USCITO IL 10 APRILE DALLA MODALITÀ DI EMERGENZA

Kepler è fuori pericolo

Manovre di recupero in tempo record per i tecnici del team Kepler, il telescopio spaziale della NASA dedicato alla scoperta di pianeti extrasolari. In pochi giorni sono riusciti a ristabilire le condizioni di stabilità, e nell’arco di questa settimana il team valuterà il ritorno alla modalità scientifica

Rappresentazione artistica del telescopio spaziale Kepler. Crediti: NASA

Rappresentazione artistica del telescopio spaziale Kepler. Crediti: NASA

Il 7 aprile scorso, durante un contatto programmato, i tecnici del team Kepler hanno riscontrato che il telescopio era impostato in modalità di emergenza (Emergency Mode, EM), una modalità a bassa operatività e ad alto consumo di carburante. Il team aveva dichiarato lo stato di emergenza, che garantisce la priorità assoluta per le comunicazioni da Terra. I dati indicavano che il telescopio era entrato in EM poco prima della manovra di puntamento del centro galattico.

Dal momento che Kepler si trova a circa 120 milioni di km da noi, ogni forma di comunicazione è molto lenta. Anche alla velocità della luce occorrono 13 minuti affinché un segnale arrivi al telescopio e torni indietro. Quando il team della missione ha riscontrato lo stato di emergenza, il telescopio avrebbe dovuto intraprendere una campagna osservativa volta alla ricerca di esopianeti attraverso misure di microlensing.

Nella mattina di domenica 10 aprile, gli ingegneri responsabili delle operazioni di volo sono riusciti a recuperare con successo il telescopio spaziale. Grazie agli sforzi profusi dal team, Kepler ha raggiunto nuovamente una condizione di stabilità, con l’antenna che gli permette di comunicare con noi puntata verso la Terra. Il veicolo spaziale è tornato in funzione nella sua modalità a basso consumo di carburante.

Nel corso di questa settimana il team valuterà accuratamente lo stato di salute dei sistemi di bordo, per capire se Kepler sia in grado di tornare a funzionare in modalità scientifica. Non appena questa verifica sarà effettuata, il telescopio potrà cominciare ad acquisire immagini per la campagna osservativa dedicata al centro galattico. I telescopi terrestri coinvolti nella stessa campagna continueranno a raccogliere le loro osservazioni durante questo periodo di recupero per Kepler. Le osservazioni si concluderanno il 1 luglio, quando il centro della Galassia si troverà fuori dal campo di vista del telescopio spaziale.

Un'immagine del Deep Space Network della NASA, dal quale si sono svolte le attività di controllo e recupero di Kepler. Crediti: NASA

Un’immagine del Deep Space Network della NASA, dal quale si sono svolte le attività di controllo e recupero di Kepler. Crediti: NASA

La campagna osservativa precedente si era conclusa il 23 marzo scorso, quando gli ultimi dati erano stati inviati a Terra. In seguito Kepler era stato posto in modalità di riposo (Point Rest State, PRS). Durante il PRS l’antenna del veicolo spaziale è puntata verso la Terra e opera a basso consumo di carburante.

La modalità di emergenza si è innescata circa 14 ore prima che avesse luogo la manovra di orientamento verso il centro della Via Lattea. L’evento anomalo è il primo per Kepler nell’arco dei suoi sette anni di attività. I tecnici del team, dislocati tra l’Ames Research Center della NASA, il Ball Aerospace e il Laboratory for Atmospheric and Space Physics dell’Università del Colorado, rimangono comunque vigili.

Il recupero dell’operatività di Kepler è il frutto della risposta rapida e il duro lavoro degli ingegneri, che si sono attivati investendo tempo e grande determinazione lungo tutto il weekend. Fondamentale anche il sostegno del Deep Space Network della NASA, gestito dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, e delle altre missioni della NASA controllate dal centro, che hanno sospeso i loro contatti per permettere di concentrare le energie unicamente su Kepler.