NUOVI TEST AL NASA STENNIS

SLS: tutto fumo e niente arrosto?

Con i test dell’ultimo mese presso lo Stennis Space Center NASA, Space Launch System può forse sperare nel miglior motore mai costruito dai tempi di Von Braun: quello che è stato presentato nei progetti come il razzo più potente mai costruito dall’uomo stenta a decollare, ma forse può farcela

L'ultimo test di RS-25, il blocco motore che monterà lo Space Launch System NASA. Crediti: John C. Stennis Space Center.

L’ultimo test di RS-25, il blocco motore che monterà lo Space Launch System NASA. Crediti: John C. Stennis Space Center.

Dense colonne di fumo e un odore penetrante, di terra bruciata. Questo è il John C. Stennis Space Center NASA, il più grande laboratorio a cielo aperto per il collaudo dei razzi che, domani, dovrebbero riportare gli Stati Uniti nello spazio.

Ed è qui che sta nascendo SLS, lo Space Launch System, il razzo più potente mai costruito dall’uomo. Sarebbe dovuto volare con la capsula Orion, lo scorso dicembre. Di fatto è arrivato con il collo tirato a un primo test solo nel mese di gennaio (vedi MediaINAF). Ora NASA cerca di recuperare il tempo perso e, completati gli aggiornamenti sul sistema idrico ad alta pressione che costituisce il sistema di raffreddamento del prototipo, prosegue spedita con i test sul campo.

RS-25, abbondantemente sfruttato come motore principali sulle missioni Shuttle e su cui gli ingegneri dell’agenzia spaziale statunitense non mettevano mano dal 2009, si sta comportando bene. In formazione con altri 3 blocchi previsti per SLS potrebbe garantire che il razzo in cantiere sia il migliore mai costruito dai tempi di Von Braun.

L’unità di controllo del motore, il cervello della macchina, sovrintende a tutte le comunicazioni tra veicolo e motore. Un controller tiene sott’occhio la gestione a ciclo chiuso del motore regolando il rapporto di miscelazione, spinta e carburante, facendo affidamento su hardware e software aggiornati e configurati per funzionare con il nuovo assetto aerodinamico di SLS.

Non male per un progetto che ha subito una riduzione preventiva del budget per il 2016, presentata al Congresso americano in febbraio. Non si capisce se Charles Bolden, AD NASA, voglia portare al naufragio quello che inizialmente è stato presentato come il programma erede dell’Apollo, pensato per riprendere dopo quasi mezzo secolo le missioni umane nello spazio, o sia piuttosto volontà di tutti andare avanti, in sordina, aspettando di risolvere l’annosa questione dei voli commerciali verso la ISS.

Oggi 29 luglio dell’agenzia spaziale statunitense ricorre il compleanno. Istituita dal Congresso americano nel 1958. Cosa resta da dire? Bon voyage.