RAGGIUNTO IL PERIELIO

Il grande giorno di Rosetta

Alle 4:03 ora italiana la cometa 67P ha raggiunto il perielio, ovvero il punto di massimo avvicinamento al Sole. Gli strumenti a bordo della sonda Rosetta hanno raccolto immagini spettacolari e iniziano ora il loro lavoro più emozionante e delicato

Poche ore fa la missione Rosetta dell’ESA ha osservato da vicino la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko mentre raggiungeva il suo massimo avvicinamento al Sole, detto perielio. Il momento esatto del perielio si è verificato alle 4:03 di questa mattina (ora italiana) quando la cometa è arrivata alla distanza di 186 milioni di km dal Sole

Nell’anno che è passato da quando la sonda Rosetta si è agganciata all’orbita di 67P, la cometa ha percorso circa 750 milioni di chilometri, l’aumento di intensità della radiazione solare ha riscaldato il nucleo e dato vita ai getti ghiacciati che abbiamo visto fuggire dalla sua superficie ad un tasso in continua crescita. Questi gas, insieme alle particelle di polvere che trascinano con sé, si accumulano nell’atmosfera della cometa, detta chioma, e nella sua coda.

Questa immagine è stata acquisita dalla camera di navigazione NAVCAM a bordo di Rosetta alle 3:04 del 13 agosto 2015, un'ora prima dell'arrivo al perielio della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. L'immagine è stata scattata a circa 327 km dalla cometa. Ha una risoluzione di 28 m/pixel, ed è stata elaborata in modo da far risaltare i dettagli dell'attività della cometa. Crediti: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0

Questa immagine è stata acquisita dalla camera di navigazione NAVCAM a bordo di Rosetta alle 3:04 del 13 agosto 2015, un’ora prima dell’arrivo al perielio della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. L’immagine è stata scattata a circa 327 km dalla cometa. Ha una risoluzione di 28 m/pixel, ed è stata elaborata in modo da far risaltare i dettagli dell’attività della cometa. Crediti: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0

L’attività della cometa raggiunge il suo massimo intorno al perielio e nelle settimane che seguono, ed è chiaramente visibile nelle immagini spettacolari raccolte dalla sonda Rosetta negli ultimi mesi.

La camera di navigazione (NAVCAM) a bordo di Rosetta ha acquisito un’immagine alle 3:04 di questa mattina, un’ora prima del perielio, da una distanza di circa 327 km. Anche gli strumenti scientifici stanno raccogliendo immagini, quella più recente è stata scattata all’1:31 del 13 agosto, poche ore prima del perielio.

L’attività della cometa è chiaramente visibile nelle immagini, con una moltitudine di getti provenienti dal nucleo, incluso quello catturato in un’immagine scattata alle 19:35 di ieri.

«L’attività della cometa rimarrà a questi livelli di intensità per molte settimane, e siamo impazienti di vedere quanti altri getti ed eventi “esplosivi” riusciremo a osservare in diretta, come è successo nelle ultime settimane», dichiara Nicolas Altobelli, project scientist della missione Rosetta.

Questa serie di immagini della cometa 67P è stata acquisita dallo strumento OSIRIS di Rosetta tra il 12 e il 13 agosto 2015 (ora italiana), poche ore prima del perielio. L'immagine a sinistra è stata scattata alle 16:07 del 12 agosto, l'immagine centrale alle 19:35, e l'immagine finale alll'1:31 del 13 agosto. Le immagini sono state scattate a una distanza di circa 330 km dalla cometal L'intensa attività è chiaramente visibile, in particolare nell'immagine centrale è spossibile ammirare un intenso getto. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Questa serie di immagini della cometa 67P è stata acquisita dallo strumento OSIRIS di Rosetta tra il 12 e il 13 agosto 2015 (ora italiana), poche ore prima del perielio. L’immagine a sinistra è stata scattata alle 16:07 del 12 agosto, l’immagine centrale alle 19:35, e l’immagine finale alll’1:31 del 13 agosto. Le immagini sono state scattate a una distanza di circa 330 km dalla cometal L’intensa attività è chiaramente visibile, in particolare nell’immagine centrale è spossibile ammirare un intenso getto. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

I dati raccolti da Rosetta mostrano che la cometa sta sprigionando fino a 300 kg di vapore acqueo (l’equivalente di due vasche da bagno) al secondo, circa mille volte più di quanto osservato un anno fa, quando la sonda è arrivata alla cometa. All’epoca si era registrato un tasso di emissione pari a 300 g di vapore acqueo al secondo, più o meno due piccoli bicchieri.

