IL FLYBY DELLA SONDA CASSINI

Iperione nel dettaglio

Come annunciato su Media INAF, la sonda di NASA/ESA/ASI è volata per l'ultima volta attorno alla luna irregolare più grande del sistema di satelliti di Saturno. Le immagini confermano che la superficie è stata plasmata drammaticamente da innumerevoli impatti

Immagine scattata da Cassini alla luna Iperione durante l'ultimo flyby dello scorso 31 maggio. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Immagine scattata da Cassini alla luna Iperione durante l’ultimo flyby dello scorso 31 maggio. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Lo avevamo annunciato la scorsa settimana su Media INAF: Cassini (NASA/ESA/ASI) ha effettuato l’ultimo passaggio ravvicinato (flyby) attorno alla luna Iperione il 31 maggio, scattando numerose immagini alla distanza (mai raggiunta prima) di 34 mila chilometri dalla superficie del satellite naturale di Saturno. Iperione è una luna a forma di patata ma dalla superficie molto irregolare, porosa (simile a una spugna o una pietra pomice). Con  i suoi 270 chilometri di larghezza, si tratta di un corpo essenzialmente imprevedibile, la sua orbita (come la sua struttura) è irregolare e caotica.

I dati inviati a terra durante l’ultimo flyby hanno confermato che la superficie è stata drammaticamente plasmata da numerosi impatti. Come potete vedere in questa immagine, Iperione presenta innumerevoli crateri, la cui formazione è facilitata vista la bassa densità dell’oggetto (circa metà di quella dell’acqua): la luna è abbastanza porosa, con una debole gravità superficiale e quindi ogni oggetto che impatta con la superficie crea un profondo cratere. Sulla superficie di ogni cratere su trova un manto di materiale più scuro.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI

La luna di Saturno è il corpo irregolare più grande del Sistema solare dopo Proteo – una luna di Nettuno – ed è stato visitato dalla sonda Cassini-Huygens in due diverse occasioni prima di fine maggio: nel 2005 e nel 2010, quando gli strumenti della sonda NASA-ESA-ASI hanno prodotto immagini e filmati mozzafiato.

Durante questi ultimi due anni di “carriera” la sonda Cassini effettuerà altri flyby: il 16 giugno, passerà a 516 chilometri sopra la luna di ghiaccio Dione e a ottobre volerà ancora due volte attorno alla luna Encelado per studiarne i potenti getti di ghiaccio, avvicinandosi fino a 48 chilometri nel passaggio finale. Cassini partirà dal piano equatoriale di Saturno (da dove le lune sono più visibili) a fine 2015 per iniziare un anno di preparazione tecnica al gran finale del 2017: gettarsi – letteralmente – tra gli anelli di Saturno per gli studi finali.

Ecco il filmato globale dell’avvicinamento del 2005