UN RACCONTO DI 156 PAGINE, ANCHE IN E-BOOK

Viva Margherita

«Nel pomeriggio di una bella giornata dell’aprile 1979, un giovane insegnante di fisica si ferma preoccupato e intimidito davanti all’Osservatorio astronomico di Trieste. Doveva incontrare la direttrice dell’Osservatorio e sottoporle un progetto per una nuova rivista dal taglio divulgativo». Quel giovane era Corrado Lamberti, la direttrice Margherita Hack

Viva Margherita (Sperling &Kupfer, 156 pagine, 12,90 euro, disponibile anche come e-book), scritto da Corrado Lamberti, con prefazione di Giovanni Bignami

Viva Margherita (Sperling & Kupfer, 156 pagine, 12,90 euro, disponibile anche in e-book), scritto da Corrado Lamberti, con prefazione di Giovanni Bignami

Scienziata, astrofisica, prima donna a dirigere l’Osservatorio astronomico di Trieste, impegnata nel sociale e nella politica, Margherita Hack è la protagonista, insieme al marito Aldo De Rosa, del lungo racconto Viva MargheritaUn racconto sugli albori in Italia della divulgazione scientifica: quella fatta con rigore scientifico, impegno sociale e un grande voglia di sfida. Un profilo di donna fuori dagli schemi. Le mode e le consuetudini non erano il suo forte. Il bon ton nel vestire e nel comunicare mirava alla sostanza delle cose e decisamente meno alla loro apparenza.

Nel libro molti gli aneddoti sul quotidiano della scienziata e di suo marito. Margherita si laurea nel 1945 e inizia quel percorso di collaborazioni internazionali e studi che faranno di lei a breve una «esperta nel campo della spettroscopia, ossia quell’arte di desumere le caratteristiche fisiche di una stella, o di un sistema stellare, dalle righe presenti nello spettro». La collaborazione con Otto Struve le apre i più grandi osservatori astronomici del mondo, e seppure molto giovane lei sfodera un singolare carattere e un’intelligenza fuori dal comune. Osservando lo spettro di una stella, Epsilon Aurigae, esprime senza timore la sua teoria: «Negli spettri rilevati nel corso dell’eclisse aveva intravisto certe righe che secondo lei denunciavano la presenza di una sorgente caldissima, con una temperatura di molte decine di migliaia di gradi…». Non la pensavano così tre grandi nomi dell’astronomia come Otto Struve, Bengt Strömgen e Gerard Kuiper, ma aveva ragione lei.

Anche nella vita privata Margherita è una donna anticonformista. Laica e innamorata solo della materia, un anno prima della laurea sposa in chiesa quello che sarà il compagno di una vita, Aldo De Rosa. Con lui inizia un lungo percorso che unisce e mescola due personalità apparentemente all’opposto: credente lui, laica lei, uomo di cultura umanistica e grande conoscitore dei classici lui, scienziata e affascinata dalla materia lei. Il matrimonio con Aldo è un grande amore che dura fino alla fine dei suoi giorni. Uno di quei rari matrimoni dove i due sono una sola cosa, come lei amava definire quest’unione indissolubile e inossidabile.

Corrado Lamberti e Margherita Hack

Corrado Lamberti e Margherita Hack

Corrado Lamberti, divulgatore scientifico e giornalista, entra nella vita della coppia un pomeriggio di una bella giornata dell’aprile 1979, quand’era ancora un giovane insegnante di fisica. E con loro si nutre di scienza, cultura, letteratura, di rapporti umani sinceri, solidali nella professione quanto nell’amicizia. Da quell’incontro nasce il progetto l’astronomia, rivista di scienza e cultura che fu di fatto quel ponte tra scienza e cultura che Margherita e Aldo desideravano fosse. Così, mentre la fiducia di Margherita era totale verso il redattore che per lei svolgeva il ruolo di supervisore ed esperto, per Aldo Corrado fu un allievo da far crescere e affinare nella conoscenza della letteratura, dell’arte, della filosofia e della religione: «Margherita e Aldo non si posero mai nei miei confronti come superiori in grado gerarchico, come maestri di scienza e di scrittura, benché tali fossero e tali li considerassi».

Nei trent’anni di vita su l’astronomia scrissero grandi firme della scienza, ma anche della letteratura, della filosofia e storici delle religioni, come Cassola, Moravia, Arpino, Primo Levi, Fruttero e Lucentini, e persino Prezzolini vi contribuì. Il trio collaborò fino e oltre il 2008, quando l’astronomia fu sostituita da Le Stelle, sempre diretto da Margherita con l’escamotage agito in pieno accordo: Lamberti si preoccupava di tutto e lei metteva il nome, dando fiducia ormai dimostrata, apprezzata e ricambiata nel tempo del rapporto che univa i tre. Proprio come due genitori consapevoli e amorosi, ricorda l’autore, «non fecero mai pesare il divario che c’era tra noi… sempre e solo lodi e incoraggiamenti».

"l'astronomia" e "Le Stelle", riviste di divulgazione scientifica astronomica

Copertina d’un numero di “Le Stelle”

Negli ultimi anni di vita quasi nulla cambiò. Margherita continuava a prendere parte a conferenze e dimostrava un continuo bisogno di contatto diretto con il pubblico. «Sul palco recuperava tutta la forza degli anni migliori, cancellava momentaneamente le pene e si sentiva viva». Oltre le conferenze scientifiche, a un certo punto cominciò a girare l’Italia interpretando sé stessa in una pièce teatrale in cui si alternavano canzoni della tradizione popolare e monologhi che lei improvvisava sui temi più disparati, dall’immigrazione all’eutanasia, dal ruolo delle donne nella società e nella politica. «Mi diceva che questa attività la divertiva un sacco, perché le consentiva di esprimersi senza peli sulla lingua su tutti gli argomenti al centro del dibattito politico: …mi tolgo tanti sassolini».