DAL 2 ALL’8 MAGGIO IN SETTE CITTÀ

Abitare a testa in giù

Si chiamano “Abitare lo Spazio” i 39 laboratori didattici per le scuole elementari e medie, tutti gratuiti e in sette città, organizzati da INAF e BNL per il Festival della cultura creativa

Dal 02.05.2016 al 08.05.2016

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Un laboratorio organizzato dalla sede di Padova che verrà riproposto nel Festival della Cultura Creativa.

Il tema è particolarmente stimolante e creativo: abitare sottosopra. Questo, l’argomento della terza edizione del Festival della Cultura Creativa, ideato e organizzato dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), che si svolge quest’anno nella settimana dal 2 all’8 maggio. Già dalla prima edizione, l’intento di questo festival diffuso – come viene definito dagli organizzatori – è quello di avvicinare bambini e ragazzi alla cultura, stimolandone la creatività. Promotrici del progetto sono le banche che decidono di rispondere alla sfida lanciata da ABI e con la collaborazione di enti, associazioni culturali, musei, biblioteche, organizzano delle attività per le scuole su tutto il territorio italiano.

L’INAF partecipa al progetto coniugando il tema in modo del tutto spaziale e aprendo le proprie sedi per una serie di laboratori didattici, intitolati “Abitare lo Spazio”, voluti e organizzati da BNL Gruppo BNP Paribas, che aderisce all’iniziativa dell’ABI. I laboratori proposti sono 39 e si rivolgono ad altrettante classi, dalla quarta elementare alla seconda media, per un totale di circa 1200 ragazzi in sette città: lo IAPS a Roma, capofila del progetto, l’Osservatorio di Brera a Milano, l’Osservatorio di Torino, l’Osservatorio di Padova, l’Osservatorio, lo IASF e l’IRA a Bologna, l’Osservatorio di Capodimonte a Napoli e l’Osservatorio di Palermo. Collaborano alle attività l’Associazione Speak Science, per la sede di Roma e a Bologna, l’Associazione SOFOS, la Cooperativa Ossigeno e il Quartiere San Vitale (Comune di Bologna), che ha concesso il patrocinio all’iniziativa.

I laboratori, pensati espressamente per l’occasione, ereditano l’interattività e il coinvolgimento che nel passato ha caratterizzato i laboratori AstroKids, e prendono forza da un evento astronomico la cui vicinanza temporale con il festival non poteva essere ignorata, ovvero l’atteso transito di Mercurio, che avverrà il 9 maggio sotto la lente dei maggiori telescopi italiani e stranieri.

Il collegamento con il transito è particolarmente evidente per alcuni dei laboratori proposti, come “Alla ricerca di vita nell’Universo”, organizzato a Torino, che farà capire in modo pratico ai piccoli partecipanti come fanno gli astronomi a sfruttare i transiti per osservare e riconoscere pianeti al di fuori del nostro sistema solare, o “Fare luce sugli esopianeti abitabili”, della sede di Padova, in cui si simula la luce di altre stelle e ci si interroga sulla natura dei pianeti che ruotano intorno ad esse.

Altri laboratori affrontano il tema con un approccio più da astronauta, immaginando come debba essere vivere nella stazione spaziale (“La stazione spaziale”, una delle proposte della sede di Milano e “Viveve nello spazio: la (stra)ordinaria vita degli astronauti sulla ISS” della sede di Palermo). Non mancheranno le sorprese per i piccoli partecipanti della sede di Bologna dove i ragazzi seguiranno un percorso che li porterà dall’emozione del planetario digitale fino ad emulare le gesta degli astronauti guidando un rover marziano o indossando una tuta spaziale e provando le difficoltà di utilizzare nello spazio semplici strumenti, come cacciaviti o martelli.

Altra possibile declinazione del tema è quella seguita dalle sedi di Napoli e Roma, che hanno deciso di portare i partecipanti in uno spettacolare viaggio nel Sistema Solare. La prima sede lo fa mixando immagini, disegni e rap a tema astronomico (nel laboratorio “Il Sistema Solare”), mentre la sede di Roma ricrea gli altri pianeti e immagina come potrebbero ospitare forme di vita terrestri, grazie alla magia di un monitor sferico sperimentale chiamato Pianeti in una Stanza (con l’incontro “Altrove, nel Sistema Solare”).

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Fonte: Media INAF | Scritto da Livia Giacomini