MESSAGGIO RADIO IN DIREZIONE STELLA POLARE

Ecologisti nello spazio profondo

Un messaggio di speranza che parla di ambiente e futuro della Terra, lanciato nello spazio interstellare in direzione della stella polare: l’iniziativa dal cuore verde dello UK Astronomical Technology Centre in collaborazione con Università e Royal Observatory

Il messaggio verrà lanciato via radio in direzione della stella polare. Pur viaggiando a velocità luce impiegherà 434 anni per raggiungere la destinazione finale. Crediti: Paul Quast.

Il messaggio verrà lanciato via radio in direzione della stella polare. Pur viaggiando a velocità luce impiegherà 434 anni per raggiungere la destinazione finale. Nell’immagine uno screenshot del portale web costruito per l’occasione. Crediti: Paul Quast.

Stanno raccogliendo messaggi da ogni parte del mondo e sono pronti a spedirli nello spazio profondo alla velocità della luce. Bisogna ammettere che i responsabili del progetto culturale A Simple Response to an Elemental Message, frutto di una collaborazione fra i ricercatori dello UK Astronomical Technology Centre (UKATC), l’Università di Edimburgo e il Royal Observatory di Edimburgo, hanno messo in piedi un esperimento sociale decisamente sui generis.

Per raccogliere il pensiero di persone da tutto il mondo riguardo ambiente e futuro del pianeta Terra, hanno optato per una sofisticata forma di sondaggio: raccogliere i messaggi in un grosso dispaccio radio da spedire in direzione stella polare, ad “appena” 434 anni luce da qui.

Entro ottobre 2016 tutti i messaggi pervenuti verranno quindi convertiti in segnali radio e cucinati in quello che potrebbe diventare il più grande dispaccio radio mai scagliato a velocità luce dall’astronave Terra.

Messaggio in bottiglia interstellare, dunque, per dare una semplice risposta a una grande domanda: in che modo le attuali interazioni uomo-ambiente possono plasmare il futuro del nostro pianeta?

La finestra scelta per il lancio del messaggio è il prossimo autunno. In meno di 21 ore si troverà già ben oltre la distanza percorsa nello spazio da Voyager 1, la sonda lanciata nel 1977 e a oggi il manufatto umano più lontano dal nostro pianeta, oltre il confine del Sistema solare.

Perché sia stata scelta la stella polare come meta del dispaccio interstellare lo spiega bene il coordinatore del progetto, Paul Quast: «La stella polare è da sempre il punto cardinale per eccellenza di navigatori e osservatori del cielo stellato. La nostra iniziativa ne riconosce il significato culturale».

Ma c’è di più: l’analisi dei messaggi raccolti durante il progetto A Simple Response to an Elemental Message permetterà ai ricercatori di valutare se ci siano significative differenze geografiche fra i modi di concepire le grandi questioni legate alla tematica ambientale e alle prospettive future che riguardano il nostro pianeta.

Crediti: Paul Quast.

Crediti: Paul Quast.

Spiega ancora Quast: «Ci troviamo in un punto cruciale della storia del nostro pianeta e le nostre decisioni in ambito ambientale, nel rispetto o meno dell’ecologia, avranno un impatto enorme sul futuro della popolazione mondiale e più in generale per tutti i viventi che popolano la Terra. Lo scopo di questo progetto è costruire un potente messaggio culturale, da infilare in una bottiglia virtuale e consegnare alla deriva dello spazio siderale».

Naturalmente è già online il sito ufficiale dell’iniziativa, all’indirizzo www.asimpleresponse.org. Con pochi clic ciascuno può lasciare il proprio contributo in attesa del lancio. Il sito è disponibile in inglese, francese, spagnolo e portoghese. A breve in tedesco, arabo, russo e mandarino.

Fonte: Media INAF | Scritto da Davide Coero Borga