APEX, PUPILLA DA 12 METRI SULL’UNIVERSO FREDDO

ATLASGAL, survey a grande area della Via Lattea

Leonardo Testi (ESO e INAF): «ATLASGAL ci ha permesso di lanciare uno sguardo nuovo al mezzo interstellare denso della nostra galassia, la Via Lattea, e di conseguenza di trasformare la nostra visione della formazione stellare»

Una nuova, spettacolare immagine della Via Lattea è stata pubblicata per sottolineare la conclusione della survey ATLASGAL (APEX Telescope Large Area Survey of the Galaxy, cioè una survey a grande area della Galassia realizzata con il telescopio APEX). Il telescopio cileno APEX ha mappato l’intero piano galattico visibile dall’emisfero meridionale, per la prima volta a lunghezze d’onda sub-millimetriche – cioè tra l’infrarosso e le onde radio – e con un dettaglio maggiore delle più recenti survey dallo spazio. Il telescopio pionieristico APEX di 12 metri di diametro permette gli astronomi di studiare l’Universo freddo: gas e polveri ad appena poche decine di gradi sopra lo zero assoluto.

La zona meridionale del piano della Via Lattea dalla survey ATLASGA. Crediti: ESO/APEX/ATLASGAL consortium/NASA/GLIMPSE consortium/ESA/Planck

La zona meridionale del piano della Via Lattea dalla survey ATLASGA. Crediti:
ESO/APEX/ATLASGAL consortium/NASA/GLIMPSE consortium/ESA/Planck

APEX (o telescopio Atacama Pathfinder EXperiment) si trova a 5100 metri sul livello del mare nella piana di Chajnantor nella regione cilena di Atacama. La survey ATLASGAL ha stfruttato le caratteristiche uniche del telescopio per fornire una veduta dettaglia della distribuzione del gas freddo e denso lungo il piano della Via Lattea. Questa nuova immagine comprende la maggior parte delle regioni di formazione stellare nella Via Lattea meridionale.

Le mappe di ATLASGAL coprono un’area di cielo lunga 140 gradi e larga 3, più di quattro volte maggiore della prima distribuzione di ATLASGAL. Le nuove mappe sono anche di qualità superiore, poichè alcune aree sono state riosservate per ottenere dati più uniformi su tutta l’area della survey.

La survey ATLASGAL è il singolo programma di APEX di maggior successo con quasi 70 articoli scientifici già pubblicati; la sua eredità si espanderà ancora visto che tutti i dati già analizzati sono ora disponbili all’intera comunità astronomica.

Il cuore di APEX sono i suoi strumenti molto sensibili. Uno di questi, LABOCA (LArge BOlometer CAmera) è stato usato per la survey ATLASGAL. LABOCA misura la radiazione incidente registrando il lieve aumento di temperatura che questa provoca nei rivelatori e può osservare l’emissione delle bande scure di polvere fredda che oscurano la luce stellare.

L’ultima versione di ATLASGAL integra anche le osservazioni del satellite Planck dell’ESA. La combinazione dei dati di Planck e di APEX ha permesso agli astronomi di rivelare l’emissione su un’area di cielo maggiore e di stimare da questa la frazione di gas denso nella Galassia interna. I dati di ATLASGAL sono stati usati anche per creare un censimento completo delle nubi massicce e fredde in cui si stanno formando nuove generazioni di stelle.

ATLASGAL fornisce informazioni stimolanti sui luoghi in cui si sta formando la prossima generazione di stelle di grande massa e di ammassi stellari. Combinando queste con le osservazioni di Planck possiamo ottenere un collegamento con le strutture a grande scala delle nubi molecolari giganti“, commenta Timea Csengeri del Max Planck Institute for Radio Astronomy (MPIfR), Bonn, Germania, che ha guidato l’abbinamento dei dati di APEX con quelli di Planck.

Il telescopio APEX ha festeggiato da poco i dieci anni di ricerca di successo sull’Universo freddo. Gioca un ruolo di primo piano non solo come precursore, ma anche come strumento complementare di ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), che pure si trova sulla piana di Chajnantor. APEX è basato su un’antenna prototipo costruita per ALMA e ha individuato molte sorgenti che ALMA può studiare in dettaglio.

Leonardo Testi dell’ESO, membro del gruppo di ATLASGAL e Responsabile di progetto da parte europea per il progetto ALMA, conclude: “ATLASGAL ci ha permesso di lanciare uno sguardo nuovo al mezzo interstellare denso della nostra galassia, la Via Lattea, e di conseguenza di trasformare la nostra visione della formazione stellare. La pubblicazione della survey completa apre la possibilità di scavare in questo archivio di dati alla ricerca di nuove scoperte. Molti gruppi di scienziati stanno già attingendo ai dati di ATLASGAL per pianificare osservazioni di approfondimento con ALMA“.

Fonte: comunicato stampa dell’ESO 

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