IL LIBRO DI CLAUDIO BARTOCCI

Matematica: l’invenzione del mondo

Finalista al Premio Galileo 2015, “Dimostrare l’impossibile” è il racconto diverso e originale della storia dell’impresa scientifica e del pensiero scientifico: protagonisti i matematici, che spesso trovano cose che non stanno cercando perché queste, ancora, non esistono

Claudio Bartocci, "Dimostrare l’impossibile. La scienza che inventa il mondo", Raffaello Cortina.

Claudio Bartocci, “Dimostrare l’impossibile. La scienza che inventa il mondo”, Raffaello Cortina.

A chi si rivolgono gli scienziati? Al giudizio di chi sottopongono idee e risultati del loro lavoro? A prima vista può sembrare una domanda banale, scontata: i destinatari di parole e scritti degli scienziati sono gli altri membri della comunità scientifica, i reviewers delle riviste specializzate, i componenti delle commissioni preposte all’assegnazione dei finanziamenti alla ricerca. Non è così.

Gli scienziati si rivolgono e si devono rivolgere a tutti. La scienza è di tutti. E a ricordarcelo è Claudio Bartocci, in libreria con Dimostrare l’impossibile. La scienza che inventa il mondo, edito per i tipi di Raffaello Cortina (pagg. 258, € 23,00).

Docente di fisica matematica presso l’Università di Genova, Bartocci ha rielaborato materiale accumulato in anni di divulgazione della scienza e della matematica su quotidiani e mensili italiani. 15 anni di articoli che insieme riscrivono la storia della scienza moderna. Un racconto costruito per immagini: fotografie di un momento, un episodio, un concetto della scienza moderna che, mano a mano che si procede nella lettura del saggio, evidenzia come ogni ricostruzione continuista dell’impresa scientifica e del pensiero scientifico sia sostanzialmente un fallimento. La continuità sta solo negli occhi di chi ricostruisce la storia del pensiero. Questa storia della scienza – che spesso vede i matematici come protagonisti, responsabili di trovare cose che non stanno cercando semplicemente perché queste non esistono da sempre, ma prendono forma nel percorso dell’intelligenza – questo racconto “in numeri” non ha ambizioni di proporre visioni nuove o alternative della storia della scienza. Può però rappresentare uno strumento nelle mani del lettore e del non esperto per avvicinarsi alle idee della scienza e alla loro storia, in modo diverso da quello della manualistica, omogenizzato del sapere.

E c’è anche spazio per l’astrofisica. Anzitutto l’apparato formale e concettuale della geometria differenziale moderna, quello che si è riversato nella teoria della relatività e che ha trovato una nuova vita nei modelli cosmologici fin dai primi anni della sua esistenza.

«Ma va detto che le ricerche sulla relatività degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta hanno avuto un effetto di ritorno anche sulla matematica», spiega Bartocci. «Le ricerche di personaggi come Roger Penrose, Stephen Hawking e George Ellis, tanto per citare i più noti, sono state fondamentali per i matematici. Come spesso succede l’interazione fra due discipline è feconda in entrambe le direzioni: non c’è soltanto una matematica che presta il suo sapere alla fisica e all’astrofisica senza ricevere nulla in cambio». In matematica si contano molti contributi da parte della ricerca astrofisica: si pensi alla teoria dei twistor originariamente partorita da Penrose in ambito relativistico generale e in contesto matematico ha dato vita a una piccola teoria autonoma di geometria differenziale.

E l’interazione fra astrofisici e matematici si è andata intensificando con passare del tempo. La tanto discussa teoria delle stringhe tira in ballo matematica avanzata e complessa, geometria algebrica e quant’altro. È una teoria costruita sulla matematica.

Dimostrare l’impossibile è stato scelto per la rosa di finalisti del Premio Galileo, che da anni a Padova premia il meglio della divulgazione scientifica italiana. Insieme al testo di Bartocci concorrono Marco Massa e Romano Camassi con I Terremoti. Quando la terra trema (Il Mulino), Roberto Defez con Il caso OGM. Il dibattito sugli organismi geneticamente modificati (Carocci), Carlo Rovelli con La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose (Raffaello Cortina, che abbiamo recensito su MediaINAF) e Vincenzo Schettino con Scienza e Arte (Firenze University Press). A decidere il libro vincitore, il prossimo venerdì 8 maggio, sarà la giuria popolare formata da studenti di 110 scuole superiori di secondo grado.