccoli), inghiottito dalla stella qualche centinaio o migliaio di anni fa. Divenuto più luminoso, ora l’astro sta tornando alla normalità, mentre “briciole” residue lo oscurano di tanto in tanto

Sin da quando è stato annunciato nel 2015, c’è stata un’ampia speculazione su cosa potesse spiegare il repentino oscuramento della stella KIC 8462852, comprese delle “megastrutture aliene” in costruzione. I cambiamenti insoliti di luminosità registrati nel corso degli ultimi anni per la stella KIC 8462852 sono stati ora interpretati come residui della collisione con uno o più pianeti. Crediti: NASA, JPL-Caltech

Esclusa la presenza di “megastrutture aliene” nei dintorni di KIC 8462852 – più conosciuta come stella di Tabby, in onore di Tabetha Boyajian, prima autrice dell’articolo scientifico che ne annunciava la scoperta nel novembre 2015 – sono state avanzate diverse ipotesi sulla causa naturale degli sbalzi repentini di luminosità rilevati dal satellite Kepler. Cause come la distruzione di una famiglia di comete o “valanghe” di campo magnetico. Essendo aperiodiche e con oscuramenti temporanei che sono arrivati a far calare del 20 per cento la sua luminosità, tali variazioni non sembrano infatti poter essere imputabili a uno o più pianeti che transitano di fronte alla stella, occultandola parzialmente. Fenomeno che non spiegherebbe, peraltro, il calo di luminosità del 20 per cento nell’ultimo secolo, rilevato da lastre d’archivio e osservazioni recenti.

Un terzetto statunitense di ricercatori, capeggiati da Brian Metzger della Columbia University a New York, ha ora elaborato una teoria, in via di pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, che potrebbe spiegare tutte le insolite caratteristiche di questi oscuramenti. Il gruppo pensa che la stella di Tabby sia reduce da un pranzo gargantuesco, dai cui postumi si sta lentamente riprendendo. Il menu di questo pasto cosmico non è ancora ben definito, ma la portata principale sarebbe consistita o in un singolo pianeta della portata di Giove, o in un grappolo di molteplici corpi più piccoli. A seconda delle dimensioni del pianeta inghiottito, l’inizio del lauto banchetto si può far risalire a un momento compreso tra 200 e 10 mila anni fa.

Un qualche tipo di collisione tra la stella e uno o più pianeti spiegherebbe sia la diminuzione di luminosità della stella registrata lungo l’ultimo centinaio d’anni, che gli improvvisi oscuramenti registrati di recente. L’avere attirato a sé e inghiottito uno o più pianeti avrebbe infatti portato la stella a brillare con più intensità, aumentando temporaneamente la sua luminosità a un livello da cui sta ora progressivamente tornando alla “normalità”, spiegando così la tendenza di lungo termine. Gli sbalzi improvvisi di luminosità potrebbero invece essere causate dai resti di questo pianeta (o pianeti) che passano in orbite ad alta eccentricità di fronte alla stella, dando luogo ai cali improvvisi.

Se questo scenario è vero, allora siffatte collisioni potrebbero essere molto più comuni di quanto i ricercatori si aspettassero. In una intervista a New Scientist, Metzger calcola che, se la stella di Tabby fosse statisticamente rappresentativa, una decina di pianeti della stazza di Giove potrebbero ricadere su una tipica stella durante tutta la sua vita, o un numero molto maggiore se si trattasse di corpi più piccoli.

Per appurarlo, bisogna ancora puntare gli occhi su questa stella dal comportamento anomalo, osservando con attenzione un altro eventuale calo repentino di luminosità,  cercando di scorgere con tutti i telescopi disponibili la “pistola fumante”: l’impronta dei detriti lasciati dal pianeta sbriciolato.

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Stefano Parisini: