NELLO STUDIO UTILIZZATE LE ONDE SISMICHE

Esiste un secondo nucleo terrestre?

Non uno ma due nuclei, uno interno all’altro: il cuore della Terra svela un segreto sorprendente e le onde sismiche provocate dai terremoti diventano uno strumento di ricerca nello studio condotto dal team Cino-Statunitense, pubblicato su Nature Geoscience

Crediti: Tao Wang, Xiaodong Song e Han H. Xia.

Crediti: Tao Wang, Xiaodong Song e Han H. Xia.

Utilizzare le onde sismiche prodotte nel corso di un terremoto per guardare all’interno del nucleo terrestre: è l’idea che guida la ricerca di Tao Wang, Xiaodong Song e Han H. Xia, tre ricercatori delle Università di Nanchino (Institute of Geophysics and Geodynamics, State Key Laboratory for Mineral Deposits Research, School of Earth Sciences and Engineering) e dell’Illinois autori dell’interessante articolo appena pubblicato da Nature Geoscience.

La struttura e il comportamento del nucleo interno del Pianeta che abitiamo potrebbe essere ben più complessa di quanto abbiamo mai immaginato. Due nuclei, uno interno all’altro, con caratteristiche che se confermate potrebbero aprire nuovi scenari sulla formazione e lo sviluppo del nostro pianeta.

Sebbene abbia dimensioni inferiori a quelle della Luna, il nucleo interno-interno della Terra presenta caratteristiche completamente differenti dalla solida palla di ferro che i geologi hanno sempre immaginato. I cristalli di ferro apparterrebbero allo strato esterno del nucleo e sarebbero allineati direzionalmente secondo la direttrice Nord-Sud. Diverso il nucleo interno: allineato perpendicolarmente sulla direttrice Est-Ovest e probabilmente composto di un cristallo diverso dal ferro.

Ci troviamo esattamente al centro della Terra, ben oltre quanto ha potuto immaginare Jules Verne. Per arrivare a questa profondità i ricercatori cinesi si sono serviti delle onde sismiche generate dai terremoti. Come in ambito medico i dottori si servono degli ultrasuoni per vedere all’interno del corpo di un paziente, i geofisici hanno eseguito una scansione del Pianeta utilizzando i dati raccolti nella coda di un terremoto.

Non i dati delle scosse iniziali, dunque. Ma le onde di risonanza che seguono lo shock primario. Il terremoto è come un martello che colpisce una campana e, allo stesso modo di un ascoltatore che ne può riconoscere il tono nella risonanza che segue lo scuotimento, i sensori sismici raccolgono un segnale coerente dalla coda del terremoto. Ora che sappiamo come guardare al centro della Terra, bisogna restare in ascolto.