HD 80606 B OSSERVATO DA SPITZER

Quello strambo pianeta extrasolare

Il telescopio orbitante della NASA ha studiato nel dettaglio la bizzarra orbita di questo esopianeta, il cui clima porta i ricercatori a porsi diversi interrogativi in merito alla formazione dei pianeti gioviani caldi

Rappresentazione artistica dell'esopianeta HD 80606 b, che spicca in mezzo alle centinaia di pianeti extrasolari scoperti di recente. Questo perché la sua orbita è fortemente eccentrica. I ricercatori hanno studiato come varia la temperatura del pianeta man mano che si avvicina e si allontana dalla sua stella madre. Crediti: JPL

Rappresentazione artistica dell’esopianeta HD 80606 b, che spicca in mezzo alle centinaia di pianeti extrasolari scoperti di recente. Questo perché la sua orbita è fortemente eccentrica. I ricercatori hanno studiato come varia la temperatura del pianeta man mano che si avvicina e si allontana dalla sua stella madre. Crediti: JPL

Di pianeti strani nell’Universo ce ne sono tanti, neanche ci proviamo a ipotizzare un numero che li quantifichi. Uno di questi è stato osservato nel dettaglio dal telescopio orbitante della NASA Spitzer. Si tratta dell’esopianeta HD 80606 b, studiato dagli scienziati del MIT, dello Space Telescope Science Institute e della University of California a Santa Cruz. Questo pianeta è simile al nostro Giove per quanto riguarda le dimensioni, ma 4 volte più massiccio e si trova a 190 anni luce dalla Terra nella costellazione dell’Orsa Maggiore.

Sistemi planetari esotici differiscono spesso dal nostro, sia per la conformazione dei pianeti che per le loro orbite. Gli esopianeti scoperti più di frequente sono i cosiddetti gioviani caldi, mondi torridi e massicci la cui orbita arriva davvero molto vicino alla stella madre. Per anni gli scienziati si sono interrogati su come questi giganti di gas, che presumibilmente si formano lontano dalle loro stelle, finiscano su tali strambe orbite.

L'orbita del pianeta HD80606b. Crediti: Extrasolar Planets Encyclopaedia

L’orbita del pianeta HD80606b. Crediti: Extrasolar Planets Encyclopaedia

Cosa avrà mai di speciale HD 80606 b da meritare un paper pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal Letters? Beh, la sua orbita è davvero eccentrica: invece di un percorso quasi circolare o solo leggermente ellittico (come quella della Terra), questo esopianeta segue una linea fortemente oblunga. Pensate che impiega circa 100 giorni del suo anno lontano dalla stella (la traiettoria è simile a quella di una cometa); poi, nel giro di appena 20 ore, passa vicino alla stella fino quasi a toccarla, prima di scappar via di nuovo. Al suo massimo avvicinamento, il pianeta riceve una quantità enorme di energia dalla sua stella (oltre un migliaio di volte l’energia che la Terra riceve dal Sole ogni giorno). Insomma, se anche noi volassimo così vicini al Sole, ci vorrebbe poco per trasformarci (atmosfera compresa) tutti in magma.

Julien de Wit, del Department of Earth, Atmospheric and Planetary Sciences al MIT, ha firmato lo studio. I risultati sono arrivati dopo 85 ore di osservazioni durante il passaggio più ravvicinato del pianeta alla sua stella. I ricercatori hanno studiato le variazioni di temperatura del pianeta nelle fasi di avvicinamento e di allontanamento, determinando che anche se il lato del pianeta rivolto verso la stella arriva fino a 1400 gradi Kelvin (corrispondenti a 1120 gradi centigradi), queste temperature cocenti sono di breve durata. Sorprendentemente, il pianeta si raffredda in meno di 10 ore mentre se ne va via dalla stella, raggiungendo temperature così fredde da diventare addirittura invisibile a Spitzer per il resto della sua orbita. De Wit ha spiegato che «questo accade ogni 111 giorni».

Per anni è stato ipotizzato che le orbite dei gioviani caldi inizino come  orbite regolari, fino a che qualche evento gravitazionale drammatico le cambia per qualche tempo, allungandole e rendendole eccentriche. Secondo i ricercatori, HD 80606 b può mantenere la sua orbita fortemente eccentrica per altri 10 miliardi di anni se non di più. Se questo è il caso, de Wit ha aggiunto che scienziati potrebbero rivedere le teorie su come i pianeti gioviani caldi si siano formati.

I ricercatori hanno anche calcolato – “la prima volta per un esopianeta”, dice il comunicato stampa del MIT, anche se in realtà esistono precedenti dei quali abbiamo parlato pure qui su Media INAF – la velocità di rotazione di 80606 b, dunque la lunghezza di un suo giorno: è stimata in 90 ore, cioè il doppio di quanto previsto in passato.

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