Oltre al gas, si stima che il nucleo stia rilasciando fino a 1000 kg di polvere al secondo, e questo crea condizioni di lavoro molto pericolose per Rosetta.

Questa sequenza di immagini dà un'idea dell'ambiente ricco di polvere che circonda attualmente la cometa 67P e di conseguenza il difficile contesto in cui la sonda si trova ad operare. Le immagini sono state catturate il 6 luglio 2015, con la camera a grande angolo di OSIRIS. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Questa sequenza di immagini dà un’idea dell’ambiente ricco di polvere che circonda attualmente la cometa 67P e di conseguenza il difficile contesto in cui la sonda si trova ad operare. Le immagini sono state catturate il 6 luglio 2015, con la camera a grande angolo di OSIRIS. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

«Nei giorni scorsi siamo stati costretti a spostarci ancora più lontano dalla cometa. Attualmente ci troviamo a una distanza compresa tra i 325 e i 340 km, in una regione dove i sistemi di navigazione di Rosetta possono operare senza essere confusi da livelli eccessivi di polvere: se questi sistemi dovessero smettere di funzionare correttamente, Rosetta potrebbe perdere l’orientamento nello spazio», ha commentato Sylvain Lodiot, responsabile delle operazioni di volo di Rosetta all’ESA.

Il monitoraggio continuo dell’evoluzione della cometa prima, durante e dopo il perielio è uno degli obiettivi scientifici primari della missione.

Nel corso degli ultimi mesi le stagioni sulla cometa sono cambiate in modo sostanziale, portando il suo emisfero sud a sperimentare una breve estate (della durata di circa 10 mesi) dopo oltre cinque anni e mezzo di tenebre. Questo ha rivelato parti della superficie che erano rimaste fino ad ora in ombra, permettendo a Rosetta di completare la mappa della cometa.

Quattro nuove regioni, separate da confini geomorfologici diversi, sono state individuate nell'emisfero meridionale della cometa 67P. Il ciclo delle stagioni sulla cometa è molto complesso e comporta che l'emisfero meridionale, che comprende parte di entrambi i lobi cometa, aveva sperimentato un inverno lungo cinque anni e mezzo. Intorno a maggio 2015, le stagioni sulla cometa sono cambiate, portando in luce l'emisfero sud. Questo ha permesso agli scienziati di completare la mappa geologica della cometa. Le nuove regioni sono state chiamate: Anhur, Khonsu, Sobek e Wosret. Anhur, Wosret, e Khonsu si trovano sul lato inferiore del lobo più grande della cometa, mentre Sobek si trova sul collo della cometa. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Quattro nuove regioni, separate da confini geomorfologici diversi, sono state individuate nell’emisfero meridionale della cometa 67P. Il ciclo delle stagioni sulla cometa è molto complesso e comporta che l’emisfero meridionale, che comprende parte di entrambi i lobi cometa, aveva sperimentato un inverno lungo cinque anni e mezzo. Intorno a maggio 2015, le stagioni sulla cometa sono cambiate, portando in luce l’emisfero sud. Questo ha permesso agli scienziati di completare la mappa geologica della cometa. Le nuove regioni sono state chiamate: Anhur, Khonsu, Sobek e Wosret. Anhur, Wosret, e Khonsu si trovano sul lato inferiore del lobo più grande della cometa, mentre Sobek si trova sul collo della cometa. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Ora gli scienziati della missione hanno identificato quattro nuove regioni geologiche nell’emisfero sud, che comprendono entrambi i lobi delle comete, portando il numero totale delle regioni a 23. Le nuove regioni sono identificate da nomi che proseguono la convenzione di denominazione di divinità egizie: Anhur, Khonsu, Sobek e Wosret.

Anche la temperatura media della cometa è in aumento. Poco dopo l’arrivo di Rosetta erano state registrate temperature superficiali di circa -70° C. Attorno ai mesi di aprile e maggio 2015, la temperatura era salita a pochi gradi sotto lo zero Celsius, e per il prossimo mese sono previsti picchi di poche decine di gradi sopra lo zero.

Nel frattempo, gli scienziati a Terra hanno seguito l’evoluzione di 67P da lontano. Rosetta si trova troppo vicino alla cometa per vedere la sua coda, ma le immagini raccolte nel corso degli ultimi mesi con i telescopi in tutto il mondo mostrano che si estende già oltre i 120.000 km.

