RIPRESI TRE PUNTI D’IMPATTO CON HIRISE

Nuova foto aerea di Schiaparelli

Una nuova foto con dettagli inediti del sito marziano su cui è precipitata la navicella Schiaparelli lo scorso 19 ottobre arriva ora dalla potente fotocamera HiRISE di cui è equipaggiata la sonda NASA Mars Reconaissance Orbiter. Nell'immagine si distinguono tre siti d'impatto e s'intravede anche una misteriosa traccia curva sul suolo, non ancora spiegata

Crediti: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Crediti: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Dopo l’immagine ripresa qualche giorno fa del sito in cui è caduta la capsula Schiaparelli su Marte, la sonda NASA Mars Reconaissance Orbiter (MRO) ha sfoderato la camera HiRISE, il telescopio più potente disponibile in orbita marziana, puntandola sullo stesso obbiettivo per ottenere una maggiore quantità di dettagli e informazioni.

La scena, ripresa da HiRISE il 25 ottobre, permette di identificare chiaramente dove i componenti di Schiaparelli hanno raggiunto la superficie. Una chiazza scura più grande, di forma approssimativamente circolare, viene interpretata come il luogo dove ha impattato il lander stesso, scavando un piccolo cratere, come indicano gli sbuffi circostanti. La profondità del cratere viene stimata in mezzo metro, consistente con l’impatto su suolo asciutto di un oggetto di 300 kg alla velocità stimata di oltre 300 km/h.

Attorno alla macchia scura dell’impatto appaiono dei puntini bianchi che potrebbero essere frammenti di Schiaparelli, ma occorrono altre fotografie per scartare la probabile eventualità che si tratti solo di “rumore” nell’immagine. Darà invece filo da torcere l’interpretazione della “virgola”, quella linea curva scura che si distingue chiaramente a nordest del punto d’impatto, inattesa in “tipico” impatto e attualmente senza spiegazione

Circa un chilometro e mezzo a est del punto d’impatto, l’oggetto che appare con diverse macchie chiare circondate da terreno scuro è probabilmente lo scudo termico anteriore. A una pari distanza ma verso sud rispetto al sito di impatto di lander, le due forme chiare affiancate vengono interpretate come il paracadute del veicolo spaziale (la più grande) e il guscio posteriore di Schiaparelli (la più piccola, di dimensione 2.4 metri), a cui era collegato il paracadute.

Sono previste altre immagini da diverse angolazioni nei prossimi giorni, che aiuteranno a interpretare questi primi risultati. Stay tuned!