IL PRECURSORE AFRICANO DI SKA

MeerKAT scopre altre 1300 nuove galassie

L'array sudafricano ha raggiunto la sua prima grande tappa scientifica individuando un gran numero di radiogalassie nell'Universo primordiale. MeerKAT si trova a 90 km dalla città di Carnarvon. Per ora sono in funzione 16 antenne, ma in tutto saranno 64

Le 16 antenne di MeerKAT hanno catturato ben 1300 galassie nell'Universo remoto. Nelle immagini a destra vediamo galassie distanti con al centro dei buchi neri. L'immagine in basso a sinistra mostra una galassia lontana circa 200 milioni di anni luce dove l'idrogeno viene utilizzato per formare nuove stelle. Crediti: SKA Africa

Le 16 antenne di MeerKAT hanno catturato ben 1300 galassie nell’Universo remoto. Nelle immagini a destra vediamo galassie distanti con al centro dei buchi neri. L’immagine in basso a sinistra mostra una galassia lontana circa 200 milioni di anni luce dove l’idrogeno viene utilizzato per formare nuove stelle. Crediti: SKA Africa

Ecco come appaiono le 1300 galassie scoperte dai radiotelescopi MeerKAT nell’Universo profondo. Questo precursore del progetto Square Kilometre Array (SKA)quando verrà completato, conterà 64 antenne distribuite su un’area di 8 km di diametro nella provincia del Capo Settentrionale in Sudafrica: si tratta di strutture alte quasi 20 metri, dischi movimentabili pesanti 42 tonnellate dal diametro di 13,5 metri. L’entrata in funzione dell’intero array è prevista per il 2017 e, almeno fino a quando non verrà collegato con gli altri radiotelescopi di SKA (al termine della Fase 1), sarà il più grande radiotelescopio dell’emisfero Sud e il più sensibile interferometro radio in banda L (0,9-1,67 GHz) del mondo.

La recente fotografia dettagliata di queste 1300 galassie è la prima grande tappa scientifica raggiunta dagli scienziati e ingegneri che lavorano a MeerKAT utilizzando solo 16 antenne. Le galassie sono state scoperte in una piccola porzione di cielo (0,01% dell’intera sfera celeste) dove qualche tempo gli stessi radiotelescopi sudafricani avevano scoperto 50 radiogalassie nel distante universo mai viste prima.

Rob Adam, direttore del progetto sudafricano di SKA: «Attraverso MeerKAT, il Sudafrica ha un ruolo chiave nella progettazione e nello sviluppo delle tecnologie per SKA. Il team sudafricano di oltre 200 giovani scienziati, ingegneri e tecnici, in collaborazione con l’industria, le università e le istituzioni straniere, ha sviluppato le tecnologie e sistemi per MeerKAT».

Il ministro della Scienza e Tecnologia del Sudafrica Naledi Pandor: «Il Sudafrica ha già dimostrato le sue eccellenti capacità scientifiche e ingegneristiche nella progettazione e nella costruzione di MeerKAT. Questo radiotelescopio, che è prevalentemente uno strumento progettato e realizzato a livello locale, mostra al mondo che il Sudafrica può competere con la ricerca internazionale. Il governo è orgoglioso dei nostri scienziati e degli ingegneri per il lavoro pionieristico su un radiotelescopio che porterà a risultati innovativi».

Immagine presa con i radiotelescopi MeerKAT, precursori del progetto Square Kilometre Array (SKA). Ogni punto bianco rappresenta l'intensità delle onde radio registrate con 16 piatti delle 64 antenne che comporranno Meerkat nel deserto del Karoo (in Sudafrica). Si tratta di più di 1300 singoli oggetti nell'universo remoto. Crediti: SKA Africa Immagine che mostra il 10% dello scatto realizzato MeerKAT in cui si vedono più di 200 sorgenti radio astronomiche (i punti bianchi). Quelle cerchiate in viola sono le sorgenti radio già conosciute. Questa immagine si estende su un'area grande come la nostra Luna. Crediti: SKA Africa L'oggetto Fanaroff-Riley Class 2 (FR2), un enorme buco nero nell'Universo distante visto da MeerKAT. Crediti: SKA Africa
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Immagine presa con i radiotelescopi MeerKAT, precursori del progetto Square Kilometre Array (SKA). Ogni punto bianco rappresenta l'intensità delle onde radio registrate con 16 piatti delle 64 antenne che comporranno Meerkat nel deserto del Karoo (in Sudafrica). Si tratta di più di 1300 singoli oggetti nell'universo remoto. Crediti: SKA Africa

Il coinvolgimento italiano in SKA

L’Italia, tramite l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), è una delle prime nazioni che ha preso parte al progetto per la costruzione di SKA. L’INAF è membro del Consorzio Dish (SKADC), guidato dall’Australia (CSIRO), del Consorzio Central Signal Processor (CSP), guidato dal Canada (NRC), ed è coinvolta nelle attività di Correlator and Central Beam Former, Non-Imaging processor e Local Monitor and Control. L’Istituto Nazionale di Astrofisica è inoltre membro del Consorzio Telescope Manager (SKA-TMC), guidato dall’India (National Centre for Radio Astrophysics NCRA-TIFR). Ultimo ma non meno importante, l’INAF è membro del Consorzio Aperture Array Design (SKA-AADC).

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