Questa serie di immagini della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko sono state raccolte tra il 2014 e il 2015 presso il Gemini Observatory. Le prime tre immagini sono state ottenute con il telescopio Gemini-South, in Cile, mentre la quarta immagine è stata scattata con il telescopio Gemini-North, sul monte Mauna Kea, alle Hawaii. Tutte le immagini sono centrate sulla cometa e sono state ottenute sommando tra loro diverse esposizioni brevi. Su ogni immagine è indicata la posizione del Sole. Crediti: Gemini Observatory/AURA

Questa serie di immagini della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko sono state raccolte tra il 2014 e il 2015 presso il Gemini Observatory. Le prime tre immagini sono state ottenute con il telescopio Gemini-South, in Cile, mentre la quarta immagine è stata scattata con il telescopio Gemini-North, sul monte Mauna Kea, alle Hawaii. Tutte le immagini sono centrate sulla cometa e sono state ottenute sommando tra loro diverse esposizioni brevi. Su ogni immagine è indicata la posizione del Sole. Crediti: Gemini Observatory/AURA

67P ha una chioma asimmetrica, con una regione ad alta densità a grande distanza dalla coda principale, e questa caratteristica è stata osservata in molte immagini, tra cui alcune ottenute la scorsa settimana dal telescopio Gemini-North sul monte Mauna Kea, alle Hawaii.

Questa sequenza di immagini, scattate con la camera OSIRIS a bordo di Rosetta il 30 luglio 2015, mostrano un oggetto muoversi vicino al nucleo della cometa 67P. Le immagini sono state raccolte a una distanza di circa 185 km dalla cometa. La stima delle dimensioni dell'oggetto va da 1 a 50 m; tuttavia, la dimensione esatta non può essere determinata con maggiore precisione in quanto dipende dalla sua distanza dalla sonda, che non può essere dedotta da queste immagini. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Questa sequenza di immagini, scattate con la camera OSIRIS a bordo di Rosetta il 30 luglio 2015, mostrano un oggetto muoversi vicino al nucleo della cometa 67P. Le immagini sono state raccolte a una distanza di circa 185 km dalla cometa. La stima delle dimensioni dell’oggetto va da 1 a 50 m; tuttavia, la dimensione esatta non può essere determinata con maggiore precisione in quanto dipende dalla sua distanza dalla sonda, che non può essere dedotta da queste immagini. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

«Mettendo insieme queste immagini ad grande campo dei telescopi a Terra con lo studio dei primi piani raccolti da Rosetta dei singoli getti di gas e polveri potremo comprendere meglio i processi in atto sulla superficie della cometa durante il suo avvicinamento al Sole», aggiunge Nicolas.

«Puntiamo a tornare di nuovo molto vicino alla cometa quando l’attività si sarà calmata e ad ottenere un confronto per capire quanto è cambiata. Continuiamo inoltre a sperare che Philae sarà in grado di riprendere le sue attività scientifiche sulla superficie, fornendoci uno sguardo dettagliato agli eventuali cambiamenti avvenuti nei dintorni del il sito di atterraggio».

Infine, Patrick Martin, mission manager della missione Rosetta, dichiara: «È emozionante raggiungere il traguardo del perielio, e non vediamo l’ora di scoprire come si comporterà questa incredibile cometa quando ci allontaneremo insieme a lei dal Sole durante il prossimo anno».

L'aspetto intricato di questa mappa è causato dalla forma insolita a doppio lobo della cometa: il piccolo lobo si trova al centro della mappa, mentre porzioni del grande lobo sono mostrate a sinistra e a destra. I punti blu si riferiscono alle possibili fonti, sulla superficie della cometa, di alcuni dei getti di polvere recentemente osservati da OSIRIS. La linea gialla indica i punti sulla superficie in cui il Sole si trova allo zenit. Crediti: Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

L’aspetto intricato di questa mappa è causato dalla forma insolita a doppio lobo della cometa: il lobo più piccolo si trova al centro della mappa, mentre quello più grande si trova distribuito a sinistra e a destra dell’immagine. I punti blu si riferiscono alle possibili fonti, sulla superficie della cometa, di alcuni dei getti di polvere recentemente osservati da OSIRIS. La linea gialla indica i punti sulla superficie in cui il Sole si trova allo zenit. Crediti: Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

 

Per maggiori dettagli, è possibile rivedere l’hangout organizzato dall’ESA al seguente link.